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L’UDIENZA GENERALE, 28.10.2009


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE  

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e di fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa si è soffermato sullo sviluppo della teologia nel XII secolo.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle,

oggi mi soffermo su un’interessante pagina di storia, relativa alla fioritura della teologia latina nel secolo XII, avvenuta per una serie provvidenziale di coincidenze. Nei Paesi dell’Europa occidentale regnava allora una relativa pace, che assicurava alla società sviluppo economico e consolidamento delle strutture politiche, e favoriva una vivace attività culturale grazie pure ai contatti con l’Oriente. All’interno della Chiesa si avvertivano i benefici della vasta azione nota come "riforma gregoriana", che, promossa vigorosamente nel secolo precedente, aveva apportato una maggiore purezza evangelica nella vita della comunità ecclesiale, soprattutto nel clero, e aveva restituito alla Chiesa e al Papato un’autentica libertà di azione. Inoltre si andava diffondendo un vasto rinnovamento spirituale, sostenuto dal rigoglioso sviluppo della vita consacrata: nascevano e si espandevano nuovi Ordini religiosi, mentre quelli già esistenti conoscevano una promettente ripresa.

Rifiorì anche la teologia acquisendo una più grande consapevolezza della propria natura: affinò il metodo, affrontò problemi nuovi, avanzò nella contemplazione dei Misteri di Dio, produsse opere fondamentali, ispirò iniziative importanti della cultura, dall’arte alla letteratura, e preparò i capolavori del secolo successivo, il secolo di Tommaso d’Aquino e di Bonaventura da Bagnoregio. Due furono gli ambienti nei quali ebbe a svolgersi questa fervida attività teologica: i monasteri e le scuole cittadine, le scholae, alcune delle quali ben presto avrebbero dato vita alle Università, che costituiscono una delle tipiche "invenzioni" del Medioevo cristiano. Proprio a partire da questi due ambienti, i monasteri e le scholae, si può parlare di due differenti modelli di teologia: la "teologia monastica" e la "teologia scolastica". I rappresentanti della teologia monastica erano monaci, in genere Abati, dotati di saggezza e di fervore evangelico, dediti essenzialmente a suscitare e ad alimentare il desiderio amoroso di Dio. I rappresentanti della teologia scolastica erano uomini colti, appassionati della ricerca; dei magistri desiderosi di mostrare la ragionevolezza e la fondatezza dei Misteri di Dio e dell’uomo, creduti con la fede, certo, ma compresi pure dalla ragione. La diversa finalità spiega la differenza del loro metodo e del loro modo di fare teologia.

Nei monasteri del XII secolo il metodo teologico era legato principalmente alla spiegazione della Sacra Scrittura, della sacra pagina per esprimerci come gli autori di quel periodo; si praticava specialmente la teologia biblica. I monaci, cioè, erano tutti devoti ascoltatori e lettori delle Sacre Scritture, e una delle principali loro occupazioni consisteva nella lectio divina, cioè nella lettura pregata della Bibbia. Per loro la semplice lettura del Testo sacro non bastava per percepirne il senso profondo, l’unità interiore e il messaggio trascendente. Occorreva, pertanto, praticare una "lettura spirituale", condotta in docilità allo Spirito Santo. Alla scuola dei Padri, la Bibbia veniva così interpretata allegoricamente, per scoprire in ogni pagina, dell’Antico come del Nuovo Testamento, quanto dice di Cristo e della sua opera di salvezza.

Il Sinodo dei Vescovi dell’anno scorso sulla "Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa" ha richiamato l’importanza dell’approccio spirituale alle Sacre Scritture. A tale scopo, è utile far tesoro della teologia monastica, un’ininterrotta esegesi biblica, come pure delle opere composte dai suoi rappresentanti, preziosi commentari ascetici ai libri della Bibbia. Alla preparazione letteraria la teologia monastica univa dunque quella spirituale. Era cioè consapevole che una lettura puramente teorica e profana non basta: per entrare nel cuore della Sacra Scrittura, la si deve leggere nello spirito in cui è stata scritta e creata. La preparazione letteraria era necessaria per conoscere l’esatto significato delle parole e facilitare la comprensione del testo, affinando la sensibilità grammaticale e filologica. Lo studioso benedettino del secolo scorso Jean Leclercq ha così intitolato il saggio con cui presenta le caratteristiche della teologia monastica: L’amour des lettres et le désir de Dieu (L’amore delle parole e il desiderio di Dio). In effetti, il desiderio di conoscere e di amare Dio, che ci viene incontro attraverso la sua Parola da accogliere, meditare e praticare, conduce a cercare di approfondire i testi biblici in tutte le loro dimensioni. Vi è poi un’altra attitudine sulla quale insistono coloro che praticano la teologia monastica, e cioè un intimo atteggiamento orante, che deve precedere, accompagnare e completare lo studio della Sacra Scrittura. Poiché, in ultima analisi, la teologia monastica è ascolto della Parola di Dio, non si può non purificare il cuore per accoglierla e, soprattutto, non si può non accenderlo di fervore per incontrare il Signore. La teologia diventa pertanto meditazione, preghiera, canto di lode e spinge a una sincera conversione. Non pochi rappresentanti della teologia monastica sono giunti, per questa via, ai più alti traguardi dell’esperienza mistica, e costituiscono un invito anche per noi a nutrire la nostra esistenza della Parola di Dio, ad esempio, mediante un ascolto più attento delle letture e del Vangelo specialmente nella Messa domenicale. E’ importante inoltre riservare un certo tempo ogni giorno alla meditazione della Bibbia, perché la Parola di Dio sia lampada che illumina il nostro cammino quotidiano sulla terra.

La teologia scolastica, invece, - come dicevo - era praticata nelle scholae, sorte accanto alle grandi cattedrali dell’epoca, per la preparazione del clero, o attorno a un maestro di teologia e ai suoi discepoli, per formare dei professionisti della cultura, in un’epoca in cui il sapere era sempre più apprezzato. Nel metodo degli scolastici era centrale la quaestio, cioè il problema che si pone al lettore nell’affrontare le parole della Scrittura e della Tradizione. Davanti al problema che questi testi autorevoli pongono, si sollevano questioni e nasce il dibattito tra il maestro e gli studenti. In tale dibattito appaiono da una parte gli argomenti dell’autorità, dall’altra quelli della ragione e il dibattito si sviluppa nel senso di trovare, alla fine, una sintesi tra autorità e ragione per giungere a una comprensione più profonda della parola di Dio. Al riguardo, san Bonaventura dice che la teologia è "per additionem" (cfr Commentaria in quatuor libros sententiarum, I, proem., q. 1, concl.), cioè la teologia aggiunge la dimensione della ragione alla parola di Dio e così crea una fede più profonda, più personale e quindi anche più concreta nella vita dell’uomo. In questo senso, si trovavano diverse soluzioni e si formavano conclusioni che cominciavano a costruire un sistema di teologia. L’organizzazione delle quaestiones conduceva alla compilazione di sintesi sempre più estese, cioè si componevano le diverse quaestiones con le risposte scaturite, creando così una sintesi, le cosiddette summae, che erano, in realtà, ampi trattati teologico-dogmatici nati dal confronto della ragione umana con la parola di Dio. La teologia scolastica mirava a presentare l’unità e l’armonia della Rivelazione cristiana con un metodo, detto appunto "scolastico", della scuola, che concede fiducia alla ragione umana: la grammatica e la filologia sono al servizio del sapere teologico, ma lo è ancora di più la logica, cioè quella disciplina che studia il "funzionamento" del ragionamento umano, in modo che appaia evidente la verità di una proposizione. Ancora oggi, leggendo le summae scolastiche si rimane colpiti dall’ordine, dalla chiarezza, dalla concatenazione logica degli argomenti, e dalla profondità di alcune intuizioni. Con linguaggio tecnico, viene attribuito ad ogni parola un preciso significato e, tra il credere e il comprendere, viene a stabilirsi un reciproco movimento di chiarificazione.

Cari fratelli e sorelle, facendo eco all’invito della Prima Lettera di Pietro, la teologia scolastica ci stimola ad essere sempre pronti a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi (cfr 3,15). Sentire le domande come nostre e così essere capaci anche di dare una risposta. Ci ricorda che tra fede e ragione esiste una naturale amicizia, fondata nell’ordine stesso della creazione. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, nell’incipit dell’Enciclica Fides et ratio scrive: "La fede e la ragione sono come le due ali, con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità". La fede è aperta allo sforzo di comprensione da parte della ragione; la ragione, a sua volta, riconosce che la fede non la mortifica, anzi la sospinge verso orizzonti più ampi ed elevati. Si inserisce qui la perenne lezione della teologia monastica. Fede e ragione, in reciproco dialogo, vibrano di gioia quando sono entrambe animate dalla ricerca dell’intima unione con Dio. Quando l’amore vivifica la dimensione orante della teologia, la conoscenza, acquisita dalla ragione, si allarga. La verità è ricercata con umiltà, accolta con stupore e gratitudine: in una parola, la conoscenza cresce solo se ama la verità. L’amore diventa intelligenza e la teologia autentica sapienza del cuore, che orienta e sostiene la fede e la vita dei credenti. Preghiamo dunque perché il cammino della conoscenza e dell’approfondimento dei Misteri di Dio sia sempre illuminato dall’amore divino.

[01563-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Sintesi della catechesi in lingua portoghese  

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers Frères et Sœurs,

Je voudrais évoquer aujourd’hui le remarquable essor de la théologie au XIIeme siècle. Ce développement provenait des monastères et des écoles situées dans les villes, dont certaines deviendront les premières Universités. Ces deux foyers donnèrent naissance à deux manières différentes de faire de la théologie.

La théologie monastique, suscitée par le désir amoureux de Dieu, se développe dans la prière à partir d’une lecture de la Sainte Écriture où l’attention aux mots et aux textes est guidée par la recherche incessante du visage du Christ. La théologie scolastique, elle, se développe par le procédé de la quaestio, c’est-à-dire d’une question à partir de laquelle élèves et professeurs, dans un débat contradictoire, élaborent la réponse la plus synthétique possible. Le recours à la logique au service de la théologie aboutira à l’élaboration d’un langage très technique et le recueil de ces débats donnera naissance aux fameuses Sommes théologiques.

Ces deux chemins théologiques sont nécessaires et se complètent. La théologie scolastique nous rappelle qu’il existe entre la foi et la raison une amitié naturelle, mutuellement bienfaisante. La théologie monastique nous indique que la connaissance de Dieu ne grandit que si la vérité est aimée, faisant de la science théologique, une sagesse du cœur.

Je suis heureux de saluer les pèlerins francophones, en particulier ceux du Diocèse de Lyon, accompagnés par leur Archevêque, le Cardinal Philippe Barbarin, ainsi que ceux du Diocèse de Valence, avec leur Évêque, Mgr Jean-Christophe Lagleize et le séminaire d’Issy-les-Moulineaux. Que l’effort de chacun pour approfondir les mystères de la foi soit toujours illuminé par l’amour de Dieu ! Bon pèlerinage à tous !

[01564-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

In our catechesis on the Christian thinkers of the Middle Ages, we now turn to the renewal of theology in the wake of the Gregorian Reform. The twelfth century was a time of a spiritual, cultural and political rebirth in the West. Theology, for its part, became more conscious of its own nature and method, faced new problems and paved the way for the great theological masterpieces of the thirteenth century, the age of Saint Thomas Aquinas and Bonaventure. Two basic "models" of theology emerged, associated respectively with the monasteries and the schools which were the forerunners of the medieval universities. Monastic theology grew out of the prayerful contemplation of the Scriptures and the texts of the Church Fathers, stressing their interior unity and spiritual meaning, centred on the mystery of Christ. Scholastic theology sought to clarify the understanding of the faith by study of the sources and the use of logic, and led to the great works of synthesis known as the Summae. Even today this confidence in the harmony of faith and reason inspires us to account for the hope within us (cf. 1 Pet 3:15) and to show that faith liberates reason, enabling the human spirit to rise to the loving contemplation of that fullness of truth which is God himself.

I offer a warm welcome to the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially those from England, Ireland, Sweden, Nigeria, India and the United States. My particular greeting goes to the priests attending a course at the Pontifical North American College and to the seminarians of the Pontifical Scots College. Upon all of you I invoke God’s blessings of joy and peace!

[01565-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

In der heutigen Katechese möchte ich einen allgemeinen Überblick über die Entwicklung der abendländischen Theologie im 12. Jahrhundert geben, die damals dank der relativ friedlichen Zeit, die den kulturellen Austausch auch mit dem Osten ermöglichte, und dank der Früchte einer geistlichen Erneuerung in der Kirche zu neuer Blüte gelangte. Die Stätten theologischen Studiums waren zum einen die Klöster, zum anderen die »scholae«, die Kathedralschulen in den Städten. Dementsprechend lassen sich zwei verschiedene Modelle des Theologietreibens unterscheiden: die monastische Theologie und die scholastische Theologie. Die erstere war vornehmlich eine biblische Theologie, die vom geistlichen Ansatz der »lectio divina« der Mönche herrührte. Hier schloß das Verlangen nach Gott die Liebe zum Wort, die Durchdringung der Texte der Heiligen Schrift in allen ihren Dimensionen mit ein. Diese monastische Theologie vollzog sich in einer inneren Haltung des Gebetes und war vor allem betendes Hören auf Gott. Die scholastische Theologie verwendete eine andere Methode, nämlich die der »quaestio«, der Fragestellung. Von autoritativen Textsammlungen ausgehend stellen sich dem Menschen Fragen: Gegenüber dem, was die Überlieferung sagt, was das Wort Gottes sagt, brechen Fragen auf; das Wort wird zum Problem. Und nun diskutiert der Lehrer mit den Schülern zusammen, wie dieses Wort zu verstehen ist und annehmbar werden kann. Im Disput tauchen einerseits die autoritativen Quellen, andererseits die Argumente der Vernunft auf, und man versucht beides schließlich zusammenzuführen in einer Lösung, in der das Wort Gottes Antwort auf das menschliche Fragen wird und der Glaube, indem die Vernunft in ihn eingetreten ist, tiefer und persönlicher wird. Man hat dann diese »quaestiones«, diese Fragen und Dispute in Büchern zusammengefaßt, die man »Summen« nennt, systematische Formen der Theologie. So sollten die Einheit und die Harmonie der christlichen Offenbarung aufgezeigt werden, vor allem die Einheit von Vernunft und Glaube. Beide Theologien gehören zusammen: einerseits Theologie, in der die Liebe zu Gott und zum Wort Gottes anwesend ist, andererseits Theologie, in der die Nüchternheit der Vernunft und das rechte Verstehen in der jeweiligen Zeit arbeitet. Hans Urs von Balthasar hat einmal von »sitzender« und »kniender« Theologie gesprochen. Aber die ganze Theologie kann nicht allein im Knien und nicht allein im Sitzen gemacht werden. Beides, das betende Sich-Beugen vor Gott und das denkende Hinausgreifen in das Verstehen, gehört zusammen, damit wirkliche Theologie entsteht.

Mit Freude heiße ich alle Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache willkommen. Glaube und Vernunft helfen dem menschlichen Geist bei der Suche nach der Wahrheit, nach Gott. Diese Suche muß von einer Haltung des Gebets, der Demut und des Staunens begleitet sein. Dann wächst die Erkenntnis der Wahrheit und wird echte Weisheit des Herzens. Gott schenke uns dabei das Licht seiner Gnade.

[01566-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy deseo detenerme en una serie de hechos que, durante el siglo doce, provocaron un contexto favorable para el renacimiento de la teología latina. En este tiempo, en Europa reinaba la paz y el desarrollo económico y social. En la Iglesia, la "reforma gregoriana" iba produciendo notables logros, como la radicalidad evangélica de las comunidades y del clero o la expansión de la vida consagrada. Este resurgir puso las bases para que, en el siglo trece, despuntaran figuras como Santo Tomás o San Buenaventura.

En este contexto, los monasterios fueron un ámbito de gran actividad teológica. En ellos, los monjes, dotados de una basta cultura y de un gran fervor evangélico, trataban de suscitar el deseo de Dios, mediante la contemplación de los misterios sagrados en la Escritura. Precisamente, este acercamiento espiritual al texto bíblico -la lectio divina- fue uno de los temas centrales del Sínodo de los Obispos del año dos mil ocho.

Otro ámbito de este florecimiento teológico fueron las escuelas que aparecen junto a las catedrales. Estos centros, dedicados a la instrucción del clero, buscaban presentar la armonía y la unidad de la Revelación cristiana, mediante el llamado "método escolástico", donde predomina la confianza en la razón para la comprensión de las verdades de fe.

Saludo a los fieles de lengua española, procedentes de España y Latinoamérica. En particular, a los miembros de la Cofradía de la Vera Cruz, de Caravaca; a los fieles de la Parroquia Los Santos, de Torreón Coahuila; al grupo del Colegio Salesiano de San Juan y a los peregrinos provenientes de Bolivia. A todos os invito a acrecentar el deseo y la búsqueda de una íntima unión con Dios, que anime y sostenga vuestra fe y vuestra vida como creyentes. Muchas gracias.

[01567-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

No século XII, a partir dos mosteiros e das escolas junto das catedrais, desenvolveram-se dois modelos diferentes de teologia: a «teologia monástica» e a «teologia escolástica». A primeira foi desenvolvida pelos monges, devotados ouvintes e leitores orantes da Sagrada Escritura, que procuravam incentivar e nutrir o desejo amoroso de Deus. A teologia escolástica é obra de pessoas cultas, de mestres desejosos de mostrar o carácter razoável e o fundamento dos mistérios de Deus e do homem, que se devem acreditar com a fé mas também compreender pela razão. Fé e razão, em recíproco diálogo, vibram de alegria quando ambas são animadas pela busca duma união cada vez mais íntima com Deus.

Amados peregrinos do Porto e demais pessoas de língua portuguesa, sede bem-vindos! Uma saudação particular ao coro infanto-juvenil de Maringá e aos grupos paroquiais de Santa Cruz, em Belém, e de Nossa Senhora do Carmo, no Rio de Janeiro. Que nada vos impeça de viver e crescer na amizade de Deus. Procurai iluminar o vosso caminho com a Palavra divina, ouvindo-a atentamente na Eucaristia do domingo e reservando alguns momentos em cada dia para a sua meditação. Sobre vós e vossas famílias, desça a minha Bênção.

[01568-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua ungherese

Saluto in lingua lituana

Saluto in lingua ucraina

Saluto in lingua neerlandese

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua polacca  

Bracia i Siostry, drodzy Polacy. Bardzo serdecznie pozdrawiam was i waszych bliskich. Dzisiaj wspominamy świętych Apostołów Szymona i Judę Tadeusza. Szymon jest nam znany z gorliwości w wierze. Juda Tadeusz z zachęty wiernych do ufności w miłosierdzie Chrystusa. Wzywany jest w szczególnych potrzebach. Ich relikwie znajdują się w Bazylice Świętego Piotra. Polecając was wstawiennictwu tych świętych Patronów z serca wam błogosławię.

(Fratelli e sorelle, cari Polacchi. Saluto cordialmente voi e i vostri cari. Oggi ricordiamo i Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo. Conosciamo Simone per l’ardore della sua fede e Giuda Taddeo per l’incoraggiamento rivolto ai fedeli di porre la fiducia nella misericordia di Cristo; per questo viene invocato nelle necessità particolari. Le loro reliquie si trovano nella Basilica di San Pietro. Raccomandandovi all’intercessione dei Santi Patroni di oggi, vi imparto di cuore la mia benedizione.)

[01569-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua ungherese

Nagy szeretettel köszöntöm a magyar híveket, különösen azokat, akik a budapesti Szent Angéla Iskolábólés Somlóvásárhelyről jöttek. Az Egyház az apostolok, a szentek és boldogok tanúságtételére épült. Meszlényi Zoltán püspök vértanúsága legyen példa számotokra a keresztény életvezetésben. Apostoli áldásommal. Dicsértessék a Jézus Krisztus!

[Un saluto cordiale ai fedeli di lingua ungherese, specialmente a coloro che sono venuti dalla Scuola Sant'Angela di Budapest e da Somlóvásárhely. La Chiesa è edificata sulla testimonianza degli apostoli, dei santi e dei beati. Il martirio del Vescovo Zoltán Meszlényi sia per voi esempio di vita cristiana. Con la Benedizione Apostolica! Sia lodato Gesù Cristo!]

[01570-AA.01] [Testo originale: Ungherese]

Saluto in lingua lituana

Nuoširdžiai sveikinu piligrimus lietuvius. Brangūs bičiuliai, Apaštalų kapų aplankymas tepadeda jums vis labiau atverti širdis Dievui, tikrosios laimės šaltiniui. Visus nuoširdžiai laiminu!

[Saluto con affetto i pellegrini lituani. Cari amici la visita alle tombe degli Apostoli, vi aiuti ad aprire sempre più i vostri cuori a Dio, fonte della vera gioia. Di cuore vi benedico!]

[01571-AA.01] [Testo originale: Lituano]

Saluto in lingua ucraina

Щиро вітаю українських паломників. Дорогі друзі, нехай приклад святих апостолів Симона та Юди, пам’ять яких сьогодні святкуємо, пробудить у кожному з вас прагнення завжди свідчити Христа та Його Євангеліє спасіння. Від щирого серця вас благословляю. 

[Saluto con affetto i pellegrini ucraini. Cari amici l’esempio dei Santi Apostoli Simone e Giuda, di cui oggi celebriamo la festa, susciti in ciascuno di voi il desiderio di testimoniare sempre Cristo e il suo vangelo di salvezza. Di cuore vi benedico!]

[01573-AA.01] [Testo originale: Ucraino]

Saluto in lingua neerlandese

Mijn hartelijke groet aan de Nederlandse pelgrims, bijzonder de duizend met hun Bisschop van het bisdom 's-Hertogenbosch, in het Koninkrijk der Nederlanden, die de vierhonderd vijftigste verjaardag herdenken van de oprichting van hun diocees. Ik moedig allen sterk aan om steeds meer vast te houden aan Christus en overal met moed getuigenis te geven van het Evangelie. Aan ieder van u mijn zegen met grote liefde !

[Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini neerlandesi, in particolare a quelli provenienti da ‘s-Hertogenbosch - Paesi Bassi, che ricordano il 450° anniversario di erezione della loro diocesi. Tutti esorto ad aderire sempre più a Cristo, testimoniando con coraggio il Vangelo in ogni ambiente. A tutti la mia affettuosa benedizione!]

[01572-AA.01] [Testo originale: Neerlandese]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, ai componenti l’Associazione Regionale Cori d’Abruzzo, qui convenuti con l’Arcivescovo Mons. Carlo Ghidelli in occasione del decimo anniversario del "Meeting della coralità". Cari amici, auguro che la festosità del canto e della musica che voi recate in tanti ambiti, siano un costante invito per quanti vi ascoltano ad impegnarsi per costruire un futuro ricco di speranza. Saluto i rappresentanti del gruppo "Maranatha", di Pinerolo, accompagnati dal Vescovo Mons. Giorgio Debernardi, come pure gli esponenti dell’Ente Fiera, di Isola della Scala. Mentre invoco dalla Vergine ogni desiderato bene su tutti voi e sulle vostre famiglie, formulo fervidi voti che questo incontro con il Successore di Pietro susciti in ciascuno un rinnovato impegno di testimonianza cristiana.

Saluto, infine, i giovani, i malati, e gli sposi novelli. Oggi la liturgia ricorda i Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo. La loro testimonianza evangelica sostenga voi, cari giovani, nell'impegno di quotidiana fedeltà a Cristo; incoraggi voi, cari ammalati, a seguire sempre Gesù nel cammino della prova e della sofferenza; aiuti voi, cari sposi novelli, a fare della vostra famiglia il luogo del costante incontro con l'Amore di Dio e dei fratelli.

[01574-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0669-XX.01]