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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL 50° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE (DUBLINO, IRLANDA - 10-17 GIUGNO 2012), 10.05.2012


CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL 50° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE (DUBLINO, IRLANDA - 10-17 GIUGNO 2012)

INTERVENTO DI S.E. MONS. PIERO MARINI

INTERVENTO DI S.E. MONS. DIARMUID MARTIN

INTERVENTO DEL REV.DO P. VITTORE BOCCARDI, S.S.S.

Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la conferenza stampa di presentazione del 50° Congresso Eucaristico Internazionale che si celebrerà a Dublino (Irlanda) dal 10 al 17 giugno 2012 sul tema: "The Eucharist: Communion with Christ and with one another. L’Eucaristia: Comunione con Cristo e tra di noi".
Intervengono: S.E. Mons. Piero Marini, Arcivescovo tit. di Martirano, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali; S.E. Mons. Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino (Irlanda) e il Rev.do P. Vittore Boccardi, S.S.S., della Segreteria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.
Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:

INTERVENTO DI S.E. MONS. PIERO MARINI

Il prossimo congresso Eucaristico Internazionale, il 50° della serie, si terrà a Dublino (Repubblica d’Irlanda) dal 10 al 17 giugno 2012. Un Comitato locale, presieduto da S.E. Mons. Diarmuid Martin, Arcivescovo della capitale irlandese, lo sta preparando da ben quattro anni, fin dal momento in cui Benedetto XVI lo annunciò durante l’omelia teletrasmessa nel corso della celebrazione conclusiva del 49° Congresso di Québec il 21 giugno 2008.

Per presiedere ufficialmente l’evento di Dublino, lo scorso 7 aprile, Sua Santità Benedetto XVI ha nominato come Legato Pontificio Sua Eminenza il Card. Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Toccherà a lui, domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini, presiedere la liturgia d’apertura del Congresso Eucaristico che si svolgerà nel cuore di Dublino, nell’area della RDS (Royal Dublin Society) particolarmente attrezzata per l’occasione.

Per una settimana intera, migliaia di pellegrini provenienti da più di cento paesi del mondo, dall’Albania fino allo Zimbabwe, celebreranno l’Eucaristia, pregheranno insieme, si uniranno in processione, parteciperanno alle Conferenze generali tenute da 18 oratori internazionali, si divideranno in oltre 150 laboratori (workshop) e gruppi di discussione, ascolteranno decine e decine di testimonianze, si confronteranno su importanti temi religiosi e potranno vivere un’autentica solidarietà ecclesiale. Con l’aiuto di duemila volontari e con il coinvolgimento delle parrocchie della città, l’incontro di Dublino diventerà un vero momento di comunione con la Chiesa locale e permetterà di penetrare, almeno un poco, nella storia e nella cultura di quel Paese attraverso la rassegna di centinaia di postazioni (stands) presenti al Congresso o raggiungendo alcuni dei luoghi particolarmente significativi del cristianesimo irlandese, passato e presente. Ma su tutto questo e, in modo particolare sul programma del Congresso, vi potrà riferire più puntualmente S.E. Mons. Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino. La settimana congressuale si concluderà domenica 17 giugno con l’Eucaristia celebrata nel moderno stadio del Croke Park, sede della Gaelic Athletic Association, davanti ad 80 mila fedeli.

Tutto il cammino di preparazione pastorale così come l’organizzazione dell’evento sono stati seguiti dal Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali che, per mezzo della Segreteria, del Comitato di Presidenza e dell’Assemblea plenaria provvede affinché ogni Congresso Eucaristico, dalla sua progettazione fino alla sua celebrazione finale, manifesti in modo chiaro e visibile «la centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa e nella sua missione pro mundi vita» (Statuto, art.15)

A questo proposito è utile ricordare che, prima che il "magistero itinerante" della Chiesa trovasse la sua espressione più visibile nelle Giornate mondiali della gioventù, della famiglia, dei malati ecc., i Congressi Eucaristici Internazionali sono stati, per un secolo, l’unica occasione per riunire – in ogni continente e da ogni continente – la Chiesa universale intorno all’Eucaristia, considerata cuore della vita cristiana e spazio straordinario per l’evangelizzazione della società. In questo senso il ruolo dei 49 congressi internazionali celebrati fino ad oggi lungo gli ultimi 130 anni della storia della Chiesa, è di indubitabile importanza, anche se una storia complessiva di questi eventi non è ancora stata scritta.

Cosa sia un Congresso Eucaristico Internazionale lo stabilisce il rituale romano del 1973 De sacra comunione et de cultu mysterii eucaristici extra Missam (nn. 109-112) che, portando ad attuazione i principi del Vaticano II lo definisce una statio orbis, cioè «una sosta di impegno e di preghiera a cui una comunità invita la Chiesa universale», durante la quale la celebrazione eucaristica diventa il centro e il culmine di ogni forma di pietà, delle varie manifestazioni, delle riflessioni teologiche e pastorali, della scelta di impegni sociali.

È proprio in base a questo che i Congressi Eucaristici Internazionali degli ultimi decenni hanno aiutato a promuovere una più degna celebrazione dell’Eucaristia, a riscoprire il valore dell’assemblea, ad approfondire il rapporto tra la mensa della Parola e la mensa del Pane, a rinnovare il culto eucaristico fuori della Messa, a sottolineare la dimensione sociale dell’Eucaristia, a sviluppare la coscienza ecumenica nella prospettiva della partecipazione all’unico Corpo del Signore.

Nel 50° anniversario dell’Apertura del Concilio Vaticano II

Per una coincidenza degna di nota, il 50° Congresso Eucaristico di Dublino cade nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. E proprio al Concilio il Congresso fa riferimento perché il tema intorno al quale esso si concentrerà: «L’Eucaristia, comunione con Cristo e tra noi», è tratto dal n.7 della Costituzione dogmatica sulla Chiesa (Lumen Gentium). Il tema ricorda ai battezzati che attraverso la partecipazione all’Eucaristia si costruisce la comunione con Cristo e, nello stesso tempo, la comunione con gli altri; cioè, in una parola, la fisionomia più autentica della Chiesa.

Riportare l’attenzione sull’ecclesiologia eucaristica di comunione, significa riscoprire «l’idea centrale e fondamentale nei documenti del Concilio» secondo l’affermazione della Relatio finalis (II C 1) del Sinodo dei Vescovi del 1985. Idea che il beato Giovanni Paolo II ha trattato sistematicamente soprattutto nell’enciclica Ecclesia de Eucharistia (2003) il cui programma è già tutto nella frase di apertura: «La Chiesa vive dell'Eucaristia. Questa verità non esprime soltanto un'esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il nucleo del mistero della Chiesa».

Il ricentramento progressivo sull’ecclesiologia di comunione per la quale «c'è un influsso causale dell'Eucaristia alle origini stesse della Chiesa» è gravido di tante conseguenze pastorali, ecclesiologiche ed ecumeniche che il Congresso di Dublino indagherà nel Simposio teologico che lo precede, e proporrà nelle sue celebrazioni, negli spazi di catechesi, nelle testimonianze.

Il tema e il testo-base del Congresso

Il tema del Congresso, cui abbiamo appena accennato, è stato sviluppato – come è tradizione – in un testo-base pubblicato in diverse lingue, un testo che con le sue riflessioni teologiche e pastorali costituisce il punto di partenza e di riferimento di tutto il lavoro del Congresso.

Tale documento – preparato da un’apposita commissione irlandese in collaborazione con il Pontificio Comitato – presenta nella sua prima parte il 50° Congresso Eucaristico Internazionale all’interno dell’esperienza della Chiesa irlandese che, è bene non dimenticare, al di là dei momenti difficili che vive oggi, ha dietro di sé una storia di fede e di martirio che ha illuminato l’Europa. Storia che a partire da san Patrick, attraverso l’esodo di una schiera di monaci, ha raggiunto il continente europeo influenzando le istituzioni culturali la disciplina ecclesiastica del primo millennio. Tale dimensione missionaria della Chiesa irlandese è rimasta viva fino agli ultimi decenni, perché a partire da All Hallows College di Dublino, schiere di sacerdoti hanno raggiunto ogni parte del mondo per evangelizzare, con zelo encomiabile, popoli e culture dei cinque continenti. Venendo poi a trattare il tema dell’ecclesiologia eucaristica di comunione che è l’asse portante dell’evento del prossimo giugno, il documento ne coglie le implicazioni a tutti i livelli ecclesiali, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della famiglia; l’impegno per l’evangelizzazione; la promozione della giustizia, della pace e della libertà; la difesa del creato e le nuove possibilità offerte dai mass-media e dalle tecnologie digitali, per fare del mondo una famiglia universale.

La seconda parte del documento è strutturata sullo schema della narrazione evangelica dei discepoli di Emmaus (Lc 24) ed analizza i vari momenti della santa Messa per rivelare le dimensioni comunionali che vi si intrecciano. Viene così offerto un excursus mai banale sulla Celebrazione Eucaristica al fine di giungere, attraverso la comunione con Cristo, a dare "forma eucaristica" alla vita.

La settimana celebrativa del Congresso Eucaristico di Dublino può diventare così momento di rinnovamento per la Chiesa universale e richiamo programmatico perché l’Eucaristia ritorni sempre più al centro della vita e della missione delle comunità cristiane.

Una celebrazione "esemplare"

Il Congresso si svolgerà davanti agli occhi del mondo. I riti di apertura e di chiusura, ad esempio, saranno trasmessi dalla televisione nazionale RTE, mentre sette website, cinque canali televisivi cattolici o locali e centinaia di testate giornalistiche e fotografiche copriranno quasi integralmente l’evento. Un’occasione straordinaria per testimoniare ancora una volta la centralità della celebrazione eucaristica e la sua forza plasmatrice per la vita della Chiesa, perché «la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e la fonte da cui promana tutta la sua energia» (SC, 10). Le azioni liturgiche del Congresso dovranno seminare parole e gesti di salvezza per offrire a tutti il vino nuovo della comunione pro mundi vita.

Ancora, poiché la Cena del Signore è una convocazione rivolta a tutti e il Vangelo deve essere gridato sui tetti, il Congresso si presenta come spazio di solidarietà e condivisione, profezia e anticipo del raduno finale del popolo di Dio proveniente «da ogni tribù, lingua, popolo e nazione» (Cfr Ap 5, 9).

Ultimo ma non meno importante è l’orizzonte ecumenico della celebrazione. Nella prospettiva ecclesiale del Vaticano II, il movimento verso l’unità dei Cristiani è diventato parte integrante dei Congressi Eucaristici. In questo quadro è significativo che lunedì 11 giugno il Congresso celebri una giornata ecumenica centrata sul battesimo. Quasi a ricordare, se ancora ce ne fosse bisogno, che i Congressi Eucaristici non solo pongono al loro centro l’Eucaristia celebrata come il grande tesoro della Chiesa, ma continuano a offrirla perché tutti i credenti diventino "una cosa sola".

[00623-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DI S.E. MONS. DIARMUID MARTIN

 Testo in lingua italiana

 Testo in lingua inglese

 Testo in lingua italiana

Il trentunesimo Congresso Eucaristico Internazionale si tenne a Dublino nel 1932. Solo due settimane fa, c’è stato un incontro a Dublino con alcuni uomini e donne che avevano partecipato a quel Congresso. La maggior parte di loro aveva più di novant’anni, ed è stato affascinante sentire direttamente da loro non solo i loro ricordi, ma sentire la vitalità con cui interpretavano il Congresso del 1932 come un momento fondamentale nella vita della Chiesa in Irlanda degli anni della loro giovinezza.

La Chiesa in Irlanda del 1932 era assai diversa dalla Chiesa in Irlanda di oggi. Anche il modo in cui la celebrazione del Congresso del 2012 avrà luogo sarà inevitabilmente diverso. Il Congresso Eucaristico deve rivolgersi a coloro che vi partecipano nel contesto della cultura in cui essi vivono. Il Congresso sarà più piccolo e modesto nelle sue celebrazioni ed aspettative. Esso rifletterà e presenterà la Chiesa in Irlanda, una Chiesa che ha affrontato e ancora affronta sfide grandissime, ma una Chiesa che è viva e vitale, e ansiosa di avviarsi su un cammino di rinnovamento.

Esistono delle divisioni all’interno della Chiesa irlandese e a volte divisioni non sane. Trovo che sia utile guardare al 1932 e alla società irlandese di allora, che meno di dieci anni prima era stata orribilmente ferita da un’aspra guerra civile durata due anni. Fa molto onore al mio predecessore, l’Arcivescovo Edward Byrne, l’aver celebrato il Congresso come un evento di riconciliazione e di ricostruzione dell’unità. Per la prima volta nell’Irlanda appena divenuta indipendente, uomini e donne di entrambi i fronti di un’aspra divisione si riunirono per lavorare insieme a un progetto comune. L’Eucaristia ha il potere di riconciliare. La comunione con Cristo alimenta la comunione e la riconciliazione con il prossimo.

Il 50° Congresso Internazionale a Dublino sarà ancora una volta un momento di rinnovamento e di riconciliazione. Sarà un evento che richiama tutti i cattolici alla centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa, il vero culmine verso il quale tendono tutte le attività della Chiesa e la fonte dalla quale scorre tutta la sua vita.

Il Congresso di Dublino ha luogo nel periodo in cui celebriamo il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, un Concilio di rinnovamento. Il Concilio Vaticano ha apportato enormi doni dello spirito nella vita della Chiesa e i suoi frutti sono ancora tutti da scoprire. Vi è a volte in Irlanda una sorta di riduzione degli insegnamenti del Concilio che si concentra su certi aspetti, molto spesso quelli che riguardano le riforme delle strutture esterne.

Il Congresso Eucaristico richiamerà la Chiesa in Irlanda alla centralità del rinnovamento spirituale e ad un senso della Chiesa come Corpo di Cristo. Il momento centrale di ogni giorno sarà la celebrazione dell’Eucaristia, ma ogni mattina e sera gli eventi del Congresso rifletteranno sui legami tra l’Eucaristia ed altre dimensioni della vita cristiana. Ogni giorno vi saranno riflessioni su un diverso aspetto della vita della Chiesa: "Comunione in Un Battesimo", "Comunione e Matrimonio e la Famiglia", "Sacerdozio e Ministero al Servizio della Comunione", "Riconciliazione nella nostra Comunione", "Comunione nella Sofferenza e nella Guarigione" e "Comunione nella Parola attraverso Maria". Ci sarà una forte partecipazione ecumenica delle altre Chiese cristiane in Irlanda agli eventi del Congresso.

Il Congresso terminerà con la Messa della Statio Orbis celebrata dal Legato Pontificio al Congresso, il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Papa Benedetto trasmetterà un messaggio televisivo durante la Messa conclusiva.

In totale, ci saranno più di 100 mostre, che presenteranno diversi aspetti della vita della Chiesa in Irlanda, assieme a 150 seminari e gruppi di discussione. Oltre cento cori da tutta l’Irlanda forniranno la musica per le liturgie. Alcune parrocchie di Dublino ospiteranno gruppi da un vasto numero di paesi che saranno rappresentati al Congresso.

Subito prima del Congresso si terrà un seminario teologico presso il Seminario Nazionale di St Patrick a Maynooth.

Da oltre due anni le parrocchie e le comunità di tutta l’Irlanda si stanno preparando al Congresso attraverso un programma di catechesi. L’anno scorso un Congresso Eucaristico Nazionale ha avuto luogo presso il Santuario Mariano di Knock, e diverse diocesi hanno ospitato dei Congressi Eucaristici diocesani. Nelle prossime settimane l’Arcidiocesi di Dublino si preparerà al Congresso attraverso una Chiamata alla Missione, per aprirsi ai giovani, agli ammalati e ad un rinnovamento parrocchiale attraverso la preghiera, l’adorazione eucaristica e la celebrazione del sacramento della riconciliazione.

Maggiori informazioni sul programma del Congresso Eucaristico sono disponibili sul sito del Congresso:

www.iec2012.ie

Queste informazioni forniranno dettagli su come registrarsi –c’è ancora sufficiente tempo per registrarsi – e su come contattare l’App del Congresso ed altri media.

Le richieste dei media e la registrazione dei media possono essere effettuate contattando

media@iec2012.ie

Vi è un crescente interesse nella società irlandese per il Congresso Eucaristico ed per il modo in cui esso può contribuire al rinnovamento della Chiesa e della società in Irlanda. L’Irlanda è pronta ad accogliere pellegrini da numerose nazioni, e la Chiesa in Irlanda è grata per i segni di sostegno e solidarietà che ha ricevuto dalle Chiese in diverse nazioni.

[00625-01.01]

 Testo in lingua inglese

The thirty first International Eucharistic Congress was held in Dublin in 1932. Just two weeks ago we held a meeting in Dublin with a group of men and women who had attended that Congress. Most of them were over 90 and it was fascinating to hear directly from them not just their reminiscences, but to listen to how they animatedly interpreted the 1932 Congress as a vital moment in the life of the Church in Ireland in their youth.

The Church in Ireland in 1932 was very different to the Church in Ireland today. The manner in which the celebration of the 2012 Congress will take place will inevitably also be different. The Eucharistic Congress must address those who participate at it within the culture in which they live. The Congress will be smaller and more modest in its celebration and expectations. It will reflect and showcase the Church in Ireland, a Church which has faced and still faces enormous challenges, but a Church which is alive and vital and anxious to set out on a path of renewal.

There are divisions within the Irish Church and at times unhealthy divisions. I find it helpful to look back to 1932 and Irish society then, which had been horribly wounded by a bitter two-year-long civil war less than ten years earlier. It is to the great credit of my predecessor Archbishop Edward Byrne that he celebrated the Congress as an event of reconciliation and rebuilding of unity. For the first time in the newly independent Ireland men and women from both sides of a bitter divide came together and worked together on a common project. The Eucharistic has the power to reconcile. Communion with Christ fosters communion and reconciliation with one another.

The 50th International Congress in Dublin will be a moment once again of renewal and reconciliation. It will be an event which recalls all Catholics to the centrality of the Eucharist in the life of the Church, truly as the summit towards which all the activity of the Church is directed and the font from which all her life flows.

The Dublin Congress occurs as we celebrate the fiftieth anniversary of the opening of the Second Vatican Council, a Council of renewal. The Vatican Council brought enormous gifts of the spirit into the life of the Church and its fruits are still being explored. There is at times in Ireland a sort of reductionism of the teaching of the Council, concentrating on certain aspects, very often those touching reforms of external structures.

The Eucharistic Congress will recall the Church in Ireland to the centrality of spiritual renewal and to a sense of the Church as the Body of Christ. The high point each day will be the celebration of the Eucharist, but each morning and evening Congress events will reflect on the bonds between the Eucharist and other dimensions of the Christian life. Each day a different aspect of the life of the Church will be reflected on: "Communion in One Baptism", "Communion and Marriage and the Family", "Priesthood and Ministry at the Service of Communion"", "Reconciliation in our Communion"", "Communion in Suffering and Healing" and "Communion in the Word through Mary". There will be strong ecumenical participation of the other Christian Churches in Ireland in Congress events.

The Congress will conclude with the Mass of the Statio Orbis celebrated by the Papal Legate to the Congress Cardinal Marc Ouellet, Prefect of the Congregation for Bishops. Pope Benedict will deliver a televised Message to the Closing Mass.

Altogether there will be over 100 exhibition stands showcasing different aspects of the life of the Church in Ireland, with 150 workshops and discussion groups. Over one hundred choirs from all over Ireland will provide the music for the liturgies. Parish Churches in Dublin will host groups from a wide number of countries who will be represented at the Congress.

Immediately before the Congress there will be a theological seminar which will be held at the National Seminary of Saint Patrick in Maynooth.

For over two years now, parishes and communities from all over Ireland have been preparing for the Congress by a programme of catechesis. A National Eucharistic Congress was held at the Marian Shrine of Knock last year and a number of dioceses have held diocesan Eucharistic Congresses. In the coming weeks the Archdiocese of Dublin will prepare for the Congress with a Call to Mission, reaching out to young people, to the sick, and to parish renewal through prayer, Eucharistic adoration and the celebration of the sacrament of reconciliation.

You will find detailed information concerning the programme of the Eucharistic Congress on the Congress website:

www.iec2012.ie

This information will give details of how to register – and there is still ample time to register – as well as how to contact the Congress’s App and other social media.

Media requests and media registration can be made by contacting

media@iec2012.ie

There is a growing interest in Irish society concerning the Eucharistic Congress and how it can contribute to renewal of the Church and of society in Ireland. Ireland is ready to welcome pilgrims from many nations and the Church in Ireland is grateful for the signs of support and solidarity that it has received from the Churches in many nations.

[00625-02.01]

INTERVENTO DEL REV.DO P. VITTORE BOCCARDI, S.S.S.

I Congressi Eucaristici Internazionali possono sembrare reliquie del passato che si inseriscono ormai con difficoltà nel mondo d’oggi. Come dei vecchi paramenti di sacrestia dai bagliori d’oro ormai sbiaditi, a molti essi ricordano il tempo che fu; le manifestazioni popolari di fine Ottocento/inizio Novecento attraverso le quali la regalità di Cristo veniva inscenata nelle più grandi capitali del mondo, le processioni sterminate che coinvolgevano centinaia di migliaia di fedeli, i gesti di culto che adunavano masse di adoratori per rendere omaggio di fede, d’amore e di riparazione a Gesù Cristo, Dio nascosto sotto i veli del Sacramento, «oltraggiato dagli empi, ignorato dai poteri pubblici desiderosi di laicizzare la società».

Che i Congressi vengano dal passato è un dato di fatto. Essi, infatti, sono nati verso la fine dell’Ottocento grazie all’iniziativa di una giovane donna, Émilie-Marie Tamisier (1834-1910) discepola di san Pier Giuliano Eymard (1811-1968) definito "apostolo dell’Eucaristia" e poi del beato Antoine Chevrier (1826-1879), fondatore dell’Istituto secolare del Prado. Benedetti da Leone XIII e posti al servizio della Santa Sede fin dal loro inizio, i Congressi svilupparono la duplice dimensione della pietà eucaristica e dell’influsso sociale dell’Eucaristia al fine - come recitava l’antico regolamento generale dell’Opera - di «far sempre più conoscere, amare e servire Nostro Signor Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento… e lavorare in tal modo ad estendere il suo regno sociale nel mondo» (art. 1), il tutto contro le espressioni di una modernità che vedeva nella religione uno dei suoi grandi antagonisti.

Il seme e la pianta

L’opera dei Congressi, ebbe un inizio modesto a Lille nel 1881, nella regione francese del Passo di Calais, ma in pochi anni il piccolo seme crebbe fino a trasformarsi in un movimento eucaristico mondiale capace di raggiungere, passando per le capitali d’Europa, le più grandi città di tutti i continenti: Montreal (1910), Chicago (1926), Sidney (1928), Buenos Aires (1934), Manila (1937), Rio de Janeiro (1955). In essi è risuonata la voce di quanti hanno fatto la storia della Chiesa nell’ultimo secolo e si sono affacciate alla ribalta istanze religiose, novità liturgiche insieme con urgenti temi sociali.

Nei primi anni del Novecento, intrecciandosi con il nascente movimento liturgico, i Congressi hanno riproposto il rapporto essenziale tra Chiesa ed Eucaristia ricuperando l’ideale della "partecipazione attiva" - auspicato dal motu proprio di Pio X Tra le sollecitudini (1903); sostenendo con convinzione i decreti eucaristici di papa Sarto e, in tempi più recenti, l’azione di Pio XII che aveva dato il via ad un vasto programma rinnovatore con la Mediator Dei (1947) e le riforme della Veglia pasquale (1951) e della Settimana santa (1955).

Attraverso questi passi il movimento dei Congressi Eucaristici ha integrato progressivamente le acquisizioni del movimento liturgico fino al Vaticano II. Nel 37° Congresso Eucaristico Internazionale celebratosi a Monaco di Baviera nell’estate del 1960, attraverso l’opera del liturgista A. Jungmann, le antiche ragioni teologiche che avevano dato origine ai Congressi vennero superate da una nuova interpretazione dei Congressi eucaristici come una ripresa a scala universale dell’antico uso della statio urbis romana. Da allora in poi questi grandi eventi sono diventati così una statio orbis in cui fedeli provenienti dal mondo intero si riuniscono, periodicamente, per celebrare insieme l’Eucaristia e costruire la Chiesa, corpo del Signore. Le stesse ragioni teologiche saranno in buona parte riprese nel Rituale De sacra communione et cultu mysterii eucharistici extra Missam che, emanato il 21 giugno 1973, rinnova la visione del culto eucaristico secondo i principi del Vaticano II ricuperando il rapporto tra Eucaristia e Chiesa e sottolineando che la celebrazione eucaristica è «il centro e il culmine di tutte le varie manifestazioni e forme di pietà» (n.112) di un Congresso.

Se è dunque vero che i Congressi vengono dal passato è altrettanto vero che il movimento eucaristico innescato a livello mondiale dai Congressi Eucaristici ha camminato con la storia e, insieme agli altri movimenti liturgico, biblico, ecumenico, patristico… ha contribuito a disegnare il volto rinnovato della Chiesa così come è uscita dal Vaticano II.

I Congressi e la «nuova evangelizzazione»

I Congressi Eucaristici Internazionali continuano dunque a restare, insieme alle Giornate mondiali della gioventù, della famiglia, dei malati ecc… una risorsa straordinaria per testimoniare, attraverso la celebrazione periodica della loro statio orbis, che l’Eucaristia è la fonte della vita della Chiesa e il vertice ineliminabile di ogni percorso cristiano.

Come espressione del "magistero itinerante" della Chiesa, essi impegnano le loro forze per rispondere, attraverso l’Eucaristia, ai bisogni e alle urgenze del tempo presente. In questo senso Benedetto XVI, nel suo discorso all’Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato (11 novembre 2010) ha affidato all’opera dei Congressi Eucaristici Internazionali due compiti precisi.

Il primo investe direttamente il rapporto tra Eucaristia e "nuova evangelizzazione". «Compito dei Congressi Eucaristici, soprattutto nel contesto attuale, - ha detto il Papa - è anche quello di dare un peculiare contributo alla nuova evangelizzazione» promuovendo l’evangelizza-zione mistagogica che si compie attraverso la liturgia e promuovendo un afflato evangelizzatore in senso più strettamente missionario attraverso il binomio Eucaristia­Missione. Perché la Mensa eucaristica, mensa del sacrificio e della comunione, rappresenta «il centro diffusore del fermento del Vangelo».

La sottolineatura del rapporto Eucaristia/Nuova evangelizzazione ed Eucaristia/Missione trova il suo quadro di riferimento nella preparazione del prossimo Sinodo dei Vescovi centrato proprio sulla nuova evangelizzazione. Ma in qualche modo, già a partire dagli anni Venti del Novecento, sotto il pontificato di Pio XI, i Congressi Eucaristici si impegnarono a sviluppare il binomio Eucaristia/Missione evangelizzatrice coinvolgendo numerose Chiese particolari dei cinque continenti. In tempi più recenti, a partire dalla fine degli anni Ottanta, il rapporto tra nuova evangelizzazione ed Eucaristia è diventato uno dei capisaldi della celebrazione di ogni Congresso Eucaristico. Di fronte alle sfide del mondo moderno, la celebrazione quadriennale della statio orbis diventa una straordinaria occasione per rivitalizzare il corpo ecclesiale, ponendo al centro la figura di Gesù Cristo e l’incontro con Lui, che dona lo Spirito Santo e le energie per annunciare il Vangelo attraverso nuove strade capaci di raggiungere ogni ambiente e ogni cultura.

Già Giovanni Paolo II, durante l’adorazione eucaristica nella cattedrale di Siviglia nel corso del 45° Congresso Eucaristico Internazionale esortava: «Chiedete con me a Gesù Cristo… che dopo questo Congresso Eucaristico, tutta la Chiesa esca rafforzata per la nuova evangelizzazione di cui il mondo intero ha bisogno…Evangelizzazione per l’Eucaristia, nell’Eucaristia e dall’Eucaristia: sono tre aspetti inseparabili di come la Chiesa vive il mistero di Cristo e compie la missione di comunicarlo agli uomini» (L’Osservatore Romano, 13 giugno 1993).

La celebrazione di un Congresso Eucaristico offre l’occasione per l’inculturazione del Vangelo e l’evangelizzazione delle culture. Un esempio di come i Congressi Eucaristici siano mezzi privilegiati di evangelizzazione missionaria lo si è visto in Corea con la straordinaria influenza che il Congresso di Seoul (1989) ha avuto sulla maggioranza non cristiana di quel Paese. In quell’occasione si è reso palese che davvero l’Eucaristia è «la fonte è il culmine di tutta l’evangelizzazione» (Presbyterorum ordinis, 5).

Lo spirito della riforma conciliare e il culto eucaristico

Il secondo compito che il Santo Padre, nel discorso alla Plenaria del Pontificio Comitato, ha affidato ai Congressi Eucaristici consiste nella realizzazione di un’indicazione liturgica - pastorale: «Poiché la celebrazione eucaristica è il centro e il culmine di tutte le varie manifestazioni e forme di pietà, è importante che ogni Congresso Eucaristico sappia coinvolgere e integrare, secondo lo spirito della riforma conciliare, tutte le espressioni del culto eucaristico "extra missam" che affondano le loro radici nella devozione popolare» armonizzandole secondo un’ecclesiologia eucaristica orientata verso la comunione.

Parlare di culto eucaristico extra missam e di associazioni che a vario titolo dall’Eucaristia traggono ispirazione (movimenti per l’adorazione perpetua, per l’adorazione notturna, confraternite del SS. Sacramento, etc.), significa parlare di una realtà ecclesiale di notevoli dimensioni anche numeriche. Ebbene, coinvolgere e «integrare» tutte le pratiche della devozione eucaristica secondo lo spirito della riforma conciliare e «armonizzarle» secondo un’ecclesiologia eucaristica orientata verso la comunione, significa che i Congressi Eucaristici Internazionali devono preservare le forme tradizionali del culto eucaristico rinnovandole, però, e incoraggiandole nello spirito del dettato conciliare: «la celebrazione eucaristica sia davvero il centro e il culmine di tutte le varie manifestazioni e forme di pietà».

Il prossimo Congresso di Dublino, con tutto il suo programma di celebrazioni e di catechesi impostato sul tema «Eucaristia comunione con Cristo e tra noi» diventa così un aiuto al rinnovamento permanente della vita eucaristica della Chiesa invitando il popolo cristiano a celebrare l’Eucaristia come esperienza di un’autentica comunione ecclesiale e punto di partenza per una testimonianza gioiosa del Vangelo.

[00624-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0262-XX.01]