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Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: Potenziare l’impegno della Chiesa Cattolica nella risposta all’emergenza Ebola, 07.01.2015


Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: Potenziare l’impegno della Chiesa Cattolica nella risposta all’emergenza Ebola

Testo in lingua italiana

Testo in lingua inglese

Testo in lingua italiana

La Santa Sede intende esprimere il suo vivo apprezzamento alle Chiese Cattoliche locali di Guinea, Liberia e Sierra Leone per la loro tempestiva risposta alla crisi causata dall’Ebola. Per potenziare maggiormente i loro sforzi, e come risposta concreta all’emergenza, la Santa Sede offre un contributo finanziario. I fondi saranno a disposizione di strutture sostenute dalla Chiesa per migliorare l’assistenza che esse offrono attraverso istituzioni sanitarie, iniziative comunitarie e la cura pastorale dei malati e del personale sanitario.

La Santa Sede incoraggia anche altri benefattori, privati o pubblici, a contribuire ad accrescere tali fondi in segno di solidarietà con i nostri fratelli e sorelle che soffrono grandemente in queste regioni colpite dalla malattia.

Le somme offerte dalla Santa Sede saranno utilizzate, tra l’altro, per l’acquisto di forniture sanitarie di prima necessità, per il trasporto dei malati e per il rinnovamento delle strutture. Parte del contributo della Santa Sede sarà destinato ai residenti di aree circoscritte al fine di sviluppare e potenziare strategie tese a fermare l’espansione dell’Ebola. Vi saranno anche fondi destinati ad aiutare le famiglie colpite dal virus e i minori rimasti orfani. Nella sua risposta pastorale, la Santa Sede contribuirà all’assistenza delle persone in aree colpite dal virus attraverso la formazione e l’aiuto fornito ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose e ai laici impegnati in attività pastorali, affinché siano meglio preparati ad affrontare i bisogni di ordine fisico, psichico e spirituale dei malati e di quanti soffrono. La Santa Sede concentrerà i suoi interventi sulle parrocchie, in quanto gran parte dell’attività della Chiesa si svolge a livello della parrocchia, che è un’importante istituzione basilare nella lotta alle conseguenze causate dall’Ebola, che stanno emergendo come un problema serio, particolarmente per i sopravvissuti.

L’accresciuto impegno della Chiesa Cattolica nella lotta alla diffusione dell’Ebola è descritto nel documento Potenziare l’impegno della Chiesa Cattolica nella risposta all’emergenza Ebola. Il documento descrive, per la prima volta, una risposta pastorale a una malattia relativamente nuova che ha devastato individui, intere famiglie ed anche comunità, specialmente nei Paesi dell’Africa Occidentale di Guinea, Sierra Leone e Liberia.

La Chiesa Cattolica è impegnata da molti decenni a fornire aiuto umanitario e di sviluppo nell’Africa Occidentale. La Chiesa quindi conosce bene come le istituzioni sanitarie di ogni tipo – che he già stanno affrontando pesanti sfide derivanti dalla povertà e da annose difficoltà sociali e politiche – sono grandemente impegnate dalla presente crisi.

Oltre all’attività della Chiesa nella regione, il documento presenta gli sforzi compiuti da numerosi Dicasteri della Curia Romana, tra cui il Pontificio Consiglio Cor Unum, il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), Propaganda Fide, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, come pure l’attività di Caritas Internationalis e le organizzazioni ad essa collegate. Questo si somma agli sforzi delle Agenzie Cattoliche presenti in molti altri Paesi, quali Catholic Relief Services (U.S.A.), Missio (Austria), Misereor e Medical Mission Institute (Germania). Gli intensificati sforzi della Chiesa permettono una maggiore risposta a livello parrocchiale e di conseguenza rafforzano le misure atte a contenere la malattia.

Potenziare l’impegno della Chiesa Cattolica nella risposta all’emergenza Ebola fa leva sulle comunità locali. La Chiesa "non viene e va; le persone si rivolgono a Dio in situazioni di paura e di bisogno. Questa Chiesa è una testimonianza visibile della presenza di Gesù Cristo in ogni tempo ma particolarmente in tempi di difficoltà".

[00023-01.01] [Testo originale: Italiano]

Testo in lingua inglese

Expanding the Catholic Church’s Commitment to the Ebola Emergency Response

The Holy See wishes to express its appreciation to the local Catholic Church in Guinea, Liberia and Sierra Leone for its timely response to the Ebola crisis. In order to strengthen these efforts, and as a practical response to the emergency, the Holy See is making a financial contribution. The funds will support Church-sponsored structures with a view to increasing the assistance they offer via healthcare institutions, community initiatives and pastoral care of patients and healthcare professionals.

The Holy See encourages other donors, whether private or public, to add to these funds as a sign of solidarity with our brothers and sisters who are suffering gravely in the areas affected by the disease.

The monies contributed by the Holy See will be used to purchase much-needed protective supplies, to assist with the transport of patients, and to pay for the renovation of buildings, among other things. A portion of the Holy See’s contribution will be directed towards residents in targeted communities so as to develop and enhance strategies needed to stop the spread of Ebola. Funds are also earmarked for the support of afflicted families and orphaned children. As part of a pastoral response, the Holy See will contribute to the care of people in affected areas by training and supporting clergy, men and women religious as well as lay pastoral workers, ensuring that they are better equipped to attend to the physical, emotional and spiritual needs of the sick and the suffering. The Holy See will focus on parishes, because so much of the Church’s work takes place at the level of the parish, and it is an important grassroots institution in fighting the Ebola-related stigma now emerging as a serious problem, particularly for survivors.

The enhanced commitment of the Catholic Church in combating the spread of Ebola is expressed in a document entitled, "Expanding the Catholic Church’s Commitment to the Ebola Emergency Response". This document outlines, for the first time, a pastoral response to a relatively new disease that has devastated individuals, entire families and even communities, particularly in the West African countries of Guinea, Sierra Leone and Liberia.

The Catholic Church has for many decades been involved in providing humanitarian and development assistance in West Africa. The Church knows well, then, how healthcare institutions of all types – already facing grave challenges due to poverty and longstanding social and political unrest – are severely challenged by the current crisis.

In addition to the work of the Church in the region, this document details the efforts being made by several departments of the Roman Curia, including the Pontifical Council Cor Unum, the Pontifical Council for Health Care Workers (for Health Pastoral Care), Propaganda Fide, the Pontifical Council for Justice and Peace, as well as the work of Caritas Internationalis and its member organizations. This is in addition to the efforts of Catholic agencies in various other countries, such as Catholic Relief Services (U.S.A.), Missio Austria, and Misereor and the Medical Mission Institute (Germany). The Church’s intensified efforts will thus enable a greater response at the parish level and thus strengthen measures to contain the disease.

"Expanding the Catholic Church’s Commitment to the Ebola Emergency Response" focuses on local communities. The Church "does not come and go; people turn to the Lord in time of fear and need. This Church is a visible witness to the presence of Jesus Christ at all times but particularly at times of adversity."

[00023-02.01] [Original text: English]