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L’UDIENZA GENERALE, 05.12.2012


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

APPELLO DEL SANTO PADRE  

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha continuato il ciclo di catechesi dedicato all’Anno della fede.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per la grave crisi umanitaria nell’Est della Repubblica Democratica del Congo.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA  

Cari fratelli e sorelle,

all’inizio della sua Lettera ai cristiani di Efeso (cfr 1, 3-14), l’apostolo Paolo eleva una preghiera di benedizione a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci introduce a vivere il tempo di Avvento, nel contesto dell’Anno della fede. Tema di questo inno di lode è il progetto di Dio nei confronti dell’uomo, definito con termini pieni di gioia, di stupore e di ringraziamento, come un "disegno di benevolenza" (v. 9), di misericordia e di amore.

Perché l’Apostolo eleva a Dio, dal profondo del suo cuore, questa benedizione? Perché guarda al suo agire nella storia della salvezza, culminato nell’incarnazione, morte e risurrezione di Gesù, e contempla come il Padre celeste ci abbia scelti prima ancora della creazione del mondo, per essere suoi figli adottivi, nel suo Figlio Unigenito, Gesù Cristo (cfr Rm 8,14s.; Gal 4,4s.). Noi esistiamo, fin dall’eternità nella mente di Dio, in un grande progetto che Dio ha custodito in se stesso e che ha deciso di attuare e di rivelare «nella pienezza dei tempi» (cfr Ef 1,10). San Paolo ci fa comprendere, quindi, come tutta la creazione e, in particolare, l’uomo e la donna non siano frutto del caso, ma rispondano ad un disegno di benevolenza della ragione eterna di Dio che con la potenza creatrice e redentrice della sua Parola dà origine al mondo. Questa prima affermazione ci ricorda che la nostra vocazione non è semplicemente esistere nel mondo, essere inseriti in una storia, e neppure soltanto essere creature di Dio; è qualcosa di più grande: è l’essere scelti da Dio, ancora prima della creazione del mondo, nel Figlio, Gesù Cristo. In Lui, quindi, noi esistiamo, per così dire, già da sempre. Dio ci contempla in Cristo, come figli adottivi. Il "disegno di benevolenza" di Dio, che viene qualificato dall’Apostolo anche come "disegno di amore" (Ef 1,5), è definito "il mistero" della volontà divina (v. 9), nascosto e ora manifestato nella Persona e nell’opera di Cristo. L’iniziativa divina precede ogni risposta umana: è un dono gratuito del suo amore che ci avvolge e ci trasforma.

Ma qual è lo scopo ultimo di questo disegno misterioso? Qual è il centro della volontà di Dio? E’ quello – ci dice san Paolo – di «ricondurre a Cristo, unico capo, tutte le cose» (v. 10). In questa espressione troviamo una delle formulazioni centrali del Nuovo Testamento che ci fanno comprendere il disegno di Dio, il suo progetto di amore verso l’intera umanità, una formulazione che, nel secondo secolo, sant’Ireneo di Lione mise come nucleo della sua cristologia: "ricapitolare" tutta la realtà in Cristo. Forse qualcuno di voi ricorda la formula usata dal Papa san Pio X per la consacrazione del mondo al Sacro Cuore di Gesù: "Instaurare omnia in Christo", formula che si richiama a questa espressione paolina e che era anche il motto di quel santo Pontefice. L’Apostolo, però, parla più precisamente di ricapitolazione dell’universo in Cristo, e ciò significa che nel grande disegno della creazione e della storia, Cristo si leva come centro dell’intero cammino del mondo, asse portante di tutto, che attira a Sé l’intera realtà, per superare la dispersione e il limite e condurre tutto alla pienezza voluta da Dio (cfr Ef 1,23).

Questo "disegno di benevolenza" non è rimasto, per così dire, nel silenzio di Dio, nell’altezza del suo Cielo, ma Egli lo ha fatto conoscere entrando in relazione con l’uomo, al quale non ha rivelato solo qualcosa, ma Se stesso. Egli non ha comunicato semplicemente un insieme di verità, ma si è auto-comunicato a noi, fino ad essere uno di noi, ad incarnarsi. Il Concilio Ecumenico Vaticano II nella Costituzione dogmatica Dei Verbum dice: «Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso [non solo qualcosa di sé, ma se stesso] e far conoscere il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini, per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono così resi partecipi della divina natura» (n. 2). Dio non solo dice qualcosa, ma Si comunica, ci attira nella divina natura così che noi siamo coinvolti in essa, divinizzati. Dio rivela il suo grande disegno di amore entrando in relazione con l’uomo, avvicinandosi a lui fino al punto di farsi Egli stesso uomo. Il Concilio continua: «Il Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cfr Es 33,11; Gv 15,14-15) e vive tra essi (cfr Bar 3,38) per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé» (ibidem). Con la sola intelligenza e le sue capacità l’uomo non avrebbe potuto raggiungere questa rivelazione così luminosa dell’amore di Dio; è Dio che ha aperto il suo Cielo e si è abbassato per guidare l’uomo nell’abisso del suo amore.

Ancora san Paolo scrive ai cristiani di Corinto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. E a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio» (2,9-10). E san Giovanni Crisostomo, in una celebre pagina a commento dell’inizio della Lettera agli Efesini, invita a gustare tutta la bellezza di questo "disegno di benevolenza" di Dio rivelato in Cristo, con queste parole: «Che cosa ti manca? Sei divenuto immortale, sei divenuto libero, sei divenuto figlio, sei divenuto giusto, sei divenuto fratello, sei divenuto coerede, con Cristo regni, con Cristo sei glorificato. Tutto ci è stato donato e – come sta scritto – "come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?" (Rm 8,32). La tua primizia (cfr 1 Cor 15,20.23) è adorata dagli angeli […]: che cosa ti manca?» (PG 62,11).

Questa comunione in Cristo per opera dello Spirito Santo, offerta da Dio a tutti gli uomini con la luce della Rivelazione, non è qualcosa che viene a sovrapporsi alla nostra umanità, ma è il compimento delle aspirazioni più profonde, di quel desiderio dell’infinito e di pienezza che alberga nell’intimo dell’essere umano, e lo apre ad una felicità non momentanea e limitata, ma eterna. San Bonaventura da Bagnoregio, riferendosi a Dio che si rivela e ci parla attraverso le Scritture per condurci a Lui, afferma così: «La sacra Scrittura è […] il libro nel quale sono scritte parole di vita eterna perché, non solo crediamo, ma anche possediamo la vita eterna, in cui vedremo, ameremo e saranno realizzati tutti i nostri desideri» (Breviloquium, Prol.; Opera Omnia V, 201s.). Infine, il beato Papa Giovanni Paolo II ricordava che «la Rivelazione immette nella storia un punto di riferimento da cui l’uomo non può prescindere, se vuole arrivare a comprendere il mistero della sua esistenza; dall’altra parte, però, questa conoscenza rinvia costantemente al mistero di Dio, che la mente non può esaurire, ma solo accogliere nella fede» (Enc. Fides et ratio, 14).

In questa prospettiva, che cos’è dunque l’atto della fede? E’ la risposta dell’uomo alla Rivelazione di Dio, che si fa conoscere, che manifesta il suo disegno di benevolenza; è, per usare un’espressione agostiniana, lasciarsi afferrare dalla Verità che è Dio, una Verità che è Amore. Per questo san Paolo sottolinea come a Dio, che ha rivelato il suo mistero, si debba «l’obbedienza della fede» (Rm 16,26; cfr 1,5; 2 Cor 10, 5-6), l’atteggiamento con il quale «l’uomo liberamente si abbandona tutto a Lui, prestando la piena adesione dell’intelletto e della volontà a Dio che rivela e assentendo volontariamente alla Rivelazione che egli da» (Cost dogm. Dei Verbum, 5). Tutto questo porta ad un cambiamento fondamentale del modo di rapportarsi con l’intera realtà; tutto appare in una nuova luce, si tratta quindi di una vera "conversione", fede è un "cambiamento di mentalità", perché il Dio che si è rivelato in Cristo e ha fatto conoscere il suo disegno di amore, ci afferra, ci attira a Sé, diventa il senso che sostiene la vita, la roccia su cui essa può trovare stabilità. Nell’Antico Testamento troviamo una densa espressione sulla fede, che Dio affida al profeta Isaia affinché la comunichi al re di Giuda, Acaz. Dio afferma: «Se non crederete - cioè se non vi manterrete fedeli a Dio - non resterete saldi» (Is 7,9b). Esiste quindi un legame tra lo stare e il comprendere, che esprime bene come la fede sia un accogliere nella vita la visione di Dio sulla realtà, lasciare che sia Dio a guidarci con la sua Parola e i Sacramenti nel capire che cosa dobbiamo fare, qual è il cammino che dobbiamo percorrere, come vivere. Nello stesso tempo, però, è proprio il comprendere secondo Dio, il vedere con i suoi occhi che rende salda la vita, che ci permette di "stare in piedi", di non cadere.

Cari amici, l’Avvento, il tempo liturgico che abbiamo appena iniziato e che ci prepara al Santo Natale, ci pone di fronte al luminoso mistero della venuta del Figlio di Dio, al grande "disegno di benevolenza" con il quale Egli vuole attirarci a Sé, per farci vivere in piena comunione di gioia e di pace con Lui. L’Avvento ci invita ancora una volta, in mezzo a tante difficoltà, a rinnovare la certezza che Dio è presente: Egli è entrato nel mondo, facendosi uomo come noi, per portare a pienezza il suo piano di amore. E Dio chiede che anche noi diventiamo segno della sua azione nel mondo. Attraverso la nostra fede, la nostra speranza, la nostra carità, Egli vuole entrare nel mondo sempre di nuovo e vuol sempre di nuovo far risplendere la sua luce nella nostra notte.

[01624-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Sintesi della catechesi in lingua portoghese  

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers frères et sœurs, l’Apôtre Paul débute sa lettre aux Éphésiens par une prière de bénédiction adressée à Dieu, le Père de Jésus Christ. Il observe son action dans l’histoire du salut qui culmine dans l’incarnation, la mort et la résurrection de son Fils, Jésus. Paul contemple Dieu qui nous a choisis avant la création du monde pour être ses fils adoptifs, dans son Fils Unique, Jésus Christ. L’homme et la femme ne sont pas le fruit du hasard, mais du "dessein de bienveillance" de Dieu, du "mystère" de sa volonté. Le but du dessein divin est de réunir toute chose sous un seul chef, le Christ, qui seul conduit vers la plénitude voulue par son Père. Dieu révèle son amour en parlant aux hommes comme à des amis, en vivant parmi eux et en les introduisant dans sa communion. Celle-ci est l’œuvre de l’Esprit Saint et elle est offerte dans le Christ à tous les hommes. Elle est aussi l’accomplissement des désirs d’infini présents dans l’être humain. En ce sens, la foi est la réponse de l’homme à la Révélation de Dieu. C’est un acte par lequel on se laisse saisir par la Vérité : Dieu est Amour ! L’homme est appelé à « l’obéissance de la foi », à une véritable conversion. Chers amis, le temps de l’Avent nous met en face du « grand dessein de bienveillance » par lequel Dieu nous attire à lui pour nous faire vivre en pleine communion de joie et de paix avec lui. Par notre foi, notre espérance et notre charité, Dieu veut faire toujours resplendir sa lumière.

Je salue avec joie les pèlerins francophones, particulièrement le groupe du "Jour du Seigneur"! L’Avent nous invite à renouveler notre certitude que Dieu est toujours présent dans nos vies. N’ayez pas peur de vous laisser guider par sa Parole et par les Sacrements ! Dieu est le roc qui nous donne la stabilité nécessaire pour rester toujours debout. Bon pèlerinage à tous !

[01625-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Dear Brothers and Sisters,

In this Year of Faith, we begin the Advent season by reflecting on the grandeur of God’s plan for our salvation. The great hymn which begins Paul’s Letter to the Ephesians praises the merciful love with which God "chose us in Christ, before the foundation of the world" (Eph 1:4) to become his adopted sons and daughters. God’s plan is to unite all things in Christ, bringing all creation to fullness in him (v. 10). He has made this plan known to us through an economy of revelation which culminates in the incarnation of the Son and the outpouring of the Holy Spirit. God’s self-revelation in Christ corresponds to our deepest human hopes and aspirations, and it invites us to respond by offering God the obedience of faith. As our free assent of mind and will to divine revelation, faith calls us to conversion and brings a new way of seeing the reality of our lives and the world around us. During this Advent, may we contemplate ever more fully the beauty of God’s loving plan, and strive to be living signs of his saving presence in our world.

I offer a cordial welcome to the pilgrimage group from the Archdiocese of Milwaukee. My greeting also goes to the Anglican visitors from Ardingly College. I thank the choir for their praise of God in song. Upon all the English-speaking pilgrims, including the groups from Australia and the United States of America, I invoke God’s blessings of joy and peace.

[01626-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Liebe Brüder und Schwestern!

Zu Beginn dieser Audienz haben wir einige Verse aus dem 1. Kapitel des Paulusbriefs an die Epheser gehört. Diese Verse sind ein Loblied auf den Heilsplan Gottes für den Menschen. In Christus, so sagt uns Paulus, hat Gott uns seinen „gnädigen Ratschluß" offenbart, den er von Ewigkeit her für die Menschheit gefaßt hat: das „Geheimnis seines Willens […], daß die Menschen durch Christus, das fleischgewordene Wort, im Heiligen Geist Zugang zum Vater haben und der göttlichen Natur teilhaft werden" (Dei Verbum 2). Gott kommt unserer tiefen Sehnsucht nach Sinn und Erfüllung unseres Lebens zuvor und eröffnet uns die unbegrenzte Weite der Gemeinschaft mit ihm. Er will uns Anteil an seiner Natur, an seiner Weise des Lebens schenken. Dann steht die Frage: Welche Rolle spielt dabei der Glaube? Er ist die Antwort des Menschen auf die Offenbarung Gottes, der uns nicht irgend etwas sagt, sondern sich selber zeigt und einer von uns wird, damit wir zu ihm gehören können. Antwort auf Gottes Sich-Zeigen ist Gehorsam des Glaubens, eine Haltung, in der der Mensch in Freiheit anerkennt, daß die Liebe Gottes das Ziel seines Lebens ist, daß zu ihm ja zu sagen, für ihn nicht Zwang und ungeklärte Sache ist, sondern daß dieses Ja das Wesen seines Menschseins ausdrückt, und daß er dann, wenn er mit Verstand und Willen sich anvertraut an ihn, wirklich er selbst wird (vgl. Dei Verbum 5). Ein solcher Glaube, in dem der Mensch sich dem Herrn übergibt und so mit ihm inwendig eins wird, führt zu einer Veränderung in uns selber. Gott ergreift uns und zieht uns an sich. Der Glaube läßt uns teilhaben an der Wahrheit und Weisheit Gottes. So können wir uns von ihm recht führen lassen. Durch ihn erhalten wir Standfestigkeit in unserem Leben. Das Festhalten an Gott und am Glauben ist so ein Schutz vor dem Fallen in die Haltlosigkeit und in die Beliebigkeit.

Mit Freude grüße ich die deutschsprachigen Pilger und Besucher, besonders die Mitglieder und Freunde der Schönstattbewegung aus Deutschland. Öffnen wir, wie die selige Jungfrau Maria, in dieser Adventszeit in gläubiger Liebe Christus unsere Herzen, damit sein Licht durch uns hell in diese Welt hereinstrahlen kann. Danke.

[01627-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Queridos hermanos y hermanas:

La oración de bendición que el apóstol Pablo eleva a Dios Padre, en la carta a los Efesios, nos introduce a vivir el tiempo de Adviento, en el contexto del Año de la fe. El tema de este himno de alabanza es el plan de Dios para el hombre, definido con términos de gozo, asombro y agradecimiento, como un "designio benevolente" de misericordia y amor. El apóstol eleva esta bendición a Dios porque ve su obrar en la historia de salvación, cuyo culmen ha sido la encarnación, muerte y resurrección de Jesús, y comprende cómo el Padre nos ha elegido antes de la creación del mundo para ser sus hijos adoptivos, en su Hijo Unigénito, Jesucristo. El "plan de amor" es definido como "el misterio" de la voluntad divina, escondido y manifestado en Cristo. Dicha iniciativa precede toda respuesta humana, es un don gratuito de su amor que nos acoge y transforma. El acto de fe es la respuesta del hombre a la Revelación de Dios. Todo esto conduce a una "conversión", a un cambio de mentalidad, porque Dios que se ha revelado en Cristo, nos atrae hacia Él, dando pleno sentido a nuestra existencia, siendo la roca sobre la que se encuentra estabilidad.

Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, México y otros países latinoamericanos. Invito a todos a ser signo de la acción de Dios en el mundo por medio de la fe, la esperanza, la caridad. El Señor quiere siempre hacer resplandecer nuevamente su luz en la noche. Muchas gracias.

[01628-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Queridos irmãos e irmãs,

O tempo litúrgico do Advento prepara-nos para acolher e aderir ao grande desígnio de benevolência de Deus, que o Natal de seu Filho, feito homem como nós, coloca diante dos nossos olhos. Tal desígnio não ficou oculto no alto dos Céus, mas Deus, na riqueza do seu amor, fala aos homens como amigos e convive com eles, para os convidar e admitir à comunhão com Ele, em Cristo por obra do Espírito Santo. Esta comunhão é a realização daquele desejo infinito de plenitude que habita no íntimo do ser humano e o abre para a felicidade eterna. Entretanto, a nossa mente não consegue abarcar completamente este desígnio de benevolência divina, mas pode apenas recebê-lo e acolhê-lo na fé. O acto de fé é a resposta do homem à revelação que Deus Se dignou fazer-lhe, acolhendo na vida o benevolente desígnio que Ele tem para a humanidade e a criação inteira: recapitular tudo em Cristo, reunindo n’Ele o que há no céu e na terra.

Amados peregrinos de língua portuguesa, cordiais saudações para todos vós, de modo especial para os fiéis cristãos de Goiânia, invocando sobre os vossos passos a graça do encontro com Deus: Jesus Cristo é a Tenda divina no meio de nós. Ide até Ele, vivei na sua graça e tereis a vida eterna. Sobre vós e vossas famílias desça a minha Bênção.

[01629-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE  

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua araba  

Saluto in lingua ceca  

Saluto in lingua slovacca

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua polacca 

Witam polskich pielgrzymów. Drodzy przyjaciele, Adwent zaprasza nas, byśmy odnowili pewność, że Bóg jest obecny wśród nas: wszedł On w świat, stając się człowiekiem, aby wypełnić swój plan miłości. A my przez naszą wiarę, nadzieję, miłość, możemy być świadkami tej obecności wobec świata. Niech nam w tym towarzyszy Jego błogosławieństwo.

[Do il benvenuto ai pellegrini polacchi. Cari amici, l’Avvento ci invita a rinnovare la certezza che Dio è presente tra noi: Egli è entrato nel mondo, facendosi uomo, per portare a pienezza il suo piano di amore. E noi, attraverso la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, possiamo essere testimoni di questa presenza davanti al mondo. Ci accompagni la sua benedizione.]

[01630-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua araba 

البَابَا يُصْلِي مِنْ أَجَل جَمِيعِ النَّاطِقينَ بِاللُّغَةِ العَرَبِيَّةِ. لِيُبَارِك الرَّبّ جَمِيعَكُمْ.

[Il Papa prega per tutte le persone di lingua araba. Dio vi benedica tutti]

[01631-08.01] [Testo originale: Arabo]

Saluto in lingua ceca  

Srdečně zdravím všechny české poutníky. V adventu se připravujte na Pánův příchod jako Panna Maria, aby Kristus vešel skrze vás do světa. S radostí vám žehnám. Chvála Kristu.

[Saluto cordialmente tutti i pellegrini cechi! In questo tempo di Avvento, preparatevi alla venuta del Signore con il cuore simile a quello di Maria, così che il Cristo possa venire anche oggi nella società, tramite voi. Volentieri vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!]

[01632-AA.01] [Testo originale: Ceco]

Saluto in lingua slovacca

Srdečne pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne Spevácky zbor Psallite Deo Piaristického gymnázia svätého Jozefa Kalazanského z Nitry, ktoré slávi dvadsiate výročie obnovenia. Bratia a sestry, milí mladí, v Jubilejnom roku svätého Cyrila a Metoda pokračujte v oslave Boha svojim spevom a predovšetkým svojim príkladným kresťanským svedectvom. Sláskou žehnám vás i vašich drahých. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Saluto cordialmente i pellegrini slovacchi, particolarmente il Coro Psallite Deo del Ginnasio San Giuseppe Calasanzio dei Padri Scolopi di Nitra che celebra il ventesimo anniversario della riapertura. Fratelli e sorelle, cari giovani, nell’Anno giubilare dei Santi Cirillo e Metodio continuate a glorificare Dio con il vostro canto e soprattutto con la vostra esemplare testimonianza cristiana. Benedico con affetto voi ed i vostri cari. Sia lodato Gesù Cristo!]

[01633-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua italiana  

Adesso rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i partecipanti al pellegrinaggio promosso dalle Figlie di Maria Santissima dell’Orto, in occasione della beatificazione di Suor Maria Crescencia Pérez, e li incoraggio a proseguire con fedeltà e gioia il loro servizio al Vangelo e ai fratelli sull’esempio della nuova Beata. Saluto i fedeli della Parrocchia di Sant’Anna in Foggia e i volontari del Dispensario Santa Marta in Vaticano, assicurando per ciascuno un ricordo nella preghiera perché il Signore li renda suoi testimoni sempre più generosi. Saluto i rappresentanti della Federazione Italiana Panificatori e Pasticcieri e li ringrazio per il generoso dono dei panettoni destinati alle opere di carità del Papa. Grazie a voi.

Saluto, infine, i giovani, i malati e gli sposi novelli. Il tempo di Avvento, da poco iniziato, prende luce in questi giorni dall’esempio fulgido della Vergine Immacolata. Sia Lei a spronarvi, cari giovani, nel vostro cammino di adesione a Cristo. Per voi, cari malati, sia Maria il sostegno per una rinnovata speranza. E sia guida per voi, cari sposi novelli, nel costruire la vostra famiglia.

[01634-01.01] [Testo originale: Italiano]

APPELLO DEL SANTO PADRE  

Continuano ad arrivare preoccupanti notizie sulla grave crisi umanitaria nell'Est della Repubblica Democratica del Congo, che da mesi è diventata teatro di scontri armati e di violenze. A gran parte della popolazione mancano i mezzi di primaria sussistenza e migliaia di abitanti sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, per cercare rifugio altrove. Rinnovo quindi il mio appello al dialogo e alla riconciliazione e chiedo alla comunità internazionale di adoperarsi per sovvenire ai bisogni della popolazione.

[01636-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0710-XX.01]