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Synod14 - 4a Congregazione generale: Sintesi non ufficiale del dibattito generale (7 ottobre 2014, pomeriggio), 08.10.2014


Sintesi in lingua italiana

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua francese

Sintesi in lingua italiana

Quarta Congregazione generale: Sintesi non ufficiale del dibattito generale

Santo Padre: presente
Padri Sinodali: 182

Nella quarta Congregazione generale è proseguito il dibattito generale, secondo l’ordine dell’Instrumentum laboris. Il tema era: "La pastorale della famiglia: le varie proposte in atto" (II parte, cap. 1).

In primo luogo, è stato sottolineato il legame tra crisi della fede e crisi della famiglia: la prima genera la seconda, si è detto. Questo perché la fede viene vista perlopiù come un insieme di contributi dottrinali, mentre essa è anzitutto un atto libero con cui ci si affida a Dio. Di qui, fra l’altro, il suggerimento di pensare ad un "Vademecum" dedicato alla catechesi sulla famiglia, così che possa rafforzare la sua missione evangelizzatrice. E’ stata sottolineata, inoltre, la debolezza di fede di molti battezzati, che spesso porta al matrimonio senza che i coniugi ne abbiano la giusta consapevolezza.

In secondo luogo, è stata evidenziata una grande sfida che oggi la famiglia deve affrontare, ovvero la "dittatura del pensiero unico" che mira ad introdurre nella società quei controvalori che distorcono la visione del matrimonio come unione tra uomo e donna. La crisi di valori, il secolarismo ateo, l’edonismo, l’ambizione del potere oggi distruggono la famiglia, la snaturano, indeboliscono le persone e, di conseguenza, rendono fragile anche la società. E’ importante, allora, recuperare nei fedeli la consapevolezza di appartenere alla Chiesa, perché la Chiesa cresce per attrazione e sono le famiglie della Chiesa che attraggono le altre famiglie.

Dal suo canto, la Chiesa, esperta di umanità, deve sottolineare la bellezza e la necessità che ciascuno ha della famiglia, poiché essa è insostituibile. Bisogna risvegliare nell’uomo il senso di appartenenza al nucleo familiare. Non solo: in quanto riflesso dell’amore di Dio, che non è mai un amore isolato, la famiglia apre ai rapporti ed alle relazioni con gli altri, divenendo fondamento della società.

Si è anche ricordata l’importanza del legame tra sacerdoti e famiglie: essi accompagnano le famiglie in tutte le tappe più importanti della vita, condividendone gioie e difficoltà; le famiglie, a loro volta, aiutano i sacerdoti a vivere il celibato come affettività piena, equilibrata, e non come rinuncia. Non solo: la famiglia è stata definita "culla di vocazioni" perché è proprio tra le mura domestiche, nella preghiera vissuta in comune, che nasce frequentemente la chiamata al sacerdozio.

Un ulteriore legame che è stato sottolineato è quello tra il battesimo ed il matrimonio: senza una iniziazione cristiana seria ed approfondita il significato del sacramento coniugale viene sminuito. Di qui, il richiamo al fatto che il matrimonio cristiano non può essere solo una tradizione culturale o un’esigenza sociale, ma deve essere inteso come una decisione vocazionale, intrapresa con la dovuta preparazione, che non può essere improvvisata in pochi incontri, ma va avviata per tempo.

Quindi, si è riflettuto su come il lavoro si ripercuota sulle dinamiche familiari: si tratta di due dimensioni che necessitano di essere conciliate – è stato detto – anche a causa di orari lavorativi sempre più flessibili, nuovi modelli contrattuali, distanze geografiche tra abitazione e luogo di lavoro. Non solo: la tecnologia porta il lavoro nelle case, rendendo difficile il dialogo familiare.

Numerosi interventi, in particolare relativi all’Africa, hanno richiamato l’attenzione sulle tante sfide che devono affrontare le famiglie in questo continente: poligamia, levirato, sètte, guerra, povertà, il doloroso dramma della migrazione, la pressione internazionale per il controllo delle nascite. Si tratta di problemi che minano la stabilità familiare, mettendola in crisi. Di fronte a tali sfide, è necessario rispondere con: un’evangelizzazione approfondita, capace di promuovere i valori della pace, della giustizia e dell’amore; una adeguata promozione del ruolo della donna nella società; un’accurata educazione dei bambini e la tutela dei diritti per tutte le vittime di violenza.

Nell’ora dedicata agli interventi liberi – tra le 18.00 e le 19.00 – si è tornati a parlare dell’esigenza di un nuovo linguaggio nell’annuncio del Vangelo, con particolare riferimento alle nuove tecnologie mediatiche. Quanto all’indissolubilità del matrimonio, è stato evidenziato che oggi sembra che la legge si contrapponga al bene della persona. In realtà, la verità del legame coniugale e della sua stabilità è iscritta nella persona stessa, quindi non si tratta di contrapporre legge e persona, ma di comprendere come aiutare a non tradire la propria verità.

E’ stata suggerita, inoltre, una riflessione sulle famiglie che non hanno avuto il dono dei figli pur desiderandolo, così come su quelle delle regioni colpite dal virus Ebola.

Infine, è stata richiamata l’immagine della Chiesa come luce, con l’auspicio che essa non sia solo la luce di un faro, che rimane fermo ed illumina da lontano, ma sia fiaccola, ovvero "luce gentile" che accompagna gli uomini nel loro cammino, passo dopo passo.

Il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha fatto dono ai membri del Sinodo di una copia del voluminoso Enchiridion sulla famiglia.

[03025-01.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua inglese

Fourth General Congregation (unofficial summary): Summury of the general debate

Holy Father: present
Synod Fathers: 182

The general debate continued during the fourth general Congregation, following the order of the Instrumentum Laboris. The theme was "The Pastoral Program for the Family: Various Proposals Underway" (Part II, Chapter 1).

Firstly, the link between the crisis of faith and the crisis of the family was underlined: it was said that the first generates the second. This is because faith is seen mostly as a set of doctrinal mores, whereas it is primarily a free act by which one entrusts oneself to God. This gave rise, among other things, to the suggestion of devising a "Vademecum" dedicated to the catechesis of the family, so as to strengthen its evangelising mission. Furthermore, the weakness of the faith of many baptised persons was underlined; this often leads to the marriage of couples who do are not appropriately aware of what they are undertaking.

Secondly, a great challenge facing families today was mentioned: that of the "dictatorship of unitary thought" that aims to introduce into society those countervalues that distort the vision of marriage as a union between a man and a woman. The crisis of values, atheist secularism, hedonism, and the ambition of power destroy families today, distorting it, weakening people and consequently rendering society fragile. It is therefore important to recover in the faithful the awareness of belonging to the Church, as the Church grows by attraction and the families of the Church attract other families.

For its part, the Church, an expert in humanity, must underline the beauty and the need everyone has for the family, as it is indispensable. It is necessary to reawaken in humanity the sense of belonging to the family unit. In addition, as a reflection of God’s love, which is never an isolated love, the family opens one to relationships and bonds with others, thus becoming the foundation for society.

Mention was also made of the link between priests and families: they accompany families in all the most important stages of their lives, sharing in their joys and difficulties; families, in turn, help priests to experience celibacy as a full and balanced emotional life, rather than as a sacrifice. In addition, the family was defined as the "cradle of vocations" as it is precisely within the domestic walls, in common prayer, that the call to the priesthood is frequently heard.

A further link that was underlined is that between baptism and marriage: without a serious and in-depth Christian initiation, the meaning of the sacrament of marriage is diminished. Therefore, it is to be emphasised that Christian marriage cannot be seen solely as a cultural tradition or a social need, but rather must be understood as a vocational decision, undertaken with suitable preparation that cannot be improvised in a few meetings, but must be carried out over a period of time.

Attention then turned to how work affects the dynamics of the family: these are two dimensions that must be reconciled, through increasingly flexible working hours, new contractual models, and attention to geographical distances between home and work. Furthermore, technology can lead to work being brought home, making family dialogue difficult.

Numerous interventions, especially in relation to Africa, drew attention to the many challenges the family must face in this continent: polygamy, levirate marriage, sects, war, poverty, the painful crisis of migration, international pressure for birth control, and so on. These are problems that undermine family stability, placing it in crisis. In the face of such challenges, it is necessary to respond with in-depth evangelisation, able to promote the values of peace, justice and love, an adequate promotion of the role of women in society, thorough education of children and the protection of rights for all victims of violence.

In the hour dedicated to open discussion – from 6 to 7 p.m. – attention returned to the need for a new language in the proclamation of the Gospel, with particular reference to the new media technologies. With regard to the indissolubility of marriage, it was highlighted that today it would appear that the law is opposed to the good of the person. In reality, the truth of the conjugal bond and its stability is inscribed within the person, and therefore it is not a question of setting the law and the person in opposition to each other, but rather of understanding how to help the person not to betray his or her own truth.

Further reflection was proposed in relation to families who have not received the gift of children despite wishing for them, and those in regions affected by the Ebola virus.

Finally, the image of the Church as light was recalled, in the hope that this may be not only the light of a beacon, that remains constant and illuminates from afar, but also a torch, or rather a "soft light" that accompanies humanity on its path, step by step.

The Pontifical Council for the Family donated to the members of the Synod a copy of the extensive Enchiridion on the family.

[03025-02.01] [Original text: Italian - working translation]

Traduzione in lingua spagnola

Cuarta congregación general (resumen no oficial: Síntesis del debate

Santo Padre: Presente
Padres sinodales: 182

En la cuarta congregación general continuó el debate siguiendo el orden del Instrumentum Laboris. El tema fue: "La pastoral de la familia: las diversas propuestas actuales’’ (Parte II, cap. 1).

En primer lugar, se señaló el vínculo entre crisis de la fe y crisis de la familia afirmando que la primera genera la segunda. Y esto porque la fe se percibe generalmente como un conjunto de aportaciones doctrinales cuando en cambio es, ante todo, un acto libre por el que nos confiamos a Dios. De ahí, entre otras cosas, la propuesta de pensar en un "Vademecum", dedicado a la catequesis sobre la familia, para que ésta refuerce su misión evangelizadora. Además, se habló de la debilidad de la fe de muchos de los bautizados, causa de que muchos cónyuges lleguen al matrimonio sin ser plenamente conscientes de lo que éste lleva aparejado.

En segundo lugar, se trató de uno de los grandes retos a los que se enfrenta hoy la familia, es decir la "dictadura del pensamiento único" que pretende introducir en la sociedad una serie de valores que distorsionan el concepto de matrimonio como unión entre hombre y mujer. La crisis de valores, el secularismo ateo, el hedonismo, la ambición de poder destruyen la familia, la desnaturalizan, debilitan a las personas y, en consecuencia, hacen también más frágil a la sociedad. Por eso es importante lograr que los fieles recuperen la conciencia de su pertenencia a la Iglesia, porque la Iglesia crece por atracción y son las familias de la Iglesia las que atraen a otras familias.

Por su parte, la Iglesia, experta en humanidad, debe enfatizar la belleza y la necesidad que cada uno tiene de la familia, porque es irremplazable. Hace falta despertar en el ser humano el sentido de pertenencia al núcleo familiar. No sólo: La familia, en cuanto reflejo del amor de Dios -que no es nunca un amor aislado - se abre a los lazos y a las relaciones con los demás, convirtiéndose en el fundamento de la sociedad.

Se recordó también la importancia de la relación entre sacerdotes y familias. Los primeros acompañan a las familias en todas las etapas más importantes de la vida, compartiendo sus alegrías y sus dificultades; las familias, a su vez, ayudan a los sacerdotes a vivir el celibato como afectividad plena, equilibrada, y no como una renuncia. Pero además, la familia ha sido definida como "cuna de las vocaciones", porque es dentro de las paredes domésticas, en la oración vivida en común, donde surge frecuentemente la llamada al sacerdocio.

Asimismo se subrayó el vínculo entre el bautismo y el matrimonio. Sin una iniciación cristiana seria y profunda el significado del sacramento conyugal se ve disminuido. De ahí, la observación de que el matrimonio cristiano no puede ser sólo una tradición cultural o una exigencia social. Debe entenderse como una decisión vocacional, emprendida con una preparación adecuada que no se puede improvisar durante pocos encuentros, sino que exige tiempo.

Después la reflexión se extendió a la repercusión del trabajo en la dinámica familiar. Se trata – se afirmó- de dos dimensiones que hay que conciliar, debido también a los horarios de trabajo cada vez más flexibles, a los nuevos modelos contractuales, a las distancias geográficas entre el hogar y el lugar de trabajo. Además hay que tener en cuenta que con la tecnología el trabajo entra en casa haciendo más difícil el diálogo familiar.

Numerosas intervenciones, en particular las relativas a África, llamaron la atención sobre los muchos desafíos que enfrentan las familias en este continente: la poligamia, el levirato, las sectas, la guerra, la pobreza, el drama doloroso de la emigración, la presión internacional para el control de nacimientos. Problemas todos que socavan la estabilidad de la familia, poniéndola en crisis. Hay que enfrentar estos retos con una evangelización profunda, capaz de promover los valores de la paz, la justicia y el amor, unida a una adecuada promoción del papel de la mujer en la sociedad, a la esmerada educación de los niños y a la protección de los derechos de todas las víctimas de la violencia.

En la hora dedicada a las intervenciones libres - entre las 18.00 y las 19.00 horas - se retomó el argumento de la exigencia de un nuevo lenguaje en el anuncio del Evangelio, refiriéndose esta vez en especial a las nuevas tecnologías de los medios de comunicación. Por cuanto respecta a la indisolubilidad del matrimonio, se señaló que en nuestros días parece cómo si la ley se contrapusiera al bien de la persona. En realidad, la verdad del vínculo conyugal y su estabilidad están grabadas en la persona, por lo tanto, no se trata de contraponer ley y persona, sino de apurar cómo contribuir a no traicionar la propia verdad.

Se propuso, además, que se hablase de las familias que no han tenido el don de los hijos a pesar de quererlos, así como de las que viven en las regiones afectadas por el virus del Ébola.

Por último, se llamó la atención sobre la imagen de la Iglesia como luz, manifestando el deseo de que no fuese sólo la luz de un faro, que permanece fijo e ilumina a distancia, sino antorcha, es decir "luz amable" que acompaña a los seres humanos en su camino, paso tras paso.

El Pontificio Consejo para la Familia regaló a los miembros del Sínodo una copia del voluminoso Enchiridion sobre la familia.

[03025-04.01] [Texto original: Italiano - Traducción no oficial]

Traduzione in lingua francese

Quatrième Congrégation générale du Synode: résumé non officiel du débat général

Saint-Père: présent
Pères synodaux: 182

Cette session a prolongé de débat général autours des diverses propositions relatives à la pastorale de la famille. Ayant établi le lien entre crise de la foi et crise de la famille, la première générant l'autre, les pères ont noté que la foi est perçue comme un ensemble de données doctrinales, alors qu'elle est avant tout un acte libre envers Dieu. On a donc suggéré un vade-mecum de la catéchèse familiale qui puisse en renforcer la mission évangélisatrice. Le fait que nombre de baptisés aient une foi vague les conduit souvent au mariage sans une conscience précise de leur acte. La famille doit aussi faire face à la dictature de la pensée unique qui insère dans la société des contre-valeurs et déforme le concept d'union entre un homme et une femme. La crise des valeurs, le sécularisme athée et l'hédonisme, l'ambition du pouvoir détruisent et dénaturent la famille, fragilisent les personnes et donc la société toute entière. Les fidèles doivent donc redécouvrir le sens de leur appartenance à l'Eglise, car ce sont les familles de l'Eglise qui attirent les autres. Experte en humanité, l'Eglise doit réaffirmer la nécessité de la famille et son caractère irremplaçable, réveiller en l'homme le sens d'appartenance à un noyau familial. Reflet de l'amour de Dieu, c'est la famille qui éduque aux rapports sociaux.

Il a ensuite été question de l'importance du rapport entre les familles et les prêtres, qui les accompagnent dans les grandes étapes de leur vie. En retour, les familles aident les prêtres à vivre leur célibat comme affectivité équilibrée et non comme renonciation. Berceau des vocations, la famille suscite souvent dans la prière commune la naissance de l'appel au sacerdoce. A propos du lien entre baptême et mariage car la signification du sacrement conjugal est diminuée lorsque l'initiation chrétienne n'a pas été solide. Le mariage chrétien ne peut donc se réduire à un coutume ou à une exigence sociale. Il est une vocation qui a besoin d'une préparation soigneuse. Les répercussions du travail sur la vie familiale, avec notamment la flexibilité des horaires ou des contingences géographiques, le travail à la maison aussi, engendrent des difficultés dans le dialogue familial. Il a été question de la famille en Afrique, qui fait face à la polygamie et au lévirat, à l'influence des sectes, à la guerre et à la pauvreté, aux flux migratoires et au contrôle des naissances imposé par les instances internationales. Tout cela mine la stabilité de la famille et il faut y répondre par une évangélisation plus profonde, qui diffusent la paix, la justice et l'amour, le respect et la place de la femme dans la société, l'éducation et la défense de l'enfance et de toutes les victimes de violences.

Puis les pères ont à nouveau évoqué la nécessité d'un nouveau langage pour l'annonce évangélique, notamment face aux nouvelles technologies. Quant à l'indissolubilité du mariage, on a souligné combien la législation semble s'opposer au bien de la personne. La vérité du lien et de la stabilité conjugale étant inscrites dans la personne, il faut éviter de lui opposer la loi et percevoir comment aider la personne à ne pas trahir sa propre vérité. On a suggéré de réfléchir aux couples qui n'ont pas pu avoir d'enfant, et aux familles des pays frappés par l'Ebola. Enfin l'image de l'Eglise comme lumière a été rappelée pour dire qu'elle ne doit pas se limiter à fonctionner comme un phare mais se présenter sous la forme d'innombrables flammèches amies des gens. Le Conseil pontifical pour la famille a distribué à l'assemblée sont Enchiridion sur la famille.

[03025-03.01] [Texte original: Italien - version de travail]

[B0730-XX.01]