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L’UDIENZA GENERALE, 30.05.2012


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE  

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo,

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando la Sua catechesi sulla preghiera nelle Lettere di San Paolo, ha incentrato la Sua meditazione sul tema: "In Gesù Cristo il "sì" fedele di Dio e l’ "amen" della Chiesa" (2Cor 1,3-14.19-20).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA  

Cari fratelli e sorelle,

in queste catechesi stiamo meditando la preghiera nelle lettere di san Paolo e cerchiamo di vedere la preghiera cristiana come un vero e personale incontro con Dio Padre, in Cristo, mediante lo Spirito Santo. Oggi in questo incontro entrano in dialogo il «sì» fedele di Dio e l’«amen» fiducioso dei credenti. E vorrei sottolineare questa dinamica, soffermandomi sulla Seconda Lettera ai Corinzi. San Paolo invia questa appassionata Lettera a una Chiesa che più volte ha messo in discussione il suo apostolato, ed egli apre il suo cuore perché i destinatari siano rassicurati sulla sua fedeltà a Cristo e al Vangelo. Questa Seconda Lettera ai Corinzi inizia con una delle preghiere di benedizione più alte del Nuovo Testamento. Suona così: «Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio» (2Cor 1,3-4).

Quindi Paolo vive in grande tribolazione, sono molte le difficoltà e le afflizioni che ha dovuto attraversare, ma non ha mai ceduto allo scoraggiamento, sorretto dalla grazia e dalla vicinanza del Signore Gesù Cristo, per il quale era diventato apostolo e testimone consegnando nelle sue mani tutta la propria esistenza. Proprio per questo, Paolo inizia questa Lettera con una preghiera di benedizione e di ringraziamento verso Dio, perché non c’è stato alcun momento della sua vita di apostolo di Cristo in cui abbia sentito venir meno il sostegno del Padre misericordioso, del Dio di ogni consolazione. Ha sofferto terribilmente, lo dice proprio in questa Lettera, ma in tutte queste situazioni, dove sembrava non aprirsi una ulteriore strada, ha ricevuto consolazione e conforto da Dio. Per annunziare Cristo ha subito anche persecuzioni, fino ad essere rinchiuso in carcere, ma si è sentito sempre interiormente libero, animato dalla presenza di Cristo e desideroso di annunciare la parola di speranza del Vangelo. Dal carcere così scrive a Timoteo, suo fedele collaboratore. Lui in catene scrive: «la Parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, affinché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo, insieme alla gloria eterna» (2Tm 2,9b-10). Nel suo soffrire per Cristo, egli sperimenta la consolazione di Dio. Scrive: «come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così per mezzo di Cristo, abbonda la nostra consolazione» (2Cor 1,5).

Nella preghiera di benedizione che introduce la Seconda Lettera ai Corinzi domina quindi, accanto al tema delle afflizioni, il tema della consolazione, da non intendersi solo come semplice conforto, ma soprattutto come incoraggiamento ed esortazione a non lasciarsi vincere dalla tribolazione e dalle difficoltà. L’invito è a vivere ogni situazione uniti a Cristo, che carica su di sé tutta la sofferenza e il peccato del mondo per portare luce, speranza, e redenzione. E così Gesù ci rende capaci di consolare a nostra volta quelli che si trovano in ogni genere di afflizione. La profonda unione con Cristo nella preghiera, la fiducia nella sua presenza, conducono alla disponibilità a condividere le sofferenze e le afflizioni dei fratelli. Scrive Paolo: «Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non frema?» (2Cor 11,29). Questa condivisione non nasce da una semplice benevolenza, né solo dalla generosità umana o dallo spirito di altruismo, bensì scaturisce dalla consolazione del Signore, dal sostegno incrollabile della «straordinaria potenza che viene da Dio e non da noi» (2Cor 4,7).

Cari fratelli e sorelle, la nostra vita e il nostro cammino cristiano sono segnati spesso da difficoltà, da incomprensioni, da sofferenze. Tutti lo sappiamo. Nel rapporto fedele con il Signore, nella preghiera costante, quotidiana, possiamo anche noi, concretamente, sentire la consolazione che viene da Dio. E questo rafforza la nostra fede, perché ci fa sperimentare in modo concreto il «sì» di Dio all’uomo, a noi, a me, in Cristo; fa sentire la fedeltà del suo amore, che giunge fino al dono del suo Figlio sulla Croce. Afferma san Paolo: «Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunziato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu "sì" e "no", ma in lui ci fu il "sì". Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono "sì". Per questo per mezzo di lui sale a Dio il nostro "amen", per la sua gloria» (2Cor 1,19-20). Il «sì» di Dio non è dimezzato, non va tra «sì» e «no», ma è un semplice e sicuro «sì». E a questo «sì» noi rispondiamo con il nostro «sì», con il nostro «amen» e così siamo sicuri nel «sì» di Dio.

La fede non è primariamente azione umana, ma dono gratuito di Dio, che si radica nella sua fedeltà, nel suo «sì», che ci fa comprendere come vivere la nostra esistenza amando Lui e i fratelli. Tutta la storia della salvezza è un progressivo rivelarsi di questa fedeltà di Dio, nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti, nella certezza che «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!», come dichiara l’Apostolo nella Lettera ai Romani (11,29).

Cari fratelli e sorelle, il modo di agire di Dio - ben diverso dal nostro - ci dà consolazione, forza e speranza perché Dio non ritira il suo «sì». Di fronte ai contrasti nelle relazioni umane, spesso anche familiari, noi siamo portati a non perseverare nell’amore gratuito, che costa impegno e sacrificio. Invece, Dio non si stanca con noi, non si stanca mai di avere pazienza con noi e con la sua immensa misericordia ci precede sempre, ci viene incontro per primo, è assolutamente affidabile questo suo «sì». Nell’evento della Croce ci offre la misura del suo amore, che non calcola, che non ha misura. San Paolo nella Lettera a Tito scrive: «È apparsa la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini» (Tt 3,4). E perché questo «sì» si rinnovi ogni giorno «ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2Cor 1,21b-22).

E’ infatti lo Spirito Santo che rende continuamente presente e vivo il «sì» di Dio in Gesù Cristo e crea nel nostro cuore il desiderio di seguirlo per entrare totalmente, un giorno, nel suo amore, quando riceveremo una dimora non costruita da mani umane nei cieli. Non c’è persona che non sia raggiunta e interpellata da questo amore fedele, capace di attendere anche quanti continuano a rispondere con il «no» del rifiuto o dell’indurimento del cuore. Dio ci aspetta, ci cerca sempre, vuole accoglierci nella comunione con Sé per donare a ognuno di noi pienezza di vita, di speranza e di pace.

Sul «sì» fedele di Dio s’innesta l’«amen» della Chiesa che risuona in ogni azione della liturgia: «amen» è la risposta della fede che chiude sempre la nostra preghiera personale e comunitaria, e che esprime il nostro «sì» all’iniziativa di Dio. Spesso rispondiamo per abitudine col nostro «amen» nella preghiera, senza coglierne il significato profondo. Questo termine deriva da ’aman che, in ebraico e in aramaico, significa «rendere stabile», «consolidare» e, di conseguenza, «essere certo», «dire la verità». Se guardiamo alla Sacra Scrittura, vediamo che questo «amen» è detto alla fine dei Salmi di benedizione e di lode, come, ad esempio, nel Salmo 41: «Per la mia integrità tu mi sostieni e mi fai stare alla tua presenza per sempre. Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele, da sempre e per sempre. Amen, amen» (vv. 13-14). Oppure esprime adesione a Dio, nel momento in cui il popolo di Israele ritorna pieno di gioia dall’esilio babilonese e dice il suo «sì», il suo «amen» a Dio e alla sua Legge. Nel Libro di Neemia si narra che, dopo questo ritorno, «Esdra aprì il libro (della Legge) in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani» (Ne 8,5-6).

Sin dagli inizi, quindi, l’«amen» della liturgia giudaica è diventato l’«amen» delle prime comunità cristiane. E il libro della liturgia cristiana per eccellenza, l’Apocalisse di San Giovanni, inizia con l’«amen» della Chiesa: «A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli. Amen» (Ap 1,5b-6). Così nel primo capitolo dell'Apocalisse. E lo stesso libro si chiude con l’invocazione «Amen, vieni, Signore Gesù» (Ap 22,21).

Cari amici, la preghiera è l’incontro con una Persona viva da ascoltare e con cui dialogare; è l’incontro con Dio che rinnova la sua fedeltà incrollabile, il suo «sì» all’uomo, a ciascuno di noi, per donarci la sua consolazione in mezzo alle tempeste della vita e farci vivere, uniti a Lui, un’esistenza piena di gioia e di bene, che troverà il suo compimento nella vita eterna.

Nella nostra preghiera siamo chiamati a dire «sì» a Dio, a rispondere con questo «amen» dell’adesione, della fedeltà a Lui di tutta la nostra vita. Questa fedeltà non la possiamo mai conquistare con le nostre forze, non è solo frutto del nostro impegno quotidiano; essa viene da Dio ed è fondata sul «sì» di Cristo, che afferma: mio cibo è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). E’ in questo «sì» che dobbiamo entrare, entrare in questo «sì» di Cristo, nell’adesione alla volontà di Dio, per giungere con san Paolo ad affermare che non siamo noi a vivere, ma è Cristo stesso che vive in noi. Allora l’«amen» della nostra preghiera personale e comunitaria avvolgerà e trasformerà tutta la nostra vita, una vita di consolazione di Dio, una vita immersa nell'Amore eterno e incrollabile. Grazie.

[00755-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Sintesi della catechesi in lingua portoghese  

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers frères et sœurs,

pour l’apôtre Paul la prière est une rencontre personnelle avec Dieu, un dialogue entre le oui fidèle de Dieu et l’amen confiant du croyant. Il témoigne aux Corinthiens assaillis par le doute et le découragement, que la grâce du Seigneur l’a toujours accompagné au milieu des épreuves. Même prisonnier, il reste intérieurement libre, porté par l’unique souci d’annoncer l’Évangile à tous. ‘La Parole de Dieu n’est pas enchaînée’, écrira-t-il à Tite. Paul exhorte à surmonter les difficultés, en étant uni au Christ, qui prend sur lui la souffrance et le péché du monde et apporte l’espérance et la rédemption. La consolation de Dieu nous est donnée dans la prière quotidienne. Et ainsi réconfortés, nous pouvons consoler nos frères. La foi est le don gratuit de Dieu, le oui de Dieu à l’homme dans le Christ qui nous apprend à vivre en l’aimant et en aimant nos frères. Malgré nos infidélités continuelles, ‘les dons et l’appel de Dieu sont irrévocables’ ! Ce mode d’agir de Dieu est bien différent du nôtre, chers amis. Dans nos relations avec les autres, nous avons du mal à persévérer dans l’amour gratuit, qui entraîne effort et sacrifices. Appuyons-nous sur la fidélité de Dieu qui cherche toujours à nous rejoindre. Répondons à son désir de communion avec nous par l’amen joyeux et vrai de toute notre vie.

Je salue les pèlerins francophones, particulièrement l’Association Markant de Belgique, et les groupes de Nouméa, en Nouvelle Calédonie, et de Châteauneuf de Galaure, ainsi que les jeunes du Collège Saint André de Colmar. Puisse l’Esprit Saint créer en nous le désir de suivre le Christ pour annoncer l’Évangile à tous ! Je vous souhaite un bon pèlerinage.

[00756-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Dear Brothers and Sisters,

In our continuing reflection on prayer in the letters of Saint Paul, we now consider the Apostle’s striking affirmation that Jesus Christ is God’s "Yes" to mankind and the fulfilment of all his promises, and that through Jesus we say our "Amen", to the glory of God (cf. 2 Cor 1:19-20). For Paul, prayer is above all God’s gift, grounded in his faithful love which was fully revealed in the sending of his Son and the gift of the Holy Spirit. The Spirit, poured forth into our hearts, leads us to the Father, constantly making present God’s "Yes" to us in Christ and in turn enabling us to say our "Yes" – Amen! – to God. Our use of the word "Amen", rooted in the ancient liturgical prayer of Israel and then taken up by the early Church, expresses our firm faith in God’s word and our hope in his promises. Through this daily "Yes" which concludes our personal and communal prayer, we echo Jesus’ obedience to the Father’s will and, through the gift of the Spirit, are enabled to live a new and transformed life in union with the Lord.

I welcome the Vietnamese pilgrims from the Archidiocese of Hochiminh City, led by Cardinal Jean-Baptiste Pham Minh Mân. I also welcome the participants in the Buddhist-Christian Symposium being held in Castelgandolfo. My greeting likewise goes to the Hope for Tomorrow Foundation from the United States. Upon all the English-speaking visitors, including those from England, Ireland, Norway, India, Indonesia, Japan and the United States I invoke God’s blessings of joy and peace!

[00757-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Liebe Brüder und Schwestern!

In den vorangegangenen Katechesen habe ich über das Gebet als eine persönliche Begegnung mit Gott nach den Schriften des heiligen Paulus gesprochen. Das möchte ich heute fortführen: Durch Jesus Christus, so zeigt er uns, haben wir im Heiligen Geist Zugang zum Vater. Die Gewißheit, daß Gott treu ist und in seinem Sohn unwiderruflich Ja zu uns sagt, schenkt uns Trost und Kraft. Im zweiten Korintherbrief erzählt der heilige Paulus von den unglaublichen Schwierigkeiten und Mühsalen, die er durchlitten hat, so daß ihn geradezu das Leben verdroß. Aber er zeigt uns zugleich, daß die Gegenwart Gottes in seinem Herzen ihm Gewißheit gab und Trost, ja mehr als einen äußeren Trost neue Kraft, um weiterzugehen. Es war vor allen Dingen die Gewißheit, daß Gott treu ist, daß er zu uns Ja sagt, und daß dieses Ja in Christus Jesus, in dem Gott selbst Mensch geworden ist, unwiderruflich geworden ist. Gott ist Ja zu uns. Sein Ja ist unwiderruflich. Darauf können wir bauen, und dies ist die Gewißheit, die uns auch durch dunkle Stunden hindurchträgt. So fordert uns der heilige Paulus auf, daß wir uns nicht von den Schwierigkeiten, die jeder haben wird, überwältigen lassen. Wenn wir in der Verbundenheit mit Christus sind, dann stehen wir in diesem unwiderruflichen Ja Gottes zu uns. Die tiefe Einheit mit Christus im täglichen Gebet schenkt uns Trost, macht uns bereit und gibt uns Kraft, die Leiden, die Schwierigkeiten, die Ausweglosigkeiten zu ertragen, durch sie hindurchzugehen, und nicht nur selber standzuhalten, sondern auch den Mitmenschen zu helfen aus der Gewißheit dieses Ja heraus, das uns alle umfaßt, weil Christus für alle gelebt hat, gelitten hat und gestorben ist. In Christus, sagt Paulus, ist das Ja verwirklicht. Er ist nicht Ja und Nein, sondern allein Ja (vgl. 2 Kor 1,19). Es ist dann der Heilige Geist, der uns einlädt, dieses Ja uns zu eigen zu machen. Wenn die Kirche die Gebete mit Amen schließt, so ist dies das Ja des Menschen zum Ja Gottes. In unserem Amen gehen wir in das Ja Gottes hinein, so daß sein Ja unseres wird und wir dadurch in eine Beständigkeit, eine Gewißheit und eine Freude hineinwachsen, die unser Leben trägt. Wir wissen, wir sind eingeborgen in einer Liebe, die nicht wankt, die nicht irgendwann zurückgezogen wird, sondern die uns trägt und auf die wir uns verlassen können. So wollen wir unser Amen als ein wirkliches Einswerden mit Gottes Ja erlernen und dadurch das rechte Leben erlernen.

Ein herzliches Grüß Gott sage ich allen Pilgern und Besuchern deutscher Sprache. Besonders grüße ich heute die Gäste aus Aschau am Inn – im Gedenken an meine Kindheit –, dann die große Gruppe von Ministranten aus der Diözese Eichstätt und all die vielen jungen Freunde. Im Gebet wollen wir uns dem Willen und der Liebe Gottes anvertrauen, in der Verbundenheit mit Gott leben und so die Kraft finden, unseren Alltag zu bewältigen und mit beizutragen, daß in dieser Welt das Licht Gottes nicht erlischt, daß sie Hoffnung bleibt und Leben. Danke.

[00758-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Queridos hermanos y hermanas:

La lectura que hemos escuchado es una de las plegarias de bendición más hermosas de la Escritura. En ella, san Pablo nos muestra que las tribulaciones nada pueden contra aquél que es sostenido por la gracia divina. El Apóstol es un ejemplo eximio de esa cercanía de Dios, tanto en las pruebas que tuvo que soportar, como en la fuerza y el valor que el Señor le infundió para hacerlo. El consuelo del que habla no es un mero lenitivo al dolor, sino un estímulo para no dejarnos vencer por las dificultades. Unidos a Cristo en las fatigas que Él carga sobre sí, no sólo somos capaces de afrontar cualquier prueba sino, incluso, de consolar también nosotros a los demás en sus luchas. La oración y la fe en su presencia nos alientan, y en medio de las contrariedades sentimos el consuelo de Dios. Así, la fe se refuerza por la experiencia concreta del amor fiel de Cristo, que llega hasta la entrega en la cruz. A ese enorme «sí», que el Espíritu Santo hace perenne y universal, responde el «amén» de la Iglesia, que resuena en la liturgia y en la oración personal. En él debemos expresar nuestra adhesión total al «sí» de Dios, pues uniéndonos al Señor, participamos de su consuelo.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española provenientes de España, México, Venezuela, Colombia, Argentina y otros países latinoamericanos. Invito a todos a entrar en el «sí» de Dios, secundando su voluntad, para poder afirmar con san Pablo: «no soy yo que el que vive, es Cristo quien vive en mí». Muchas gracias.

[00759-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese  

Queridos irmãos e irmãs,

A oração é um verdadeiro encontro com Deus Pai, em Jesus Cristo, por meio do Espírito Santo. Assim se encontram o «sim» fiel de Deus, que vem em nosso auxílio e nos conforta, e o «ámen» dos fiéis que, nas provas da vida, se abandonam à vontade divina. A oração perseverante e diária faz-nos sentir, de forma concreta, a consolação do Pai do Céu e a fidelidade do seu amor que foi ao ponto de nos dar o seu Filho na cruz. Por nossa vez, somos chamados a corresponder com o «ámen» duma adesão fiel de toda a nossa vida à sua vontade. Esta fidelidade não se pode alcançar só com as nossas forças, mas vem de Deus e está fundada sobre o «sim» de Cristo, cujo alimento é fazer a vontade do Pai. É neste «sim» que devemos entrar, até podermos repetir, com São Paulo, «já não sou eu que vivo, é Cristo que vive em mim». Então o «ámen» da nossa oração pessoal e comunitária envolverá e transformará toda a nossa vida.

Amados peregrinos de língua portuguesa, em particular os participantes no curso de formação dos Capuchinhos e demais grupos do Brasil e de Portugal: a todos dou as boas-vindas, encorajando os vossos passos a manterem-se firmes no caminho de Deus. Tomai por modelo a Virgem Mãe! Fez-Se serva do Senhor e tornou-Se a porta da vida, pela qual nos chega o Salvador. Com Ele, desça a minha Bênção sobre vós, vossas famílias e comunidades eclesiais.

[00760-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE 

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua slovacca  

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua polacca  

Witam serdecznie wszystkich Polaków. Szczególnie gorąco pozdrawiam młodych, którzy przygotowują się do spotkania na Polach Lednickich. Drodzy młodzi przyjaciele, przewodnią myśl tego wydarzenia: „Miłość Cię znajdzie!" pragniecie zgłębiać poznając orędzie Jezusa Miłosiernego spisane przez świętą Faustynę w „Dzienniczku", który otrzymacie, przez modlitwę, adorację, spowiedź i Eucharystię. Życzę, by zapłonął w was ogień Bożego Miłosierdzia, by przemieniał serca młodych w całym świecie, napełnił was pokojem, mocą i nadzieją. W obliczu Jezusa Miłosiernego znajdujcie odpowiedź na wasze pytania, niepokoje i wizję szczęścia. Wiem, że pragniecie, by doświadczenie Lednicy, z którego wyrasta szkoła formacji wiary dojrzałej owocowało wspólnotą nowego ruchu, jaki rodzi się w Kościele. Wam wszystkim i waszemu spotkaniu z serca błogosławię.

[Saluto cordialmente tutti i polacchi. Con particolare calore saluto i giovani che si stanno preparando all’incontro di Lednica. Cari amici, il motto di questo evento: «L’amore ti troverà!», volete approfondirlo attraverso il messaggio di Gesù Misericordioso annotato da Santa Faustina nel suo Diario, che riceverete; volete approfondirlo tramite la preghiera, l’adorazione, la Confessione e l’Eucaristia. Vi auguro che arda in voi il fuoco della Divina Misericordia, che esso trasformi i cuori di tutti i giovani nel mondo, vi colmi di pace, di forza e di speranza. Davanti al volto di Gesù Misericordioso cercate la risposta ai vostri interrogativi, alle vostre inquietudini e alla vostra attesa di felicità. So che l’esperienza di Lednica, da cui nasce una scuola di formazione di una fede matura, sta fruttificando in un nuovo movimento che sta nascendo nella Chiesa. Benedico di cuore il vostro incontro e voi tutti.]

[00761-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua croata  

Radosno pozdravljam i blagoslivljam sve hrvatske hodočasnike, a osobito vjernike iz Arbanasa te grupe krizmanika iz Hrvatskih katoličkih misija u Njemačkoj: Stuttgart, Freiburg, Friedrichshafen-Ravensburg i Singen-Villingen. Dragi mladi prijatelji, primili ste dar Duha Svetoga. Iskoristite tu milost s neba te još hrabrije svjedočite svoju vjeru u Isusa Krista. Hvaljen Isus i Marija!

[Con gioia saluto e benedico tutti i pellegrini croati, in modo particolare i fedeli di Arbanasi e i gruppi di cresimandi dalle Missioni cattoliche croate in Germania: Stuttgart, Freiburg, Friedrishafen-Ravensburg e Singen-Villingen. Cari giovani amici, avete ricevuto il dono dello Spirito Santo. Con questa grazia celeste, testimoniate più coraggiosamente la vostra fede in Gesù Cristo. Siano lodati Gesù e Maria!]

[00762-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua slovacca  

Zo srdca pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne z farností Oslany a Drienov ako aj z Cirkevnej základnej školy Antona Bernoláka z Nových Zámkov. Bratia a sestry, minulú nedeľu sme slávili slávnosť Zoslania Ducha Svätého. Povzbudzujem vás, aby ste boli stále vnímaví na pôsobenie Ducha Svätého. S láskou žehnám vás i vašich drahých. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Di cuore saluto i pellegrini slovacchi, particolarmente quelli provenienti dalle parrocchie di Oslany e Drienov, come pure della Scuola elementare cattolica Anton Bernolák di Nové Zámky. Fratelli e sorelle, domenica scorsa abbiamo celebrato la Solennità della Pentecoste. Vi esorto ad essere sempre docili all’azione dello Spirito Santo. Con affetto benedico voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!]

[00763-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua italiana  

Porgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto le Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino, le Suore di Nostra Signora della Mercede e le Suore Francescane dell’Immacolata, che celebrano i rispettivi Capitoli Generali. Care sorelle, il Signore vi doni di rispondere con prontezza alle sue sollecitazioni. Saluto gli esponenti del Centro Sportivo Italiano di Imola, accompagnati dal Vescovo Mons. Tommaso Ghirelli, i membri della Selezione Sacerdoti Calcio e i ministranti della Parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria in Roma.

Mi è poi gradito rivolgere un saluto particolare ai giovani, agli ammalati ed agli sposi novelli. Lo Spirito Santo, dono di Cristo risuscitato, guidi voi, cari giovani, e vi renda cарасi di orientare con decisione la vita verso il bene; sostenga voi, cari ammalati, ad accogliere la sofferenza quale misterioso strumento di salvezza per voi e реr i fratelli; aiuti voi, cari sposi novelli, a riscoprire ogni giorno le esigenze dell'amore, per essere sempre pronti a comprendervi e sostenervi reciprocamente.

Gli avvenimenti successi in questi giorni, circa la Curia e i miei collaboratori, hanno recato tristezza nel mio cuore, ma non si è mai offuscata la ferma certezza che, nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino. Si sono moltiplicate, tuttavia, illazioni, amplificate da alcuni mezzi di comunicazione, del tutto gratuite e che sono andate ben oltre i fatti, offrendo un’immagine della Santa Sede che non risponde alla realtà. Desidero, per questo, rinnovare la mia fiducia e il mio incoraggiamento ai miei più stretti collaboratori e a tutti coloro che, quotidianamente, con fedeltà, spirito di sacrificio e nel silenzio, mi aiutano nell’adempimento del mio Ministero.

E, infine, il mio pensiero va ancora una volta alle care popolazioni dell’Emilia, colpite da ulteriori forti scosse sismiche, che hanno causato vittime e ingenti danni, specialmente alle chiese. Sono vicino con la preghiera e l’affetto ai feriti, come pure a coloro che hanno subito disagi, ed esprimo il più sentito cordoglio ai familiari di quanti hanno perso la vita. Auspico che con l’aiuto di tutti e la solidarietà dell’intera Nazione possa riprendere al più presto la vita normale in quelle terre così duramente provate.

[00764-01.02] [Testo originale: Italiano]

[B0316-XX.01]