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Messaggio del Santo Padre per la Campagna di Fraternità 2015 della Chiesa in Brasile, 18.02.2015


Messaggio del Santo Padre per la Campagna di Fraternità 2015 della Chiesa in Brasile

Messaggio del Santo Padre

Traduzione in lingua italiana

Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato ai fedeli brasiliani in occasione della 52.ma Campagna quaresimale di Fraternità promossa dalla Conferenza Episcopale del Brasile, quest’anno sul tema: "Fraternità: Chiesa e società", con lo slogan "Sono venuto per servire" (Mc 10.45):

Messaggio del Santo Padre

Queridos irmãos e irmãs do Brasil!

Aproxima-se a Quaresma, tempo de preparação para a Páscoa: tempo de penitência, oração e caridade, tempo de renovar nossas vidas, identificando-nos com Jesus através da sua entrega generosa aos irmãos, sobretudo aos mais necessitados. Neste ano, a Conferência Nacional dos Bispos do Brasil, inspirando-se nas palavras d’Ele «O Filho do Homem não veio para ser servido, mas para servir e dar a sua vida em resgate por muitos» (Mc 10,45), propõe como tema de sua habitual Campanha «Fraternidade: Igreja e Sociedade».

De fato a Igreja, enquanto «comunidade congregada por aqueles que, crendo, voltam o seu olhar a Jesus, autor da salvação e princípio da unidade» (Const. Dogmática Lumen gentium, 3), não pode ser indiferente às necessidades daqueles que estão ao seu redor, pois, «as alegrias e as esperanças, as tristezas e as angústias dos homens de hoje, sobretudo dos pobres e de todos os que sofrem, são também as alegrias e as esperanças, as tristezas e as angústias dos discípulos de Cristo» (Const. Pastoral Gaudium et spes, 1). Mas, o que fazer? Durante os quarenta dias em que Deus chama o seu povo à conversão, a Campanha da Fraternidade quer ajudar a aprofundar, à luz do Evangelho, o diálogo e a colaboração entre a Igreja e a Sociedade - propostos pelo Concílio Ecumênico Vaticano II - como serviço de edificação do Reino de Deus, no coração e na vida do povo brasileiro.

A contribuição da Igreja, no respeito pela laicidade do Estado (cfr. Idem, 76) e sem esquecer a autonomia das realidades terrenas (cfr. Idem, 36), encontra forma concreta na sua Doutrina Social, com a qual quer «assumir evangelicamente e a partir da perspectiva do Reino as tarefas prioritárias que contribuem para a dignificação do ser humano e a trabalhar junto com os demais cidadãos e instituições para o bem do ser humano» (Documento de Aparecida, 384). Isso não é uma tarefa exclusiva das instituições: cada um deve fazer a sua parte, começando pela minha casa, no meu trabalho, junto das pessoas com quem me relaciono. E de modo concreto, é preciso ajudar aqueles que são mais pobres e necessitados. Lembremo-nos que «cada cristão e cada comunidade são chamados a ser instrumentos de Deus ao serviço da libertação e promoção dos pobres, para que possam integrar-se plenamente na sociedade; isto supõe estar docilmente atentos, para ouvir o clamor do pobre e socorrê-lo» (Exort. Apost. Evangelii gaudium, 187), sobretudo sabendo acolher, «porque quando somos generosos acolhendo uma pessoa e partilhamos algo com ela – um pouco de comida, um lugar na nossa casa, o nosso tempo - não ficamos mais pobres, mas enriquecemos» (Discurso na Comunidade de Varginha, 25/7/2013). Assim, examinemos a consciência sobre o compromisso concreto e efetivo de cada um na construção de uma sociedade mais justa, fraterna e pacífica.

Queridos irmãos e irmãs, quando Jesus nos diz «Eu vim para servir» (cf. Mc 10, 45), nos ensina aquilo que resume a identidade do cristão: amar servindo. Por isso, faço votos que o caminho quaresmal deste ano, à luz das propostas da Campanha da Fraternidade, predisponha os corações para a vida nova que Cristo nos oferece, e que a força transformadora que brota da sua Ressureição alcance a todos em sua dimensão pessoal, familiar, social e cultural e fortaleça em cada coração sentimentos de fraternidade e de viva cooperação. A todos e a cada um, pela intercessão de Nossa Senhora Aparecida, envio de todo coração a Bênção Apostólica, pedindo que nunca deixem de rezar por mim.

Vaticano, 2 de fevereiro de 2015.

FRANCISCUS PP.

[00290-06.01] [Texto original: Português]

Traduzione in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle del Brasile!

Si avvicina la Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua: tempo di penitenza, preghiera e carità, tempo di rinnovare la nostra vita, identificandoci con Gesù attraverso la Sua donazione generosa ai fratelli, specialmente ai più bisognosi. Quest'anno, la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, ispirandosi alle sue parole "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" (Mc 10,45) propone come tema della sua tradizionale campagna "Fraternità: Chiesa e società".

Infatti, la Chiesa in quanto "comunità costituita da coloro che credono e dirigono lo sguardo a Gesù, autore della salvezza e principio di unità" (Cost. Lumen gentium, 3), non può essere indifferente alle necessità di chi è intorno, perché, "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, soprattutto dei poveri e di tutti quelli che soffrono, sono anche le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo" (Cost. Gaudium et spes, 1). Ma cosa fare? Durante i quaranta giorni in cui Dio chiama il suo popolo alla conversione, la Campagna di Fraternità vuole aiutare ad approfondire, alla luce del Vangelo, il dialogo e la collaborazione tra la Chiesa e la Società - proposti dal Concilio Vaticano II - come servizio di costruzione del Regno di Dio, nel cuore e nella vita del popolo brasiliano.

Il contributo della Chiesa, nel rispetto della laicità dello Stato (cfr ibid., 76), e senza dimenticare l'autonomia delle realtà terrene (cfr ibid., 36), trova forma concreta nella sua Dottrina Sociale, con la quale vuole "assumere evangelicamente e dalla prospettiva del Regno i compiti prioritari che contribuiscono alla dignificazione dell'essere umano e lavorare insieme agli altri cittadini e istituzioni per il bene dell'essere umano" (Documento di Aparecida, 384). Questo non è un compito esclusivo delle istituzioni: ognuno deve fare la sua parte, a cominciare dalla mia casa, nel mio lavoro, con le persone con cui mi rapporto. E concretamente, dobbiamo aiutare i più poveri e bisognosi. Ricordiamoci che "ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella società; questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo" (Esortazione Apostolica Evangelii gaudium, 187), soprattutto sapendo accogliere, "perché quando siamo generosi nell’accogliere una persona e condividiamo qualcosa con lei - un po’ di cibo, un posto nella nostra casa, il nostro tempo - non solo non rimaniamo più poveri, ma ci arricchiamo" (Discorso alla Comunità di Varginha, 25/07/2013). Così, facciamo un esame di coscienza sull’impegno concreto ed effettivo di ogni uno di noi nella costruzione di una società più giusta, fraterna e pacifica.

Cari fratelli e sorelle, quando Gesù ci dice: "Sono venuto per servire" (Mc 10, 45), ci insegna la sintesi dell’identità del cristiano: amare servendo. Perciò, auguro che il cammino quaresimale di quest'anno, alla luce delle proposte della Campagna di Fraternità, predisponga i cuori alla vita nuova offertaci da Cristo, e che la forza trasformatrice che sgorga dalla sua Risurrezione raggiunga tutti nella sua dimensione personale, familiare, sociale e culturale e rafforzi in ogni cuore sentimenti di fraternità e di viva collaborazione. Per tutti e ciascuno, per l'intercessione di Nostra Signora Aparecida, invio di cuore la Benedizione Apostolica, chiedendo che mai smettano di pregare per me.

Vaticano, 2 febbraio 2015.

FRANCISCUS PP.

[00290-01.01] [Testo originale: Portoghese - traduzione di lavoro]