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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI IN LIBANO IN OCCASIONE DELLA FIRMA E DELLA PUBBLICAZIONE DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA POST-SINODALE DELL’ASSEMBLEA SPECIALE PER IL MEDIO ORIENTE DEL SINODO DEI VESCOVI (14-16 SETTEMBRE 2012) (X), 16.09.2012


INCONTRO ECUMENICO NEL PATRIARCATO SIRO-CATTOLICO DI CHARFET

  DISCORSO  DEL SANTO PADRE

  TRADUZIONE  IN LINGUA ITALIANA

  TRADUZIONE  IN LINGUA INGLESE

  TRADUZIONE  IN LINGUA TEDESCA

  TRADUZIONE  IN LINGUA SPAGNOLA 

  TRADUZIONE  IN LINGUA PORTOGHESE 

  TRADUZIONE  IN LINGUA POLACCA

Nel pomeriggio, alle ore 16.50, dopo essersi congedato dalla Nunziatura Apostolica di Harissa, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in auto al Patriarcato Siro-Cattolico di Charfet per l’Incontro Ecumenico.

Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Patriarca di Antiochia dei Siri, Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, e dal Superiore della Casa. All’esterno del Patriarcato erano raccolti i Vescovi del Sinodo Siro-Cattolico, riunito in concomitanza con il Viaggio Apostolico, i Padri della comunità e i seminaristi di Charfet.

L’incontro ecumenico ha avuto luogo alle ore 17.15 nel Salone d’onore del Patriarcato, dove si trovavano riuniti i Patriarchi Ortodossi, i rappresentanti delle Confessioni protestanti del Libano ed i Patriarchi cattolici del Libano.

Il Patriarca Siro-Cattolico, dopo brevi parole introduttive, ha presentato individualmente al Santo Padre i partecipanti all’incontro. A ciascuno, il Papa ha consegnato una copia dell’Esortazione Apostolica Post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

 DISCORSO  DEL SANTO PADRE

Sainteté, Béatitude,

Vénérés Patriarches, chers Frères dans l’épiscopat,

Chers Représentants des Églises et des Communautés protestantes,

Chers frères,

C’est avec joie que je me trouve parmi vous, dans ce monastère Notre Dame de la Délivrance de Charfet, haut-lieu de l’Église Syriaque catholique pour le Liban et pour tout le Moyen-Orient. Je remercie Sa Béatitude Ignace Youssef Younan, Patriarche d’Antioche des Syriaques catholiques, pour ses fortes paroles d’accueil. Je salue fraternellement chacun de vous qui représentez la diversité de l’Église en Orient, et en particulier Sa Béatitude Ignace IV Hazim, Patriarche Grec orthodoxe d’Antioche et de tout l’Orient et Sa Sainteté Mar Ignatius Ier Zakke Iwas, Patriarche de l’Eglise syriaque orthodoxe d’Antioche et de tout l’Orient. Votre heureuse présence solennise cette rencontre. Je vous remercie de tout cœur pour être parmi nous. Ma pensée va aussi vers l’Église copte orthodoxe d’Égypte et l’Église éthiopienne orthodoxe qui ont eu la douleur de perdre leur Patriarche respectif. Je les assure de ma proximité fraternelle et de ma prière.

Permettez-moi de saluer ici le témoignage de foi rendu par l’Église Syriaque d’Antioche au cours de sa glorieuse histoire, témoignage d’un amour ardent pour le Christ qui lui a fait écrire, jusqu’à nos jours, des pages héroïques pour demeurer fidèle à sa foi jusqu’au martyre. Je l’encourage à être pour les peuples de la région, un signe de la paix qui vient de Dieu et une lumière qui fait vivre leur espérance. J’étends cet encouragement à toutes les Églises et communautés ecclésiales présentes dans cette région.

Chers frères, notre rencontre de ce soir est un signe éloquent de notre désir profond de répondre à l’appel du Seigneur Jésus « Que tous soient un » (Jn 17, 21). Dans ces temps instables et enclins à la violence que connaît votre région, il est toujours plus urgent que les disciples du Christ donnent un témoignage authentique de leur unité, afin que le monde croie dans son message d’amour, de paix et de réconciliation. C’est ce message que tous les chrétiens et nous en particulier avons reçu mission de transmettre au monde, et qui prend une valeur inestimable dans le contexte actuel du Moyen-Orient.

Travaillons sans relâche pour que notre amour pour le Christ nous conduise peu à peu vers la pleine communion entre nous. Pour cela, par la prière et par l’engagement commun, il nous faut revenir sans cesse vers notre unique Seigneur et Sauveur. Car, comme je l’ai écrit dans l’Exhortation apostolique Ecclesia in Medio Oriente que j’ai le plaisir de vous remettre, « Jésus unit ceux qui croient en lui et qui l’aiment en leur donnant l’Esprit de son Père, ainsi que Marie, sa mère » (n. 15).

Je confie à la Vierge Marie chacune de vos personnes ainsi que les membres de vos Églises et de vos communautés. Qu’elle implore pour nous son divin Fils afin que nous soyons délivrés de tout mal et de toute violence, et que cette région du Moyen-Orient connaisse enfin le temps de la réconciliation et de la paix. Que la Parole de Jésus que j’ai souvent citée au cours de ce voyage, « سَلامي أُعطيكُم » [« Je vous donne ma paix »] (Jn 14, 27) , soit pour nous tous le signe commun que nous donnerons au nom du Christ aux peuples de cette région bien-aimée qui aspire avec impatience à la réalisation de cette annonce ! Merci a vous !

[01150-03.01] [Texte original: Français]

 TRADUZIONE  IN LINGUA ITALIANA

Santità, Beatitudine,
venerati Patriarchi, cari Fratelli nell’episcopato,
cari Rappresentanti delle Chiese e delle Comunità protestanti,
cari fratelli!

E’ con gioia che mi trovo tra voi, in questo monastero di Notre Dame de la Délivrance di Charfet, luogo significativo della Chiesa siro-cattolica per il Libano e per tutto il Medio Oriente. Ringrazio Sua Beatitudine Ignace Youssef Younan, Patriarca di Antiochia dei Siro-cattolici, per le sue forti parole di accoglienza. Saluto fraternamente ciascuno di voi che rappresentate la varietà della Chiesa in Oriente, e in particolare Sua Beatitudine Ignatius IV Hazim, Patriarca Greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente e Sua Santità Mar Ignatius I Zakka Iwas, Patriarca della Chiesa Siro-ortodossa di Antiochia e di tutto l’Oriente. La vostra presenza rende solenne questo incontro. Vi ringrazio di cuore per essere tra noi. Il mio pensiero va anche alla Chiesa copta ortodossa d’Egitto e alla Chiesa etiopica ortodossa, che hanno avuto il dolore della perdita dei loro Patriarchi. Li assicuro della mia vicinanza fraterna e della mia preghiera.

Permettetemi di salutare qui la testimonianza di fede resa dalla Chiesa Siriaca di Antiochia nel corso della sua gloriosa storia, testimonianza di amore ardente per Cristo che le ha fatto scrivere, fino ai nostri giorni, pagine eroiche per rimanere fedele alla sua fede fino al martirio. La incoraggio ad essere per i popoli della regione segno della pace che viene da Dio e luce che fa vivere la loro speranza. Estendo questo incoraggiamento a tutte le Chiese e comunità ecclesiali presenti in questa regione.

Cari fratelli, il nostro incontro di questa sera è un segno eloquente del nostro desiderio profondo di rispondere all’appello del Signore Gesù: «Perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21). In questi tempi instabili ed inclini alla violenza, che conosce la vostra regione, è sempre più urgente che i discepoli di Cristo diano una testimonianza autentica della loro unità, affinché il mondo creda nel suo messaggio d’amore, di pace e di riconciliazione. E’ questo messaggio che tutti i cristiani e noi in particolare abbiamo ricevuto la missione di trasmettere al mondo, e che acquista un valore inestimabile nell’attuale contesto del Medio Oriente.

Lavoriamo senza sosta affinché il nostro amore per Cristo ci conduca poco a poco verso la piena comunione tra di noi. Perciò, attraverso la preghiera e l’impegno comune, dobbiamo ritornare continuamente al nostro unico Signore e Salvatore. Poiché, come ho scritto nell’Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, che ho il piacere di offrirvi, «Gesù unisce coloro che credono in Lui e che lo amano donando loro lo Spirito di suo Padre, come pure Maria, sua madre» (n. 15).

Affido alla Vergine Maria ciascuna delle vostre persone così come i membri delle vostre Chiese e delle vostre comunità. Ella implori per noi il suo Figlio divino affinché siamo liberati da ogni male e da ogni violenza, e questa regione del Medio Oriente conosca infine il tempo della riconciliazione e della pace. La Parola di Gesù che ho citato spesso durante questo viaggio « سَلامي أُعطيكُم » [Vi do la mia pace] (Gv 14,27), sia per noi il segno comune che daremo in nome di Cristo ai popoli di questa amata regione che aspira con impazienza alla realizzazione di questo annuncio! Grazie!

[01150-01.01] [Testo originale: Francese]

 TRADUZIONE  IN LINGUA INGLESE

Your Holiness, Your Beatitude,

Venerable Patriarchs, Dear Brother Bishops, 

Dear Representatives of other Churches and Protestant Communities,

Brothers and Sisters,

It is with great joy that I meet with you, in this monastery of Our Lady of Deliverance of Charfet, a place of great importance for the Syrian Catholic Church in Lebanon and the entire Middle East. I thank His Beatitude Ignace Youssef Younan, Syrian Catholic Patriarch of Antioch, for his warm words of welcome. I fraternally greet each one of you, who represent the diversity of the Church in the East, and in particular His Beatitude Ignace IV Hazim, Greek Orthodox Patriarch of Antioch and all the East and His Holiness Mar Ignatius I Zakke Iwas, Patriarch of the Syrian Orthodox Church of Antioch and all the East. Your presence brings great solemnity to this meeting. I thank you with all my heart for being here with us. My thoughts also go to the Coptic Orthodox Church of Egypt and to the Ethiopian Orthodox who have had the recent sadness of losing their respective Patriarchs. I wish to assure them of my fraternal closeness and of my prayers.

Allow me to acknowledge here the testimony of faith shown by the Syrian Antiochene Church in the course of its glorious history, a testimony to an ardent love for Christ, which has caused it to write some heroic pages of this history, right up to the present, by remaining committed to the faith even to the point of martyrdom. I encourage this Church to be for the peoples of the region a sign of the peace that comes from God as well as a light that keeps their hope alive. I extend this encouragement to all the Churches and ecclesial communities present in the region.

Dear brothers, our encounter this evening is an eloquent sign of our profound desire to respond to the call of Christ, "that all may be one" (Jn 17:21). In these unstable times, so inclined to the violence which your region knows so well, it is even more necessary that Christ’s disciples give an authentic witness to their unity, so that the world may believe in their message of love, peace and reconciliation. This is a message that all Christians, and we in particular, have been commissioned to hand on to the world, a message of inestimable value in the present context of the Middle East.

Let us work without ceasing so that the love of Christ may lead us little by little into full communion with each other. In this regard, by means of common prayer and mutual commitment, we must constantly return to our one Lord and Saviour. For, as I wrote in the Apostolic Exhortation Ecclesia in Medio Oriente which I have the pleasure of consigning to you, "Jesus draws into unity those who believe in and love him; he gives them the Spirit of his Father as well as Mary, his mother" (n. 15).

I entrust each one of you and all the members of your Churches and ecclesial communities to the Virgin Mary. May she intercede with her Son for us, so that we may be delivered from every evil and from all forms of violence, and so that the Middle East may at last know a time of reconciliation and peace. May the words of Jesus that I have so often cited during this journey, « سَلامي أُعطيكُم » - My peace I give to you! (Jn 14, 27), be for all of us the common sign that we will give in the name of Christ to the peoples of this beloved region, which longs to see those words fulfilled! Thank you!

[01150-02.01] [Original text: French]

 TRADUZIONE  IN LINGUA TEDESCA

Eure Heiligkeit! Eure Seligkeit!

Verehrte Patriarchen, liebe Brüder im Bischofsamt!

Werte Vertreter der Kirchen und der protestantischen Gemeinschaften!

Liebe Brüder!

Mit Freude bin ich hier bei Ihnen im Kloster Unserer Lieben Frau von der Erlösung in Charfet, dem Hauptort der syrisch-katholischen Kirche für den Libanon und dem ganzen Nahen Osten. Ich danke Seiner Seligkeit dem syrisch-katholischen Patriarchen von Antiochien Ignace Youssif III. Younan für seine bewegenden Willkommensworte. Ich grüße brüderlich jeden von Ihnen, die Sie die Verschiedenheit der Kirche im Orient repräsentieren, insbesondere Seine Seligkeit den griechisch-orthodoxen Patriarchen von Antiochien und dem ganzen Orient Ignace IV. Hazim und Seine Heiligkeit den Patriarchen der syrisch-orthodoxen Kirche von Antiochien und dem ganzen Orient Mar Ignatius I. Zakke Iwas. Ihre geschätzte Anwesenheit gibt dieser Begegnung einen feierlichen Charakter. Von ganzem Herzen danke ich Ihnen, daß Sie bei uns sind. Meine Gedanken gehen auch an die koptisch-orthodoxe Kirche von Ägypten und an die äthiopisch-orthodoxe Kirche, die über den Verlust ihres jeweiligen Patriarchen trauern. Ich versichere sie meiner brüderlichen Nähe und meines Gebets.

Gestatten Sie, daß ich mich hier vor dem Glaubenszeugnis verneige, das die syrische Kirche von Antiochien im Lauf ihrer ruhmvollen Geschichte gegeben hat, ein Zeugnis einer glühenden Liebe zu Christus, die sie bis in unsere Tage heroische Seiten schreiben ließ, um ihrem Glauben treu zu bleiben bis hin zum Martyrium. Ich lade sie ein, für die Völker dieser Region ein Zeichen des Friedens zu sein, der von Gott kommt, und ein Licht, das ihre Hoffnung belebt. Diese Einladung gilt auch allen Kirchen und kirchlichen Gemeinschaften in dieser Region.

Liebe Brüder, unsere Begegnung heute abend ist ein beredtes Zeichen unseres tiefen Wunsches, dem Anruf Jesu, des Herrn, „Alle sollen eins sein" (Joh 17,21) zu entsprechen. In diesen unsicheren und zu Gewalt neigenden Zeiten, wie sie Ihre Region erlebt, ist es immer dringlicher, daß die Jünger Christi ein echtes Zeugnis ihrer Einheit geben, damit die Welt an ihre Botschaft der Liebe, des Friedens und der Versöhnung glaubt. Diese Botschaft haben alle Christen und wir im besonderen als Auftrag empfangen, um sie in die Welt hinauszutragen, und sie erhält im gegenwärtigen Kontext des Nahen Ostens einen unschätzbaren Wert.

Arbeiten wir ununterbrochen daran, daß unsere Liebe zu Christus uns allmählich zur vollen Gemeinschaft untereinander führe. Dazu müssen wir uns im Gebet und im gemeinsamen Engagement unaufhörlich an unseren einzigen Herrn und Erlöser wenden. Denn – wie ich im Apostolischen Schreiben Ecclesia in Medio Oriente geschrieben habe, das ich Ihnen mit Freude überreichen darf – „Jesus vereint diejenigen, die an ihn glauben und ihn lieben, indem er ihnen den Geist seines Vaters wie auch Maria, seine Mutter, schenkt" (Nr. 15).

Ich vertraue der Jungfrau Maria jeden von Ihnen wie auch die Angehörigen Ihrer Kirchen und Gemeinschaften an. Möge Sie für uns bei ihrem Sohn erflehen, daß wir von allem Übel und aller Gewalt befreit werden und daß diese Region des Nahen Ostens endlich Zeiten des Friedens und der Versöhnung erlebe. Das Wort Jesu, das ich während dieser Reise oft zitiert habe: „ سَلامي أُعطيكُم " [„Meinen Frieden gebe ich euch"] (Joh 14,27), sei für Sie das gemeinsame Zeichen, daß wir im Namen Christi den vielgeliebten Völkern dieser Region geben, die ungeduldig die Verwirklichung dieser Botschaft ersehnen! Danke!

[01150-05.01] [Originalsprache: Französisch]

 TRADUZIONE  IN LINGUA SPAGNOLA

Santidad, Beatitud,

Venerados Patriarcas, queridos hermanos en el episcopado,

Queridos representantes de las Iglesias y Comunidades protestantes,

Queridos hermanos

Con gozo me encuentro entre vosotros, en este monasterio de Notre Dame de la Délivrance de Charfet, lugar de la Iglesia siríaca católica significativo para el Líbano y todo el Oriente Medio. Agradezco a Su Beatitud Ignace Youssef Younan, Patriarca de Antioquía de los Siro-católicos, sus calurosas palabras de bienvenida. Saludo fraternalmente a cada uno de vosotros, que representáis la diversidad de la Iglesia en Oriente, y en particular a Su Beatitud Ignace IV Hazim, Patriarca Greco-ortodoxo de Antioquía y de todo el Oriente y a Su Santidad Mar Ignatius I Zakke Iwas, Patriarca de la Iglesia Siro-ortodoxa de Antioquía y de todo el Oriente. Vuestra gozosa presencia realza este encuentro. Les agradezco de corazón que estén entre nosotros. Mi pensamiento se dirige también a la Iglesia copta ortodoxa de Egipto y a la Iglesia etíope ortodoxa, que han sufrido la pérdida de su Patriarca. Les aseguro mi fraterna cercanía y oración.

Permitidme rendir homenaje al testimonio de fe que la Iglesia Siríaca de Antioquía ha ofrecido a lo largo de su gloriosa historia, testimonio de un amor ardiente a Cristo, que le ha permitido escribir, hasta el día de hoy, páginas heroicas a causa de su fidelidad a la fe hasta el martirio. La animo a ser para todos los pueblos de la región un signo de la paz que viene de Dios y una luz que enciende su esperanza. Extiendo estas palabras de aliento a todas las Iglesias y Comunidades eclesiales presentes en esta región.

Queridos hermanos, nuestro encuentro de esta tarde es un signo elocuente de nuestro deseo profundo de responder a la llamada del Señor Jesús, «que todos sean uno» (Jn 17,21). En estos tiempos inestables y proclives a la violencia, que experimenta vuestra región, es todavía más urgente que los discípulos de Cristo den un testimonio auténtico de su unidad, para que el mundo crea en su mensaje de amor, paz y reconciliación. Es un mensaje que todos los cristianos, y nosotros en particular, tenemos la misión de transmitir al mundo, y que adquiere un valor inestimable en el contexto actual de Oriente Medio.

Trabajemos sin descanso para que nuestro amor por Cristo nos conduzca paso a paso hacia la plena comunión entre nosotros. Para ello, debemos, por la oración y el compromiso común, volver sin cesar a nuestro único Señor y Salvador. Pues, como he escrito en la Exhortación apostólica Ecclesia in Medio Oriente, que he tenido el gozo de entregaros, «Jesús une a quienes creen en él y le aman, entregándoles el Espíritu de su Padre, así como el de María, su madre» (n. 15).

Confío a la Virgen María cada uno de vosotros, así como los miembros de vuestras Iglesias y comunidades. Que ella suplique por nosotros ante su Divino Hijo, para que nos veamos libres de todo mal y violencia y para que esta región de Oriente Medio conozca al fin el tiempo de la reconciliación y la paz. Que las palabras de Jesús que he citado con frecuencia en este viaje, « سَلامي أُعطيكُم » (Jn 14,27), sean para todos nosotros el signo común que daremos en el nombre de Cristo a los pueblos de esta amada región, que anhela con impaciencia la realización de este anuncio. Gracias.

[01150-04.01] [Texto original: Francés]

 TRADUZIONE  IN LINGUA PORTOGHESE

Santidade, Beatitude,

Venerados Patriarcas, amados Irmãos no Episcopado,

Amados Representantes das Igrejas e das Comunidades protestantes,

Queridos irmãos!

É com alegria que me encontro no meio de vós, neste mosteiro de Notre Dame de la Délivrance de Charfet, lugar sagrado da Igreja Siro-Católica para o Líbano e todo o Médio Oriente. Agradeço a Sua Beatitude Ignace Youssif Younan, Patriarca de Antioquia dos siro-católicos, pelas suas sentidas palavras de boas-vindas. Saúdo fraternamente cada um de vós que aqui representais a variedade da Igreja no Oriente e, em particular, Sua Beatitude Ignace IV Hazim, Patriarca dos Greco-Ortodoxos de Antioquia e de todo o Oriente, e Sua Santidade Mar Ignatius I Zakke Iwas, Patriarca da Igreja Siro-Ortodoxa de Antioquia e de todo o Oriente. A vossa presença feliz confere solenidade a este encontro; de coração vos agradeço por estarem entre nós. O meu pensamento vai também para a Igreja copta ortodoxa do Egipto e a Igreja etíope ortodoxa, que vivem a tristeza da perda dos respectivos Patriarcas. Asseguro-lhes a minha solidariedade fraterna e a minha oração.

Permiti-me sublinhar aqui o testemunho de fé prestado pela Igreja siríaca de Antioquia ao longo da sua gloriosa história, testemunho de amor ardente por Cristo que lhe fez escrever, até aos nossos dias, páginas heróicas até ao martírio, permanecendo fiel à sua fé. Encorajo-a a ser, para os povos da região, sinal da paz que vem de Deus e luz que vivifica a sua esperança. Este encorajamento torno-o extensivo a todas as Igrejas e comunidades eclesiais presentes nesta região.

Amados irmãos, o nosso encontro desta tarde é um sinal eloquente do nosso profundo desejo de responder ao apelo do Senhor Jesus: «Que todos sejam um» (Jo 17, 21). Nestes tempos instáveis e propensos à violência que conhece a vossa região, é cada vez mais urgente que os discípulos de Cristo dêem um testemunho autêntico da sua unidade, para que o mundo creia na sua mensagem de amor, paz e reconciliação. É esta mensagem que todos os cristãos, e nós em particular, recebemos a missão de transmitir ao mundo e que ganha um valor inestimável no contexto actual do Médio Oriente.

Trabalhemos incessantemente para que o nosso amor a Cristo nos conduza, pouco a pouco, à plena comunhão entre nós. Por isso, através da oração e do compromisso comum, devemos retornar continuamente ao nosso único Senhor e Salvador. Como escrevi na Exortação apostólica Ecclesia in Medio Oriente, que tenho o prazer de vos oferecer, Jesus «une aqueles que acreditam n'Ele e O amam, concedendo-lhes o Espírito de seu Pai e também Maria, sua Mãe» (n. 15).

Confio à Virgem Maria cada um de vós, bem como os membros das vossas Igrejas e comunidades. Que Ela interceda em nosso favor junto do seu divino Filho para que sejamos libertos de todo o mal e de toda a violência, e que esta região do Médio Oriente conheça finalmente o tempo da reconciliação e da paz. A frase de Jesus « سَلامي أُعطيكُم » (dou-vos a minha paz)» (Jo 14, 27) – que citei várias vezes ao longo desta viagem – seja para todos nós o sinal comum que daremos, em nome de Cristo, aos povos desta amada região que aspira, com impaciência, pela realização deste anúncio! Obrigado!

[01150-06.01] [Texto original: Francês]

 TRADUZIONE  IN LINGUA POLACCA

Wasza Świątobliwość,

Czcigodni Patriarchowie, Drodzy bracia w biskupstwie,

Drodzy przedstawiciele Kościołów i Wspólnot protestanckich,

Drodzy bracia!

Z radością spotykam się z wami w tym klasztorze Matki Bożej Wyzwolenia w Charfet, głównej siedzibie Kościoła syryjskokatolickiego w Libanie i na całym Bliskim Wschodzie. Dziękuję Jego Świątobliwości, Ignacemu Youssefowi Younanowi, patriarsze Antiochii obrządku syryjskokatolickiego za jego mocne słowa powitania. Po bratersku pozdrawiam każdego z was, reprezentujących różnorodność Kościoła na Wschodzie, a zwłaszcza Jego Świątobliwość Ignacego IV Hazima, greckoprawosławnego Patriarchę Antiochii i całego Wschodu, Jego Świątobliwość Mara Ignacego I Zakke Iwasa, syryjskoprawosławnego Patriarchę Antiochii i całego Wschodu. Wasza obecność uświetnia to spotkanie. Dziękuję z całego serca za to, że jest wśród nas. Swoją myśl kieruję także ku Koptyjskiemu Kościołowi Ortodoksyjnemu Egiptu i Etiopskiemu Kościołowi Ortodoksyjnemu, które straciły swych patriarchów. Zapewniam je o mej braterskiej bliskości i o mojej modlitwie.

Pozwólcie mi oddać hołd świadectwu wiary złożonemu przez Kościół Syryjski Antiochii na przestrzeni jego chwalebnych dziejów, świadectwu żarliwego umiłowania Chrystusa, który pozwolił mu, aż do naszych dni, zapisać bohaterskie karty, aby wytrwać w wierze aż po męczeństwo. Zachęcam go, aby był dla ludów tego regionu znakiem Bożego pokoju i światłem ożywiającym ich nadzieję. Zachętą tą obejmuję także wszystkie Kościoły i wspólnoty kościelne obecne w tym regionie.

Drodzy bracia, nasze spotkanie dzisiejszego wieczoru jest wymownym znakiem naszego głębokiego pragnienia, aby odpowiedzieć na wezwanie Pana Jezusa: „Aby wszyscy stanowili jedno" (J 17,21). W tych czasach niestabilnych i skłonnych do przemocy, jakiej zaznaje wasz region, coraz bardziej konieczne jest dawanie przez uczniów Chrystusa autentycznego świadectwa swej jedności, aby świat uwierzył w Jego orędzie miłości, pokoju i pojednania. Misją, jaką otrzymali wszyscy chrześcijanie, a zwłaszcza my, jest przekazywanie światu tego orędzia, które nabiera nieocenionej wartości w obecnym kontekście Bliskiego Wschodu.

Pracujmy niestrudzenie, aby nasza miłość do Chrystusa prowadziła nas stopniowo ku pełnej jedności między sobą. W tym celu trzeba nam przez modlitwę i wspólne zaangażowanie nieustannie powracać do naszego jedynego Pana i Zbawiciela. Albowiem, jak napisałem w adhortacji apostolskiej Ecclesia in Medio Oriente, którą z radością wam wręczyłem, „Jezus jednoczy tych, którzy w Niego wierzą i którzy Go kochają, dając im Ducha swego Ojca oraz swoją Matkę, Maryję" (15).

Zawierzam Maryi Pannie każdego z was oraz członków waszych Kościołów i wspólnot. Niech nam Ona wyprasza u swego Bożego Syna, abyśmy byli uwolnieni od wszelkiego zła i wszelkiej przemocy i aby ten region Bliskiego Wschodu zaznał wreszcie czasu pojednania i pokoju. Niech słowo Jezusa, które często cytuję podczas tej wizyty: „ سَلامي أُعطيكُم "(J 14, 27), będzie dla nas wszystkich wspólnym znakiem, który damy w imię Chrystusa ludom tego umiłowanego regionu, który niecierpliwie pragnie spełnienia tej zapowiedzi! Dziękuję.

[01150-09.01] [Testo originale: Francese]

Al termine dell’Incontro ecumenico, il Santo Padre si è trasferito in auto all’aeroporto internazionale "Rafiq Hariri" per la cerimonia di congedo dal Libano.

Lungo il tragitto dal Patriarcato siro-cattolico all’aeroporto di Beirut, il Papa si è fermato per una breve visita al Monastero "Carmel de la Théotokos et de l'Unité" di Harissa. Accolto dalla superiora, madre Thérèse de Jesús – spagnola, ultranovantenne, una delle tre fondatrici del Carmelo nel 1962 - il Santo Padre ha sostato in preghiera nella cappella ed ha poi benedetto la prima pietra per il nuovo monastero che sarà fondato a Cana, nel sud del Libano.

CERIMONIA DI CONGEDO, ALL’AEROPORTO INTERNAZIONALE "RAFIQ HARIRI" DI BEIRUT

DISCORSO DEL SANTO PADRE

 TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

 TRADUZIONE IN LINGUA INGLESE

 TRADUZIONE IN LINGUA TEDESCA

 TRADUZIONE IN LINGUA SPAGNOLA

 TRADUZIONE IN LINGUA PORTOGHESE 

 TRADUZIONE IN LINGUA POLACCA

Alle ore 18.30, all’aeroporto internazionale "Rafiq Hariri" di Beirut ha avuto luogo la Cerimonia di congedo dal Libano, alla presenza del Presidente della Repubblica, dei Presidenti del Parlamento e del Consiglio dei Ministri, dei Patriarchi cattolici, di alcuni Vescovi libanesi, delle Autorità politiche e civili e di un gruppo di fedeli.
Dopo il discorso del Presidente della Repubblica, Gen Michel Sleiman, il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato il discorso che pubblichiamo di seguito:

 DISCORSO DEL SANTO PADRE

Monsieur le Président,

Messieurs les Présidents du Parlement et du Conseil des ministres,

Béatitudes et frères dans l’épiscopat,

Autorités civiles et religieuses, et chers amis,

Alors qu’arrive le moment du départ, c’est avec regret que je laisse le cher Liban. Je vous remercie, Monsieur le Président, pour vos paroles et pour avoir favorisé, avec le Gouvernement dont je salue les représentants, l’organisation des divers évènements qui ont marqué ma présence parmi vous, secondé de manière remarquable par l’efficacité des différents services de la République et du secteur privé. Je remercie aussi le Patriarche Béchara Boutros Raï, et tous les Patriarches présents ainsi que les évêques orientaux et latins, les prêtres et les diacres, les religieux et les religieuses, les séminaristes et les fidèles qui se sont déplacés pour me recevoir. Vous visitant, c’est comme si Pierre venait à vous, et vous avez reçu Pierre avec la cordialité qui caractérise vos Églises et votre culture.

Mes remerciements vont particulièrement à l’ensemble du peuple libanais qui forme une belle et riche mosaïque et qui a su manifester au Successeur de Pierre son enthousiasme, par l’apport multiforme et spécifique de chaque communauté. Je remercie cordialement les vénérables Églises sœurs et les communautés protestantes. Je remercie particulièrement les représentants des communautés musulmanes. Durant tout mon séjour, j’ai pu constater combien votre présence a contribué à la réussite de mon voyage. Le monde arabe et le monde entier auront vu, en ces temps troublés, des chrétiens et des musulmans réunis pour célébrer la paix. Il est de tradition au Moyen-Orient, de recevoir l’hôte de passage avec égard et respect, et vous l’avez fait. Je vous en remercie tous. Mais, à l’égard et au respect, vous avez apporté un complément ; il peut se comparer à l’une de ces fameuses épices orientales qui enrichit la saveur des mets : votre chaleur et votre cœur, qui m’ont donné le goût de revenir. Je vous en remercie particulièrement. Que Dieu vous bénisse pour cela !

Durant mon trop bref séjour, motivé principalement par la signature et la remise de l’Exhortation apostolique Ecclesia in Medio Oriente, j’ai pu rencontrer les différentes composantes de votre société. Il y a eu des moments plus officiels, d’autres plus intimes, des moments de haute densité religieuse et de prière fervente et d’autres encore, marqués par l’enthousiasme de la jeunesse. Je rends grâce à Dieu pour ces occasions qu’il a permises, pour les rencontres de qualité que j’ai pu avoir, et pour la prière qui a été faite par tous, et pour tous au Liban et au Moyen-Orient, quelle que soit l’origine ou la confession religieuse de chacun.

Dans sa sagesse, Salomon a fait appel à Hiram de Tyr, pour l’élévation d’une maison pour le Nom de Dieu, un sanctuaire pour l’éternité (cf. Si 47, 13). Et Hiram que j’ai évoqué en arrivant, envoya du bois provenant des cèdres du Liban (cf. 1 R 5, 22). Des boiseries de cèdre meublaient l’intérieur du Temple et portaient des guirlandes de fleurs sculptées (cf. 1 R 6, 18). Le Liban était présent dans le Sanctuaire de Dieu. Puisse le Liban d’aujourd’hui, ses habitants, continuer à être présents dans le sanctuaire de Dieu ! Puisse le Liban continuer à être un espace où les hommes et les femmes peuvent vivre en harmonie et en paix les uns avec les autres pour donner au monde, non seulement le témoignage de l’existence de Dieu, premier thème du Synode passé, mais également, celui de la communion entre les hommes, second thème du même Synode, quelle que soit leur sensibilité politique, communautaire et religieuse !

Je prie Dieu pour le Liban, afin qu’il vive dans la paix et résiste avec courage à tout ce qui pourrait la détruire ou la miner. Je souhaite au Liban de continuer à permettre la pluralité des traditions religieuses et à ne pas écouter la voix de ceux qui veulent l’en empêcher. Je souhaite au Liban de fortifier la communion entre tous ses habitants, quelle que soit leur communauté et leur religion, en refusant résolument tout ce qui pourrait conduire à la désunion, et en choisissant avec détermination la fraternité. Ce sont là des fleurs qui sont agréables à Dieu, des vertus qui sont possibles et qu’il conviendrait de consolider en les enracinant davantage.

La Vierge Marie, vénérée avec dévotion et tendresse, par les fidèles des confessions religieuses présentes ici, est un modèle sûr pour avancer avec espérance sur le chemin d’une fraternité vécue et authentique. Le Liban l’a bien compris en proclamant il y a quelque temps, le 25 mars comme jour férié, permettant ainsi à tous ses habitants de pouvoir vivre davantage leur unité dans la sérénité. Que la Vierge Marie dont les antiques sanctuaires sont si nombreux dans votre pays, continue à vous accompagner et à vous inspirer !

Que Dieu bénisse le Liban et tous les Libanais ! Qu’il ne cesse de les attirer à Lui pour leur donner part à sa vie éternelle ! Qu’il les comble de sa joie, de sa paix et de sa lumière ! Que Dieu bénisse tout le Moyen-Orient ! Sur chacun et chacune d’entre vous, j’invoque de grand cœur l’abondance des Bénédictions divines.« لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم! » [Que Dieu vous bénisse tous !]

[01148-03.02] [Texte original: Français]

 TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

Signor Presidente,

Signori Presidenti del Parlamento e del Consiglio dei Ministri,

Beatitudini e Fratelli nell’episcopato,

Autorità civili e religiose,

cari amici!

Giunto il momento della partenza, è con rammarico che lascio il caro Libano. La ringrazio, Signor Presidente, per le Sue parole e per aver favorito, insieme con il Governo di cui saluto i Rappresentanti, l’organizzazione dei diversi eventi che hanno segnato la mia presenza fra voi, assecondata in modo rimarchevole dall’efficienza dei vari servizi della Repubblica e del settore privato. Ringrazio inoltre il Patriarca Béchara Boutros Raï, e tutti i Patriarchi presenti, come pure i Vescovi orientali e latini, i sacerdoti e i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e i fedeli che sono venuti a ricevermi. Nel visitarvi, è come se Pietro fosse venuto da voi, e voi avete ricevuto Pietro con la cordialità che caratterizza le vostre Chiese e la vostra cultura.

I miei ringraziamenti vanno in particolare all’intero popolo libanese che forma un ricco e bel mosaico e che ha saputo manifestare al Successore di Pietro il proprio entusiasmo, con l’apporto multiforme e specifico di ogni comunità. Ringrazio cordialmente le venerabili Chiese sorelle e le comunità protestanti. Ringrazio particolarmente i rappresentanti delle comunità musulmane. Durante tutto il mio soggiorno, ho potuto constatare quanto la vostra presenza ha contribuito alla riuscita del mio Viaggio. Il mondo arabo e il mondo intero avranno visto, in questi tempi agitati, dei cristiani e dei musulmani riuniti per celebrare la pace. E’ tradizionale in Medio Oriente ricevere l’ospite di passaggio con attenzione e rispetto, e voi l’avete fatto. Ne sono grato a tutti voi. Ma all’attenzione e al rispetto avete aggiunto un complemento; lo si può paragonare ad una di quelle famose spezie orientali che arricchisce il sapore delle vivande: il vostro calore e il vostro cuore, che mi hanno dato il desiderio di ritornare. Ve ne ringrazio in modo particolare. Dio vi benedica per questo!

Durante il mio troppo breve soggiorno, motivato principalmente dalla firma e dalla consegna dell’Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, ho potuto incontrare le diverse componenti della vostra società. Vi sono stati momenti più ufficiali, altri più intimi, momenti di alta intensità religiosa e di fervida preghiera e altri ancora, segnati dall’entusiasmo della gioventù. Rendo grazie a Dio per queste occasioni che ha permesso, per gli incontri qualificati che ho potuto avere, e per la preghiera fatta da tutti e per tutti in Libano e in Medio Oriente, qualunque sia l’origine o la confessione religiosa di ciascuno.

Nella sua saggezza, Salomone fece appello a Hiram di Tiro, per la costruzione di una casa al Nome di Dio, un santuario per l’eternità (cfr Sir 47,13). E Hiram, che ho evocato al mio arrivo, inviò del legno proveniente dai cedri del Libano (cfr 1 Re 5,22). Legname di cedro arredavano l’interno del Tempio e recavano ghirlande di fiori scolpiti (cfr 1 Re 6,18). Il Libano era presente nel Santuario di Dio. Possano il Libano di oggi, i suoi abitanti, continuare ad essere presenti nel santuario di Dio! Possa il Libano continuare ad essere uno spazio in cui gli uomini e le donne vivano in armonia e in pace gli uni con gli altri per offrire al mondo non solo la testimonianza dell’esistenza di Dio, primo tema del Sinodo trascorso, ma ugualmente quella della comunione tra gli uomini, secondo tema dello stesso Sinodo, qualunque sia la loro sensibilità politica, comunitaria e religiosa!

Prego Dio per il Libano, affinché viva in pace e resista con coraggio a tutto ciò che potrebbe distruggerla o minacciarla. Auguro al Libano di continuare a permettere la pluralità delle tradizioni religiose e a non ascoltare la voce di coloro che vogliono impedirla. Auguro al Libano di rafforzare la comunione fra tutti i suoi abitanti, qualunque sia la loro comunità e la loro religione, rifiutando in modo risoluto tutto ciò che potrebbe condurre alla disunione, e scegliendo con determinazione la fraternità. Questi sono fiori graditi a Dio, virtù che sono possibili e che converrebbe consolidare radicandole maggiormente.

La Vergine Maria, venerata con devozione e tenerezza dai fedeli delle confessioni religiose presenti qui, è un modello sicuro per proseguire con speranza sulla via di una fraternità vissuta ed autentica. Il Libano l’ha ben compreso proclamando, qualche tempo fa, il 25 marzo come giorno festivo, permettendo così a tutti i suoi abitanti di poter vivere maggiormente la loro unità nella serenità. Che la Vergine Maria, i cui antichi santuari sono così numerosi nel vostro Paese, continui ad accompagnarvi e ad ispirarvi!

Dio benedica il Libano e tutti i libanesi. Non cessi di attirarli a sé per donare loro la vita eterna! Li colmi della sua gioia, della sua pace e della sua luce! Dio benedica tutto il Medio Oriente! Su ciascuno e ciascuna di voi invoco di tutto cuore l’abbondanza delle Benedizioni divine. « لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم » [Dio vi benedica tutti!].

[01148-01.02] [Testo originale: Francese]

 TRADUZIONE IN LINGUA INGLESE

Mr President,

Messrs President of the Parliament and of the Council of Ministers,

Your Beatitudes, my brother Bishops,

Civil and religious authorities, dear Friends,

As the moment to depart draws near, I leave Lebanon with regret. I thank you for your words, Mr President, and for promoting along with the Government whose representatives I salute, the organization of the various events during my stay with you, assisted in a special way by the efficiency of the various services of the Republic and the private sector. I thank, too, Patriarch Bechara Boutros Raï, and all the Patriarchs present, as well as the Eastern and Latin Bishops, priests, deacons, men and women religious, seminarians and faithful who came to receive me. In visiting you, it was as if Peter himself had come to you and you received him with the cordiality which characterizes your Churches and your culture.

My especial thanks go to the entire Lebanese people who form a beautiful and rich mosaic and who have shown the successor of Peter their enthusiasm by the efforts, both general and specific, of each community. I cordially thank our venerable sister Churches and the Protestant communities. I thank in particular representatives of the Muslim communities. Through my stay here, I have noticed how much your presence has contributed to the success of my journey. In these troubled times, the Arab world and indeed the entire world will have seen Christians and Muslims united in celebrating peace. It is a tradition in the Middle East to receive a guest with consideration and respect as you have done. I thank you all. But, to that consideration and respect, you added something else, which can be compared to one of those renowned oriental spices which enriches the taste of food: your warmth and your affection, which make me wish to return. I thank you for that especially. May God bless you for it!

During my all too brief stay, motivated principally by the signature and consigning of the Apostolic Exhortation Ecclesia in Oriente, I have been able to meet various elements of your society. There were moments that were more official in character, others that were more intimate, moments of great religious importance and of fervent prayer, and others marked by the enthusiasm of young people. I give thanks to God for granting these occasions, for these meaningful encounters which I was able to have, and for the prayer offered by all and for all in Lebanon and the Middle East, whatever their origins or religious beliefs.

In his wisdom, Solomon asked Hiram of Tyre to build a house for the name of God, a sanctuary for all eternity (cf. Sir 47:13). And Hiram, whom I mentioned at my arrival, sent wood taken from the cedars of Lebanon (cf. 1 Kg 5:22). Cedar furnishings adorned the interior of the Temple, with garlands of sculpted flowers (cf. 1 Kg 6:18). Lebanon was present in the sanctuary of God. May the Lebanon of today, and her inhabitants, also dwell in the sanctuary of God! May Lebanon continue to be a place where men and women can live in harmony and peace with each other, in order to give the world not only a witness to the presence of God, the primary theme of this past Synod, but also a witness to the communion between people, the second theme of the Synod, whatever their political, social, or religious standpoint.

I pray to God for Lebanon, that she may live in peace and courageously resist all that could destroy or undermine that peace. I hope that Lebanon will continue to permit the plurality of religious traditions and not listen to the voices of those who wish to prevent it. I hope that Lebanon will fortify the communion among all her inhabitants, whatever their community or religion, that she will resolutely reject all that could lead to disunity, and with determination choose brotherhood. These are blossoms pleasing to God, virtues that are possible and that merit consolidation by becoming more deeply rooted.

The Virgin Mary, venerated with devotion and tenderness by the faithful of the religious confessions here present, is a sure model for going forward in hope along the path of a lived and authentic brotherhood. Lebanon understood this well when, some time ago, she proclaimed 25 March as a holiday, thus allowing everyone to live more deeply their unity in serenity. May the Virgin Mary, whose ancient shrines are so numerous in your country, continue to accompany and inspire you!

May God bless Lebanon and all the Lebanese! May he never cease to draw them to himself so as to offer them a share in his eternal life! May he fill them with his joy, his peace and his light! May God bless all the Middle East! Upon all of you, I affectionately invoke abundant divine blessings. « لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم » – God bless you all!

[01148-02.02] [Original text: French]

 TRADUZIONE IN LINGUA TEDESCA

Herr Präsident,

meine Herren Präsidenten des Parlaments und des Ministerrats,

Vertreter des Parlaments und der Regierung,

Eure Seligkeiten und Brüder im Bischofsamt,

werte Vertreter des öffentlichen und des religiösen Lebens,

liebe Freunde!

Da nun der Augenblick des Abschieds gekommen ist, verlasse ich mit Wehmut den geliebten Libanon. Ich danke Ihnen, Herr Präsident, für Ihre Worte und dafür, daß Sie zusammen mit der Regierung – deren Vertreter ich grüße – die Organisation der verschiedenen Ereignisse während meines Aufenthalts bei Ihnen durch die Leistung der verschiedenen Dienste des Staates und des privaten Bereichs auf bemerkenswerte Weise unterstützt haben. Ich danke auch Patriarch Béchara Boutros Raï und allen anwesenden Patriarchen sowie den orientalischen und lateinischen Bischöfen, den Priestern und den Diakonen, den Ordensmännern und Ordensfrauen, den Seminaristen und den Gläubigen, die sich aufgemacht haben, um mich zu empfangen. Mein Besuch war so, als wäre Petrus zu euch gekommen, und ihr habt mich mit der Herzlichkeit empfangen, die ein Wesenszug eurer Kirchen und eurer Kultur ist.

Mein Dank geht besonders an das ganze libanesische Volk, das ein schönes und reiches Mosaik darstellt und es vermocht hat, dem Nachfolger des Petrus durch den vielgestaltigen und besonderen Beitrag jeder Gemeinde seinen Enthusiasmus zu bekunden. Herzlich danke ich den ehrwürdigen Schwesterkirchen und den protestantischen Gemeinschaften. Ein besonderer Dank gilt den Vertretern der muslimischen Gemeinschaften. Während meines gesamten Aufenthalts konnte ich feststellen, wie eure Anwesenheit zum Gelingen meiner Reise beigetragen hat. Die arabische Welt und die ganze Menschheit werden gesehen haben, wie sich Christen und Muslime vereinen, um den Frieden zu feiern. Im Nahen Osten ist es Tradition, den Gast, der sich auf der Durchreise befindet, mit Aufmerksamkeit und Respekt zu empfangen; und das habt ihr getan. Dafür danke ich allen. Aber im Hinblick auf Achtung und Respekt habt ihr eine Ergänzung vorgenommen; sie ist mit einem dieser berühmten orientalischen Gewürze vergleichbar, das den Geschmack der Speisen bereichert: Eure Wärme und eure Herzlichkeit haben mir darauf Geschmack gemacht wiederzukommen. Dafür danke ich euch besonders. Möge euch Gott dafür segnen!

Während meines allzu kurzen Aufenthaltes, dessen Anlaß ja vor allem die Unterzeichnung und Übergabe des Apostolischen Schreibens Ecclesia in Medio Oriente war, konnte ich den verschiedenen Teilen eurer Gesellschaft begegnen. Es gab Gelegenheiten, die eher offiziellen Charakter hatten, und andere, die von größerer Vertraulichkeit geprägt waren, Augenblicke von großer religiöser Dichte und inbrünstigem Gebet, und noch weitere, die vom Enthusiasmus der Jugend geprägt waren. Ich danke Gott für diese mir gewährten Gelegenheiten, für die anspruchsvollen Begegnungen, die ich haben konnte, und für das Gebet, das von allen und für alle im Libanon und im Nahen Osten dargebracht wurde – jedes Gebet, unabhängig von seinem religiösen Ursprung oder dem religiösen Bekenntnis, aus dem es kommt.

In seiner Weisheit hat Salomon den König Hiram von Tyrus bewegt, zum Bau eines Haus für den Namen des Herrn, eines Heiligtums für immer (vgl. Sir 47,13), beizutragen. Und Hiram, an den ich bei meiner Ankunft erinnert habe, sandte Holz, das von Zedern aus dem Libanon stammte (vgl. 1 Kön 5,22). Mit Vertäfelungen aus Zedernholz, die mit eingeschnitzten Blütenranken verziert waren, wurde der Innenraum des Tempels ausgestattet (vgl. 1 Kön 6, 8). Der Libanon war im Heiligtum Gottes, gegenwärtig. Könnte der heutige Libanon, könnten seine Bewohner doch weiterhin im Heiligtum Gottes anwesend sein! Könnte der Libanon weiterhin ein Ort sein, wo die Männer und Frauen in Eintracht und in Frieden miteinander zu leben vermögen, um der Welt nicht nur das Zeugnis von der Existenz Gottes – das war das erste Thema der vergangenen Synode – zu geben, sondern ebenso das Zeugnis von der Gemeinschaft zwischen den Menschen – dem zweiten Thema der Synode wie es auch immer um ihre politische, gemeinschaftliche und religiöse Sensibilität steht!

Ich bete zu Gott für den Libanon, damit er im Frieden lebe und mutig allem widerstehe, was ihn zerstören oder bedrohen könnte. Ich wünsche dem Libanon, daß er weiterhin die Vielfalt religiöser Traditionen zuläßt und daß er nicht auf die Stimme jener hört, die sie verhindern wollen. Ich wünsche dem Libanon, daß er die Gemeinschaft unter allen seinen Bewohnern stärkt, was auch immer ihre Herkunft und Religionszugehörigkeit sei, indem er alles entschieden zurückweist, was zum Auseinanderbrechen führen könnte, und sich mit Entschlossenheit für die Brüderlichkeit entscheidet. Da gibt es gottgefällige Blüten, Tugenden, die möglich sind und für die es angebracht wäre, sie durch tiefere Verwurzelung zu festigen.

Die Jungfrau Maria, die von den Gläubigen der hier anwesenden Konfessionen mit frommer Hingabe und Zärtlichkeit verehrt wird, ist ein zuverlässiges Vorbild, um auf dem Weg zu einer gelebten und glaubwürdigen Brüderlichkeit voranzukommen. Das hat der Libanon gut verstanden, als er vor einiger Zeit den 25. März zum Feiertag erklärt hat und damit allen seinen Bewohnern gestattet, ihre Einheit in froher Gelassenheit leben zu können. Möge die Jungfrau Maria, deren alte Heiligtümer in eurem Land so zahlreich sind, euch weiterhin begleiten und inspirieren!

Gott segne den Libanon und alle Libanesen! Er möge nicht aufhören, sie an sich zu ziehen, um sie an seinem ewigen Leben teilhaben zu lassen! Er erfülle sie mit seiner Freude, seinem Frieden und seinem Licht! Gott segne den ganzen Nahen Osten! Auf jeden und auf jede von euch rufe ich aus ganzem Herzen die Fülle göttlicher Segnungen herab. « لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم » [Gott segne euch alle!].

[01148-05.01] [Originalsprache: Französisch]

 TRADUZIONE IN LINGUA SPAGNOLA

Señor Presidente,

Señores Presidentes del Parlamento y del Consejo de ministros,

Beatitudes y hermanos en el episcopado,

Autoridades civiles y religiosas y queridos amigos

Ha llegado el momento de partir, y dejo con pesar el querido Líbano. Señor Presidente, le agradezco sus palabras y el haber facilitado, junto con el Gobierno, a cuyos representantes saludo, la organización de los distintos acontecimientos que han marcado mi presencia entre vosotros, apoyado de manera notable por la eficacia de los diferentes servicios de la República y del sector privado. Agradezco también al Patriarca Béchara Boutros Raï, y a todos los patriarcas presentes, así como a los obispos orientales y latinos, los sacerdotes y los diáconos, los religiosos y religiosas, los seminaristas y los fieles que se han desplazado para recibirme. Al visitaros, es como si Pedro viniese a vosotros, y vosotros habéis recibido a Pedro con la cordialidad que caracteriza a vuestras Iglesias y vuestra cultura.

Mi agradecimiento se dirige en particular a todo el pueblo libanés, que forma un hermoso y rico mosaico, y que ha sabido manifestar al Sucesor de Pedro su entusiasmo, con la aportación multiforme y específica de cada comunidad. Gracias de corazón a las venerables Iglesias hermanas y a las comunidades protestantes. Gracias en particular a los representantes de las comunidades musulmanas. Durante toda mi estancia, he podido constatar cuánto vuestra presencia ha contribuido al éxito de mi viaje. El mundo árabe y el mundo entero habrán visto, en estos momentos de turbación, a los cristianos y a los musulmanes reunidos para celebrar la paz. Es tradición de Oriente Medio recibir al huésped de paso con consideración y respeto, y vosotros lo habéis hecho. Os lo agradezco a todos. Pero, a la consideración y al respeto, habéis añadido algo más: algo parecido a una de esas famosas especias orientales que enriquecen el sabor de los alimentos: vuestro calor y vuestro corazón, que me han despertado el deseo de volver. Os lo agradezco de manera especial. Que Dios os bendiga por ello.

Durante mi brevísima estancia, cuya razón principal ha sido la firma y la entrega de la Exhortación apostólica Ecclesia in Medio Oriente, he podido encontrar a los diferentes miembros de vuestra sociedad. Ha habido momentos más oficiales y otros más íntimos, momentos de gran densidad religiosa y de oración ferviente, y también otros marcados por el entusiasmo de la juventud. Doy gracias a Dios por estas ocasiones que él ha permitido, por los importantes encuentros que he podido tener, y por la oración de todos por todos los libaneses y el Medio Oriente, cualquiera que sea el origen o la confesión religiosa de cada uno.

En su sabiduría, Salomón llamó a Hirán de Tiro, para que erigiera una casa como morada del Nombre de Dios, un santuario para la eternidad (cf. Si 47,13). Y Hirán, al que ya evoqué a mi llegada, envió madera proveniente de los cedros del Líbano (cf. 1 R 5,22). Paneles de madera de cedro con guirnaldas de flores esculpidas revestían el interior del templo (cf. 1 R 6,18). El Líbano estaba presente en el Santuario de Dios. Que el Líbano de hoy, sus habitantes, pueda seguir estando presente en el santuario de Dios. Que el Líbano continúe siendo un espacio donde los hombres y las mujeres puedan vivir en armonía y en paz los unos con los otros para dar al mundo, no sólo el testimonio de la existencia de Dios, primer tema del pasado Sínodo, sino también el de la comunión entre los hombres, cualquiera que sea su sensibilidad política, comunitaria o religiosa, segundo tema de dicho Sínodo.

Pido a Dios por el Líbano, para que viva en paz y resista con valentía todo lo que pueda destruirla o minarla. Deseo que el Líbano siga permitiendo la pluralidad de las tradiciones religiosas, sin dejarse llevar por la voz de aquellos que se lo quieren impedir. Le deseo que fortalezca la comunión entre todos sus habitantes, cualquiera que sea su comunidad o su religión, rechazando resueltamente todo lo que pueda llevar a la desunión y optando con determinación por la fraternidad. He aquí las flores que agradan a Dios, las virtudes posibles y que convendría consolidar enraizándolas más.

La Virgen María, venerada con tierna devoción por los fieles de las confesiones religiosas aquí presentes, es un modelo seguro para avanzar con esperanza por el camino de una fraternidad vivida y auténtica. El Líbano lo ha entendido bien al proclamar desde hace algún tiempo el 25 de marzo como día festivo, permitiendo así a todos sus habitantes vivir con más serenidad su unidad. Que la Virgen María, cuyos antiguos santuarios son tan numerosos en vuestro país, siga acompañándoos e inspirándoos.

Que Dios bendiga el Líbano y a todos los libaneses. Que no cese de atraerlos a Él para darles parte en su vida eterna. Que los colme de su alegría, de su paz y de su luz. Que Dios bendiga a todo Oriente Medio. Sobre todos y cada uno de vosotros, invoco de corazón la abundancia de las bendiciones divinas. « لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم » [Que Dios os bendiga a todos].

[01148-04.02] [Texto original: Francés]

 TRADUZIONE IN LINGUA PORTOGHESE

Senhor Presidente da República,

Senhores Presidentes do Parlamento e do Conselho de Ministros,

Suas Beatitudes, amados Irmãos no Episcopado,

Ilustres Autoridades civis e religiosas,

Queridos amigos!

Chegado o momento da partida, é com pena que deixo este querido Líbano. Agradeço-lhe, Senhor Presidente, as suas palavras e o ter favorecido, com o Governo cujos Representantes saúdo, a organização dos diversos acontecimentos que marcaram a minha presença no vosso meio, assistida de forma notável pela eficiência dos diversos serviços da República e do sector privado. Agradeço também ao Patriarca Béchara Boutros Raï e a todos os Patriarcas presentes bem como aos Bispos orientais e latinos, aos presbíteros e aos diáconos, aos religiosos e religiosas, aos seminaristas e aos fiéis que se deslocaram para me receber. Visitando-vos, é como se Pedro viesse ter convosco, e vós recebestes Pedro com a cordialidade que caracteriza as vossas Igrejas e a vossa cultura.

Os meus agradecimentos dirigem-se de modo particular para todo o povo libanês, que forma um belo e rico mosaico e que soube manifestar ao Sucessor de Pedro o seu entusiasmo, graças à contribuição multiforme e específica de cada comunidade. Agradeço cordialmente às veneráveis Igrejas irmãs e às comunidades protestantes. Agradeço de modo particular aos representantes das comunidades muçulmanas. Durante toda a minha estadia, pude constatar quanto a vossa presença contribuiu para o bom êxito da minha viagem. O mundo árabe e o mundo inteiro verão, nestes tempos conturbados, cristãos e muçulmanos reunidos para celebrar a paz. É tradicional no Médio Oriente receber o hóspede de passagem com consideração e respeito, e assim o fizestes. A todos agradeço. Mas, à consideração e ao respeito, juntastes um complemento, que se pode comparar a uma daquelas famosas especiarias orientais que enriquece o sabor dos alimentos: o vosso calor e o vosso coração, que me deixaram o desejo de voltar. Eu vo-lo agradeço de forma particular. Deus vos abençoe por isso.

Durante a minha breve estadia, motivada principalmente pela assinatura e entrega da Exortação apostólica Ecclesia in Medio Oriente, pude encontrar os diversos componentes da vossa sociedade. Houve momentos mais oficiais, outros mais íntimos, momentos de alta densidade religiosa e fervorosa oração, e outros ainda marcados pelo entusiasmo da juventude. Dou graças a Deus por estas oportunidades que Ele permitiu, pelos encontros qualificados que pude ter, e pela oração que foi feita por todos e a favor de todos no Líbano e no Médio Oriente, independentemente da origem ou da confissão religiosa de cada um.

Na sua sabedoria, Salomão fez apelo a Hiram de Tiro para o ajudar na construção duma casa ao nome de Deus, um santuário para a eternidade (cf. Sir 47, 13). E Hiram, que evoquei à minha chegada, enviou madeira dos cedros do Líbano (cf. 1 Rs 5, 22). Todo o interior do Templo era revestido de cedro em tábuas entalhadas com flores e frutos (cf. 1 Rs 6, 18). O Líbano estava presente no santuário de Deus. Oxalá o Líbano de hoje, com os seus habitantes, continue a estar presente no santuário de Deus. Possa o Líbano continuar a ser um espaço onde os homens e as mulheres vivam em harmonia e paz uns com os outros, para darem ao mundo, não apenas o testemunho da existência de Deus – primeiro tema do Sínodo passado – mas igualmente o da comunhão entre os homens – segundo tema do Sínodo –, qualquer que seja a sua sensibilidade política, comunitária e religiosa.

Rezo a Deus pelo Líbano, para que viva em paz e resista com coragem a tudo o que poderia destrui-la ou ameaçá-la. Desejo que o Líbano continue a permitir a pluralidade das tradições religiosas e a não dar ouvidos à voz daqueles que a querem impedir. Espero que o Líbano reforce a comunhão entre todos os seus habitantes, seja qual for a comunidade e religião a que pertençam, rejeitando decididamente tudo o que poderia levar à desunião e optando com determinação pela fraternidade. Estas são as flores agradáveis a Deus, virtudes que são possíveis e conviria consolidá-las com um enraizamento ainda maior.

A Virgem Maria, venerada com devoção e ternura pelos fiéis das confissões religiosas aqui presentes, é um modelo seguro para avançar com esperança pelo caminho duma fraternidade vivida e autêntica. Bem o compreendeu o Líbano, ao proclamar há algum tempo o dia 25 de Março como feriado, permitindo assim a todos os seus habitantes poder viver em medida crescente a sua unidade na serenidade. Que a Virgem Maria, cujos santuários antigos são tão numerosos no vosso país, continue a acompanhar-vos e a inspirar-vos.

Deus abençoe o Líbano e todos os libaneses. Que Ele não cesse de atraí-los a Si para lhes conceder a vida eterna. Que Ele os cumule da sua alegria, da sua paz e da sua luz. Deus abençoe todo o Médio Oriente. Sobre cada um e cada uma de vós, invoco de todo o coração a abundância das bênçãos divinas. « لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم » [Deus vos abençoe a todos].

[01148-06.02] [Texto original: Francês]

 TRADUZIONE IN LINGUA POLACCA

Szanowny Panie Prezydencie,

Panowie Przewodniczący Parlamentu i Rady ministrów,

Wasze Świątobliwości i Bracia w biskupstwie,

Przedstawiciele władz świeckich i religijnych, drodzy przyjaciele!

Oto nadchodzi chwila wyjazdu i z żalem opuszczam drogi Liban. Dziękuję Panu, Panie Prezydencie, za Pańskie słowa i za wspieranie umożliwienie – wraz z rządem, którego przedstawicieli pozdrawiam – organizacji różnych wydarzeń, które naznaczyły moją obecność wśród was, znakomicie wspieraną przez skuteczność różnych służb Republiki oraz sektora prywatnego. Dziękuję również patriarsze Becharze Boutrosowi Raï oraz wszystkim obecnym patriarchom, a także biskupom wschodnim i łacińskim, kapłanom, diakonom, zakonnikom, zakonnicom, seminarzystom i wiernym, którzy przybyli, aby mnie przyjąć. Wizyta u was odbyła się tak, jakby przybył do was Piotr, a wy przyjęliście Piotra z serdecznością, która charakteryzuje wasze Kościoły i waszą kulturę.

Moje podziękowania kieruję szczególnie do całego narodu libańskiego, tworzącego piękną i bogatą mozaikę, który potrafił okazać Następcy Piotra swój entuzjazm poprzez różnorodny i specyficzny wkład każdej wspólnoty. Serdecznie dziękuję czcigodnym Kościołom siostrzanym i wspólnotom protestanckim. W sposób szczególny dziękuję przedstawicielom wspólnot muzułmańskich. Podczas mojego pobytu mogłem przekonać się jak bardzo wasza obecność przyczyniła się do owocnego spełnienia tej podróży. Świat arabski i cały świat mogły zobaczyć, w tych wzburzonych czasach, chrześcijan i muzułmanów zgromadzonych, by celebrować pokój. Do tradycji Bliskiego Wschodu należy przyjmowanie przybywającego gościa z poważaniem i szacunkiem – i tak uczyniliście. Dziękuję za to wam wszystkim. Ale do poważania i szacunku dodaliście coś jeszcze; można to porównać do jednej ze słynnych przypraw orientalnych, która wzbogaca smak potraw: wasze ciepło i serdeczność, które sprawiają, że mam ochotę przybyć tu ponownie. Dziękuję wam za to szczególnie. Niech was za to Bóg błogosławi!

Podczas mojego nazbyt krótkiego pobytu, motywowanego głównie podpisaniem i przekazaniem adhortacji apostolskiej Ecclesia in Medio Oriente, mogłem spotkać różne grupy waszego społeczeństwa. Były chwile bardziej formalne, inne bardziej bezpośrednie, chwile bardzo intensywne religijnie i żarliwej modlitwy, a także naznaczone entuzjazmem młodzieży. Dziękuję Bogu za te dane mi okazje do doskonałych spotkań i za modlitwę wznoszoną przez wszystkich i za wszystkich w Libanie i na Bliskim Wschodzie, niezależnie od ich pochodzenia czy wyznawanej religii.

W swojej mądrości Salomon odwołał się do Hirama z Tyru, aby wznieść dom dla Imienia Bożego, przybytek na wieki (por. Syr 47, 13). Hiram, którego wspomniałem przybywając, posłał drewno pochodzące z cedrów libańskich (por. 1 Krl 5, 22). Cedrowa boazeria wypełniała wnętrze świątyni i zdobiły je wyrzeźbione girlandy kwiecia (por. 1 Krl 6, 18). Liban był obecny w przybytku Boga. Oby dzisiejszy Liban, jego mieszkańcy nadal byli obecni w przybytku Boga! Oby Liban nadal był miejscem, w którym mężczyźni i kobiety mogą żyć we wzajemnej zgodzie i pokoju, aby dawać światu nie tylko świadectwo o istnieniu Boga, pierwszym temacie minionego Synodu, ale także świadectwo komunii między ludźmi, drugim temacie tego samego Synodu, niezależnie od ich wrażliwości politycznej, społecznej i religijnej!

Modlę się do Boga za Liban, aby mógł żyć w pokoju i odważnie przeciwstawiał się temu wszystkiemu, co mogłoby go zniszczyć lub osłabić. Życzę Libanowi, aby nadal pozwalał na pluralizm tradycji religijnych, a nie wsłuchiwał się w głos tych, którzy chcą go uniemożliwić. Życzę Libanowi, aby umacniał jedność wszystkich swoich mieszkańców bez względu na ich przynależność wspólnotową i religijną, odrzucając stanowczo to wszystko, co mogłoby doprowadzić do podziału i zdecydowanie wybierając braterstwo. To właśnie te kwiaty są miłe Bogu, cnoty, które są możliwe i których zakorzenienie należałoby jeszcze bardziej umacniać.

Maryja Panna, pobożnie i z miłością czczona przez wyznawców obecnych tu religii jest pewnym wzorem kroczenia z nadzieją drogą autentycznego i wcielonego w życie braterstwa. Liban dobrze to zrozumiał ogłaszając jakiś czas temu 25 marca dniem wolnym od pracy, pozwalając w ten sposób wszystkim swym mieszkańcom, by pełniej żyli swoją jednością w pogodzie ducha. Niech Maryja Dziewica, której starożytne sanktuaria są w waszej ojczyźnie tak liczne, nadal wam towarzyszy i was inspiruje!

Niech Bóg błogosławi Liban i wszystkich Libańczyków! Niech nie przestaje ich pociągać ku sobie, aby im dać udział w swoim życiu wiecznym! Niech ich napełnia swoją radością, swoim pokojem i światłem! Niech Bóg błogosławi cały Bliski Wschód! Modlę się z całego serca o obfitość Bożego błogosławieństwa dla każdego z was. «لِيُبَارِك الربُّ جميعَكُم  » [Niech Bóg błogosławi was wszystkich!].

[01148-09.01] [Testo originale: Francese]

TELEGRAMMA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL LIBANO

Alle ore 19 il Santo Padre Benedetto XVI ha lasciato l’aeroporto internazionale "Rafiq Hariri" di Beirut a bordo di un A 320 M.E.A., diretto a Roma.
Ai confini dello spazio aereo del Libano, il Papa ha fatto pervenire al Presidente della Repubblica, Gen. Michel Sleiman, il seguente messaggio telegrafico:

SON EXCELLENCE MONSIEUR LE GÉNÉRAL MICHEL SLEIMAN
PRÉSIDENT DE LA RÉPUBLIQUE DU LIBAN
BEYROUTH

AU TERME DE MON VOYAGE APOSTOLIQUE DANS VOTRE PAYS, J’AI LA JOIE D’ADRESSER DE NOUVEAU À VOTRE EXCELLENCE ET À SES COMPATRIOTES MES VŒUX LES PLUS SINCÈRES. AVEC ÉMOTION, JE RENDS GRÂCE AU SEIGNEUR POUR L’ACCUEIL CHALEUREUX QUE VOUS M’AVEZ OFFERT, POUR LE BON DÉROULEMENT ET POUR LA BELLE RÉUSSITE DE CETTE VISITE. J’EXPRIME À NOUVEAU MA GRATITUDE À TOUS CEUX QUI ONT ŒUVRÉ ET COLLABORÉ À SON ORGANISATION ET À SA SÉCURITÉ. DE GRAND CŒUR, J’INVOQUE SUR VOTRE EXCELLENCE ET SUR TOUS SES COMPATRIOTES L’ABONDANCE DES BÉNÉDICTIONS DIVINES!

BENEDICTUS PP. XVI

[01157-03.01] [Texte original: Français]

[B0519-XX.02]