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Video-messaggio del Santo Padre al popolo brasiliano in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno e per l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di Rio de Janeiro, 01.01.2015


Video-messaggio del Santo Padre al popolo brasiliano in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno e per l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di Rio de Janeiro

Video-messaggio del Santo Padre

Traduzione di lavoro in lingua italiana

Riportiamo di seguito il testo del video-messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato al popolo brasiliano in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno e per l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di Rio de Janeiro, e che è stato proiettato poco prima della mezzanotte sui maxi-schermi allestiti lungo la spiaggia di Copacabana:

Video-messaggio del Santo Padre

Querido povo brasileiro,

É com grande alegria que me dirijo a vocês, às vésperas do Ano Novo, que marcará o início das comemorações pelos 450 anos de fundação da Cidade de São Sebastião do Rio de Janeiro, para saudar, numa tão feliz circunstância, o amado povo carioca, que me recebeu de braços abertos por ocasião da Jornada Mundial da Juventude de 2013, e acender o novo sistema de iluminação da Estátua do Cristo, como fez o Beato Papa Paulo VI há cinquenta anos, simbolizando a luz que o Senhor quer acender nas nossas vidas.

Quatrocentos e cinquenta anos já representam uma venerável história; a história de um povo corajoso e alegre que nunca se deixou abater pelas dificuldades, a exemplo de seu santo padroeiro, o Mártir romano Sebastião, que mesmo depois de ter sido alvejado por flechas e dado como morto, não deixou de dar testemunho de Cristo aos seus contemporâneos; a história de uma cidade que desde o seu nascimento esteve marcada pela fé. Querido povo carioca: «crê em Deus, e Ele cuidará de ti; endireita os teus caminhos e espera n’Ele. Conserva o seu temor, e n’Ele envelhecerás» (Eclo 2,6)!

Hoje, se pudéssemos nos colocar na perspectiva do Cristo Redentor, que do alto do Corcovado domina a geografia da cidade, o que é que nos saltaria aos olhos? Sem dúvida, em primeiro lugar, a beleza natural que justifica seu título de Cidade Maravilhosa; porém, é inegável que, do alto do Corcovado, percebemos igualmente as contradições que mancham esta beleza. Por um lado, o contraste gerado por grandes desigualdades sociais: opulência e miséria, injustiças, violência... Por outro, temos o que poderíamos chamar de cidades invisíveis, grupos ou territórios humanos que possuem registros culturais particulares. Às vezes parece que existem várias cidades, cuja coexistência nem sempre é fácil numa realidade multicultural e complexa. Mas, diante deste quadro, não percamos a esperança! Deus habita na cidade! Deus habita na cidade! Jesus, o Redentor, não ignora as necessidades e sofrimentos de quantos estão aqui na terra! Seus braços abertos nos convidam a superar estas divisões e construir uma cidade unida pela solidariedade, justiça e paz.

E qual seria o caminho a seguir? Não podemos ficar "de braços cruzados", mas abrir os braços, como o Cristo Redentor. Por isso, o caminho começa pelo diálogo construtivo. Pois, «entre a indiferença egoísta e o protesto violento, há uma opção sempre possível: o diálogo. O diálogo entre as gerações, o diálogo no povo, porque todos somos povo» (Discurso à classe dirigente do Brasil, 26 de julho de 2013). Neste sentido, é preciso reconhecer que, independentemente do seu grau de instrução ou de riqueza, todas as pessoas têm algo para contribuir na construção de uma civilização mais justa e fraterna. De modo concreto, creio que todos podem aprender muito do exemplo de generosidade e solidariedade das pessoas mais simples; aquela sabedoria generosa de saber "colocar mais água no feijão", da qual o nosso mundo ressente tanto.

Queridos amigos, tenho a certeza de que a Cidade Maravilhosa tem muito a oferecer ao Brasil e ao mundo. Por isso, ao acender as luzes do Corcovado, faço minhas, as palavras pronunciadas pelo Beato Papa Paulo VI, no dia 1º de janeiro de 1965: que «esta luz, iluminando a cidade do Rio de Janeiro, se espalhe por todo o Brasil» (Paulo VI, Insegnamenti, III).

Assim, depositando aos pés de Nossa Senhora Aparecida estes votos e agradecendo ao Cardeal Dom Orani Tempesta pela oportunidade de poder lhes dirigir esta mensagem, felicito todos os cariocas e o povo brasileiro por esta "festa de aniversário", pedindo, por favor, que rezem sempre por mim. E desejando um feliz ano de dois mil e quinze, a todos e cada um envio a minha Bênção Apostólica. Obrigado.

[00004-06.01[Texto original: Português]

Traduzione di lavoro in lingua italiana

Caro popolo brasiliano,

è con grande gioia che mi rivolgo a voi - alla vigilia del Nuovo Anno che segnerà l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di fondazione della Città di San Sebastiano di Rio de Janeiro - per salutare, in una circostanza così felice, l’amato popolo carioca che mi ha accolto a braccia aperte in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 2013, ed accendere il nuovo sistema di illuminazione della statua del Cristo [del Corcovado] - come fece il Beato Papa Paolo VI cinquant’anni fa - che simboleggia la luce che il Signore vuole accendere nelle nostre vite.

450 anni rappresentano ormai una venerabile storia; la storia di un popolo coraggioso e gioioso che non si è mai lasciato abbattere dalle difficoltà, sull’esempio del suo Santo protettore, il martire romano Sebastiano, che dopo essere stato colpito dalle frecce e ritenuto morto, non smise di dare testimonianza di Cristo ai suoi contemporanei; la storia di una città che sin dalla sua nascita è stata caratterizzata dalla fede. Caro popolo carioca: "credi in Dio e Lui ti assisterà; mantieni dritto il tuo cammino e spera in Lui. Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia" (Sir 2,6)!

Oggi, se potessimo porci nella prospettiva del Cristo Redentore che dall’alto del Corcovado domina la geografia della città, cosa salterebbe ai nostri occhi? Senza dubbio, in primo luogo la bellezza naturale che giustifica il suo soprannome di "Città meravigliosa"; tuttavia, è innegabile che, dall’alto del Corcovado, allo stesso tempo percepiremmo le contraddizioni che macchiano questa bellezza. Da un lato, il contrasto generato da grandi disparità sociali: opulenza e miseria, ingiustizie, violenze…Dall’altro, abbiamo ciò che potremmo chiamare "le città invisibili", ovvero gruppi o territori umani che possiedono tratti culturali particolari. A volte, sembra che esistano varie città, la cui coesistenza non è sempre facile in una realtà multiculturale e complessa. Ma davanti a questo quadro, non perdiamo la speranza! Dio abita in questa città! Dio abita in questa città! Gesù, il Redentore, non ignora i bisogni e le sofferenze di quanti sono qui, sulla terra! Le sue braccia aperte ci invitano a superare queste divisioni ed a costruire una città unita dalla solidarietà, la giustizia e la pace.

E qual è la via da seguire? Non possiamo restare "a braccia conserte", ma [dobbiamo] aprire le braccia, come il Cristo Redentore. Così, il cammino inizia dal dialogo costruttivo. Perché "tra l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è un’opzione sempre possibile: il dialogo. Il dialogo tra le generazioni, il dialogo nel popolo, perché tutti siamo popolo" (Discorso alla classe dirigente del Brasile, 27 luglio 2013). In questo senso, è bene riconoscere che, indipendentemente dal grado di istruzione o di ricchezza, ogni persona ha qualcosa con cui può contribuire alla costruzione di una civiltà più giusta e fraterna. Concretamente, credo che tutti possono imparare molto dall’esempio di generosità e solidarietà delle persone più semplici, da quella saggezza generosa del sapere "allungare l’acqua dei fagioli", (in italiano corrisponde ad "allungare il brodo") di cui il nostro mondo ha tanto bisogno.

Cari amici, sono certo che la "Città meravigliosa" abbia molto da offrire al Brasile ed al mondo. Pertanto, nell’accendere le luci del Corcovado, faccio mie le parole pronunciate dal Beato Paolo VI il primo gennaio 1965: che "questa luce, illuminando la città di Rio de Janeiro, si diffonda per tutto il Brasile" (Paolo VI, Insegnamenti, III)

Così, ponendo ai piedi di Nostra Signora Aparecida questi auspici e ringraziando il Cardinale Orani Tempesta per l’opportunità [datami] di potervi rivolgere questo messaggio, esprimo le mie felicitazioni a tutti i carioca ed al popolo brasiliano per questa "festa di anniversario", chiedendo, per favore, di pregare sempre per me. E con l’auspicio di un felice Anno 2015, a tutti ed a ciascuno invio la mia Benedizione Apostolica. Grazie.

[00004-01.01] [Testo originale: Portoghese - traduzione di lavoro]

[B0003-XX.01]