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Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco in Sri Lanka e Filippine (12-19 gennaio 2015) - Santa Messa nel Rizal Park di Manila, 18.01.2015


Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco in Sri Lanka e Filippine (12-19 gennaio 2015) - Santa Messa nel Rizal Park di Manila

Santa Messa presso il Quirino Grandstand - Rizal Park di Manila

Omelia del Santo Padre

Traduzione in lingua italiana

Traduzione in lingua spagnola

Nel pomeriggio, il Santo Padre Francesco ha lasciato la Nunziatura Apostolica e si è trasferito in auto allo Stadio "Quirino Grandstand" nella vasta area del Rizal Park di Manila dove verso le ore 15 ha celebrato la Santa Messa nella ricorrenza liturgica per le Filippine della festa del Santo Niño (Gesù Bambino).

Al termine della Celebrazione Eucaristica, dopo gli indirizzi di saluto e di ringraziamento da parte del Presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine, S.E. Mons. Socrates B. Villegas, Arcivescovo di Lingayen-Dagupan, e dell’Arcivescovo di Manila, Card. Luis Antonio G. Tagle, sono state accese le candele e il Santo Padre ha invitato i fedeli alla missione.

Di seguito riportiamo l’omelia che il Papa ha pronunciato nel corso della Santa Messa:

Omelia del Santo Padre

"A child is born to us, a son is given us" (Is 9:5). It is a special joy for me to celebrate Santo Niño Sunday with you. The image of the Holy Child Jesus accompanied the spread of the Gospel in this country from the beginning. Dressed in the robes of a king, crowned and holding the sceptre, the globe and the cross, he continues to remind us of the link between God’s Kingdom and the mystery of spiritual childhood. He tells us this in today’s Gospel: "Whoever does not accept the Kingdom of God like a child will not enter it" (Mk 10:15). The Santo Niño continues to proclaim to us that the light of God’s grace has shone upon a world dwelling in darkness. It brings the Good News of our freedom from slavery, and guides us in the paths of peace, right and justice. The Santo Niño also reminds us of our call to spread the reign of Christ throughout the world.

In these days, throughout my visit, I have listened to you sing the song: "We are all God’s children". That is what the Santo Niño tells us. He reminds us of our deepest identity. All of us are God’s children, members of God’s family. Today Saint Paul has told us that in Christ we have become God’s adopted children, brothers and sisters in Christ. This is who we are. This is our identity. We saw a beautiful expression of this when Filipinos rallied around our brothers and sisters affected by the typhoon.

The Apostle tells us that because God chose us, we have been richly blessed! God "has blessed us in Christ with every spiritual blessing in the heavens" (Eph 1:3). These words have a special resonance in the Philippines, for it is the foremost Catholic country in Asia; this is itself a special gift of God, a special blessing. But it is also a vocation. Filipinos are called to be outstanding missionaries of the faith in Asia.

God chose and blessed us for a purpose: to be holy and blameless in his sight (Eph 1:4). He chose us, each of us to be witnesses of his truth and his justice in this world. He created the world as a beautiful garden and asked us to care for it. But through sin, man has disfigured that natural beauty; through sin, man has also destroyed the unity and beauty of our human family, creating social structures which perpetuate poverty, ignorance and corruption.

Sometimes, when we see the troubles, difficulties and wrongs all around us, we are tempted to give up. It seems that the promises of the Gospel do not apply; they are unreal. But the Bible tells us that the great threat to God’s plan for us is, and always has been, the lie. The devil is the father of lies. Often he hides his snares behind the appearance of sophistication, the allure of being "modern", "like everyone else". He distracts us with the lure view of ephemeral pleasures, superficial pastimes. And so we squander our God-given gifts by tinkering with gadgets; we squander our money on gambling and drink; we turn in on ourselves.We forget to remain focused on the things that really matter. We forget to remain, at heart, children of God. That is sin: to forget: in one’s heart, to be children of God. We forget to remain, at heart, children of God. For children, as the Lord tells us, have their own wisdom, which is not the wisdom of the world. That is why the message of the Santo Niño is so important. He speaks powerfully to all of us. He reminds us of our deepest identity, of what we are called to be as God’s family.

The Santo Niño also reminds us that this identity must be protected. The Christ Child is the protector of this great country. When he came into the world, his very life was threatened by a corrupt king. Jesus himself needed to be protected. He had an earthly protector: Saint Joseph. He had an earthly family, the Holy Family of Nazareth. So he reminds us of the importance of protecting our families, and those larger families which are the Church, God’s family, and the world, our human family. Sadly, in our day, the family all too often needs to be protected against insidious attacks and programs contrary to all that we hold true and sacred, all that is most beautiful and noble in our culture.

In the Gospel, Jesus welcomes children, he embraces them and blesses them (Mk 10:16). We too need to protect, guide and encourage our young people, helping them to build a society worthy of their great spiritual and cultural heritage. Specifically, we need to see each child as a gift to be welcomed, cherished and protected. And we need to care for our young people, not allowing them to be robbed of hope and condemned to life on the streets.

It was a frail child, in need of protection, who brought God’s goodness, mercy and justice into the world. He resisted the dishonesty and corruption which are the legacy of sin, and he triumphed over them by the power of his cross. Now, at the end of my visit to the Philippines, I commend you to him, to Jesus who came among us as a child. May he enable all the beloved people of this country to work together, protecting one another, beginning with your families and communities, in building a world of justice, integrity and peace. May the Santo Niño continue to bless the Philippines and to sustain the Christians of this great nation in their vocation to be witnesses and missionaries of the joy of the Gospel, in Asia and in the whole world.

Please don’t forget to pray for me! God bless!

[00057-02.02] [Original text: English]

Traduzione in lingua italiana

«Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Is 9,5). E’ per me una particolare gioia celebrare la domenica del Santo Niño con voi. L’immagine del Santo Bambino Gesù ha accompagnato la diffusione del Vangelo in questo Paese fin dall’inizio. Vestito con gli abiti regali, coronato e dotato di scettro, globo e croce, Egli ci ricorda continuamente il legame tra il Regno di Dio e il mistero dell’infanzia spirituale. Egli ci parla di questo nel Vangelo odierno: «Chi non accoglie il Regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso» (Mc 10,15). Il Santo Niño continua a proclamare che la luce della grazia di Dio è brillata su un mondo che abitava nelle tenebre, portando la Buona Novella della nostra liberazione dalla schiavitù, e guidandoci sul sentiero della pace, del diritto e della giustizia. Egli inoltre ci ricorda che siamo stati chiamati a diffondere il Regno di Cristo nel mondo.

Nel corso della mia visita vi ho sentito cantare la canzone "Siamo tutti figli di Dio". Questo è ciò che il Santo Niño viene a dirci. Ci ricorda la nostra più profonda identità. Tutti noi siamo figli di Dio, membri della famiglia di Dio. Oggi san Paolo ci ha detto che in Cristo siamo diventati figli adottivi di Dio, fratelli e sorelle in Cristo. Questo è quello che siamo. Questa è la nostra identità. Ne abbiamo visto una bellissima espressione quando i Filippini si sono stretti intorno ai fratelli e alle sorelle colpiti dal tifone.

L’Apostolo ci dice che, dal momento che Dio ci ha scelti, noi siamo stati abbondantemente benedetti! Dio «ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo» (Ef 1,3). Queste parole hanno una speciale risonanza nelle Filippine, perché è il primo Paese cattolico in Asia; questo è già uno speciale dono di Dio, una benedizione speciale. Ma è anche una vocazione. I Filippini sono chiamati ad essere eccellenti missionari della fede in Asia.

Dio ci ha scelti e benedetti per uno scopo: essere santi e irreprensibili ai suoi occhi (Ef 1,4). Egli ha scelto ciascuno di noi per essere testimone in questo mondo della sua verità e della sua giustizia. Ha creato il mondo come uno splendido giardino e ci ha chiesto di averne cura. Tuttavia, con il peccato, l’uomo ha sfigurato quella naturale bellezza; mediante il peccato, l’uomo ha anche distrutto l’unità e la bellezza della nostra famiglia umana, creando strutture sociali che hanno reso permanente la povertà, l’ignoranza e la corruzione.

Qualche volta, vedendo i problemi, le difficoltà e le ingiustizie, siamo tentati di rinunciare. Sembra quasi che le promesse del Vangelo non si possano attuare, siano irreali. Ma la Bibbia ci dice che la grande minaccia al piano di Dio per noi è ed è sempre stata la menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna. Spesso egli nasconde le sue insidie dietro l’apparenza della sofisticazione, il fascino di essere "moderni", di essere "come tutti gli altri". Egli ci distrae con il miraggio di piaceri effimeri e di passatempi superficiali. In tal modo noi sprechiamo i doni ricevuti da Dio, giocherellando con congegni futili; sprechiamo il nostro denaro nel gioco d’azzardo e nel bere; ci ripieghiamo su noi stessi. Trascuriamo di rimanere centrati sulle cose che realmente contano. Trascuriamo di rimanere interiormente come bambini. Questo è il peccato: dimenticarsi interiormente di essere figli di Dio. I bambini infatti, come ci insegna il Signore, hanno la loro propria saggezza, che non è la saggezza del mondo. Ecco perché il messaggio del Santo Niño è così importante. Egli parla a ciascuno di noi profondamente. Ci ricorda la nostra più profonda identità, ciò che siamo chiamati ad essere in quanto famiglia di Dio.

Il Santo Niño ci ricorda anche che questa identità va protetta. Il Cristo Bambino è il protettore di questo grande Paese. Quando Egli venne in questo mondo, la sua stessa vita si trovò minacciata da un re corrotto. Gesù stesso si trovò nella necessità di venire protetto. Egli ha avuto un protettore sulla terra: san Giuseppe. Ha avuto una famiglia qui sulla terra: la Santa Famiglia di Nazaret. In tal modo Egli ci ricorda l’importanza di proteggere le nostre famiglie e quella più grande famiglia che è la Chiesa, la famiglia di Dio, e il mondo, la nostra famiglia umana. Oggi purtroppo la famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi e da programmi contrari a tutto quanto noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello.

Nel Vangelo Gesù accoglie i bambini, li abbraccia e li benedice. Anche noi abbiamo il compito di proteggere, guidare e incoraggiare i nostri giovani, aiutandoli a costruire una società degna del suo grande patrimonio spirituale e culturale. In modo specifico, abbiamo bisogno di vedere ogni bambino come un dono da accogliere, da amare e da proteggere. E dobbiamo prenderci cura dei giovani, non permettendo che siano derubati della speranza e condannati a vivere sulla strada.

E’ un fragile bambino che portò la bontà di Dio, la misericordia e la giustizia nel mondo. Egli resistette alla disonestà e alla corruzione, che sono l’eredità del peccato, e trionfò su di esse con il potere della croce. Ora, al termine della mia visita alle Filippine, vi affido a Lui, a Gesù che venne fra di noi come bambino. Egli renda capace tutto l’amato popolo di questo Paese di lavorare unito, proteggendosi gli uni gli altri, a partire dalle vostre famiglie e comunità, nella costruzione di un mondo di giustizia, onestà e pace. Il Santo Niño continui a benedire le Filippine e a sostenere i cristiani di questa grande nazione nella loro vocazione ad essere testimoni e missionari della gioia del Vangelo, in Asia e nel mondo intero.

Per favore, non dimenticate di pregare per me. Dio vi benedica!

[00057-01.02] [Testo originale: Inglese]

Traduzione in lingua spagnola

«Un niño nos ha nacido, un hijo se nos ha dado» (Is 9,5). Es una gran alegría para mí celebrar el domingo del Santo Niño con vosotros. La imagen del Santo Niño Jesús acompañó desde el principio la difusión del Evangelio en este país. Vestido como un rey, coronado y sosteniendo en sus manos el cetro, el globo y la cruz, nos recuerda continuamente la relación entre el Reino de Dios y el misterio de la infancia espiritual. Nos lo dice el Evangelio de hoy: «Quien no reciba el Reino de Dios como un niño, no entrará en él» (Mc 10,15). El Santo Niño sigue anunciándonos que la luz de la gracia de Dios ha brillado sobre un mundo que habitaba en la oscuridad, trayendo la Buena Nueva de nuestra liberación de la esclavitud y guiándonos por los caminos de la paz, el derecho y la justicia. Nos recuerda también que estamos llamados a extender el Reino de Cristo por todo el mundo.

En estos días, durante mi visita, he escuchado la canción: «Todos somos hijos de Dios». Esto es lo que el Santo Niño nos dice. Nos recuerda nuestra identidad más profunda. Todos somos hijos de Dios, miembros de la familia de Dios. Hoy san Pablo nos ha dicho que hemos sido hechos hijos adoptivos de Dios, hermanos y hermanas en Cristo. Eso es lo que somos. Ésa es nuestra identidad. Hemos visto una hermosa expresión de esto cuando los filipinos se volcaron con nuestros hermanos y hermanas afectados por el tifón.

El Apóstol nos dice que gracias a la elección de Dios hemos sido abundamente bendecidos. Dios «nos ha bendecido en Cristo con toda clase de bendiciones espirituales en los cielos» (Ef 1, 3). Estas palabras tienen una resonancia especial en Filipinas, ya que es el principal país católico de Asia; esto ya es un don especial de Dios, una especial bendición. Pero es también una vocación. Los filipinos están llamados a ser grandes misioneros de la fe en Asia.

Dios nos ha escogido y bendecido con un propósito: «Para que fuésemos santos e irreprochables en su presencia» (Ef 1,4). Nos eligió a cada uno de nosotros para ser testigos de su verdad y su justicia en este mundo. Creó el mundo como un hermoso jardín y nos pidió que cuidáramos de él. Pero, con el pecado, el hombre desfiguró aquella belleza natural; destruyó también la unidad y la belleza de nuestra familia humana, dando lugar a estructuras sociales que perpetúan la pobreza, la falta de educación y la corrupción.

A veces, cuando vemos los problemas, las dificultades y las injusticias que nos rodean, sentimos la tentación de resignarnos. Parece como si las promesas del Evangelio no se fueran a cumplir; que fueran irreales. Pero la Biblia nos dice que la gran amenaza para el plan de Dios sobre nosotros es, y siempre ha sido, la mentira. El diablo es el padre de la mentira. A menudo esconde sus engaños bajo la apariencia de la sofisticación, de la fascinación por ser «moderno», «como todo el mundo». Nos distrae con el señuelo de placeres efímeros, de pasatiempos superficiales. Y así malgastamos los dones que Dios nos ha dado jugando con artilugios triviales; malgastamos nuestro dinero en el juego y la bebida; nos encerramos en nosotros mismos. Y no nos centramos en las cosas que realmente importan. Esto es el pecado: olvidar en nuestro proprio corazón que somos hijos de Dios. Por ser hijos, tal como nos enseña el Señor, los niños tienen su propia sabiduría, que no es la sabiduría del mundo. Por eso el mensaje del Santo Niño es tan importante. Nos habla al corazón de cada uno de nosotros. Nos recuerda nuestra identidad más profunda, que estamos llamados a ser la familia de Dios.

El Santo Niño nos recuerda también que hay que proteger esta identidad. El Niño Jesús es el protector de este gran país. Cuando vino al mundo, su propia vida estuvo amenazada por un rey corrupto. Jesús mismo tuvo que ser protegido. Tenía un protector en la tierra: san José. Tenía una familia humana, la Sagrada Familia de Nazaret. Así nos recuerda la importancia de proteger a nuestras familias, y las familias más amplias como son la Iglesia, familia de Dios, y el mundo, nuestra familia humana. Lamentablemente, en nuestros días, la familia con demasiada frecuencia necesita ser protegida de los ataques y programas insidiosos, contrarios a todo lo que consideramos verdadero y sagrado, a lo más hermoso y noble de nuestra cultura.

En el Evangelio, Jesús acoge a los niños, los abraza y bendice. También nosotros necesitamos proteger, guiar y alentar a nuestros jóvenes, ayudándoles a construir una sociedad digna de su gran patrimonio espiritual y cultural. En concreto, tenemos que ver a cada niño como un regalo que acoger, querer y proteger. Y tenemos que cuidar a nuestros jóvenes, no permitiendo que les roben la esperanza y queden condenados a vivir en la calle.

Un niño frágil, que necesitaba ser protejido, trajo la bondad, la misericordia y la justicia de Dios al mundo. Se enfrentó a la falta de honradez y la corrupción, que son herencia del pecado, y triunfó sobre ellos por el poder de su cruz. Ahora, al final de mi visita a Filipinas, os encomiendo a él, a Jesús que vino a nosotros niño. Que conceda a todo el amado pueblo de este país que trabaje unido, protegiéndose unos a otros, comenzando por vuestras familias y comunidades, para construir un mundo de justicia, integridad y paz. Que el Santo Niño siga bendiciendo a Filipinas y sostenga a los cristianos de esta gran nación en su vocación a ser testigos y misioneros de la alegría del Evangelio, en Asia y en el mundo entero.

Por favor, no dejéis de rezar por mí. Que Dios os bendiga.

[00057-04.02] [Texto original: Inglés]

Conclusa la Celebrazione Eucaristica nel Rizal Park, il Santo Padre Francesco è rientrato alla Nunziatura Apostolica di Manila.

[B0047-XX.02]