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L’UDIENZA GENERALE, 10.12.2008


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Santo Padre, continuando il ciclo di catechesi su San Paolo Apostolo, si è soffermato sui suoi insegnamenti riguardo ai sacramenti.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Papa ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle,

seguendo san Paolo abbiamo visto nella catechesi di mercoledì scorso due cose. La prima è che la nostra storia umana dagli inizi è inquinata dall'abuso della libertà creata, che intende emanciparsi dalla Volontà divina. E così non trova la vera libertà, ma si oppone alla verità e falsifica, di conseguenza, le nostre realtà umane. Falsifica soprattutto le relazioni fondamentali: quella con Dio, quella tra uomo e donna, quella tra l'uomo e la terra. Abbiamo detto che questo inquinamento della nostra storia si diffonde sull’intero suo tessuto e che questo difetto ereditato è andato aumentando ed è ora visibile dappertutto. Questa era la prima cosa. La seconda è questa: da san Paolo abbiamo imparato che esiste un nuovo inizio nella storia e della storia in Gesù Cristo, Colui che è uomo e Dio. Con Gesù, che viene da Dio, comincia una nuova storia formata dal suo sì al Padre, fondata perciò non sulla superbia di una falsa emancipazione, ma sull'amore e sulla verità.

Ma adesso si pone la questione: come possiamo entrare noi in questo nuovo inizio, in questa nuova storia? Come questa nuova storia arriva a me? Con la prima storia inquinata siamo inevitabilmente collegati per la nostra discendenza biologica, appartenendo noi tutti all'unico corpo dell'umanità. Ma la comunione con Gesù, la nuova nascita per entrare a far parte della nuova umanità, come si realizza? Come arriva Gesù nella mia vita, nel mio essere? La risposta fondamentale di san Paolo, di tutto il Nuovo Testamento è: arriva per opera dello Spirito Santo. Se la prima storia si avvia, per così dire, con la biologia, la seconda si avvia nello Spirito Santo, lo Spirito del Cristo risorto. Questo Spirito ha creato a Pentecoste l'inizio della nuova umanità, della nuova comunità, la Chiesa, il Corpo di Cristo.

Però dobbiamo essere ancora più concreti: questo Spirito di Cristo, lo Spirito Santo, come può diventare Spirito mio? La risposta è che ciò avviene in tre modi, intimamente connessi l'uno con l'altro. Il primo è questo: lo Spirito di Cristo bussa alle porte del mio cuore, mi tocca interiormente. Ma poiché la nuova umanità deve essere un vero corpo, poiché lo Spirito deve riunirci e realmente creare una comunità, poiché è caratteristico del nuovo inizio il superare le divisioni e creare l’aggregazione dei dispersi, questo Spirito di Cristo si serve di due elementi di aggregazione visibile: della Parola dell'annuncio e dei Sacramenti, particolarmente del Battesimo e dell'Eucaristia. Nella Lettera ai Romani, dice san Paolo: «Se con la tua bocca proclamerai: ‘Gesù è il Signore’, e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo» (10, 9), entrerai cioè nella nuova storia, storia di vita e non di morte. Poi san Paolo continua: «Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati?» (Rm 10, 14-15). In un successivo passo dice ancora: «La fede viene dall'ascolto» (Rm 10,17). La fede non è prodotto del nostro pensiero, della nostra riflessione, è qualcosa di nuovo che non possiamo inventare, ma solo ricevere come dono, come una novità prodotta da Dio. E la fede non viene dalla lettura, ma dall'ascolto. Non è una cosa soltanto interiore, ma una relazione con Qualcuno. Suppone un incontro con l'annuncio, suppone l'esistenza dell'altro che annuncia e crea comunione.

E finalmente l'annuncio: colui che annuncia non parla da sé, ma è inviato. Sta entro una struttura di missione che comincia con Gesù inviato dal Padre, passa agli apostoli - la parola apostoli significa «inviati» - e continua nel ministero, nelle missioni trasmesse dagli apostoli. Il nuovo tessuto della storia appare in questa struttura delle missioni, nella quale sentiamo ultimamente parlare Dio stesso, la sua Parola personale, il Figlio parla con noi, arriva fino a noi. La Parola si è fatta carne, Gesù, per creare realmente una nuova umanità. Perciò la parola dell'annuncio diventa Sacramento nel Battesimo, che è rinascita dall'acqua e dallo Spirito, come dirà san Giovanni. Nel sesto capitolo della Lettera ai Romani san Paolo parla in modo molto profondo del Battesimo. Abbiamo sentito il testo. Ma forse è utile ripeterlo: «Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo battezzati nella sua morte? Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a Lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (6,3-4).

In questa catechesi, naturalmente, non posso entrare in una interpretazione dettagliata di questo testo non facile. Vorrei brevemente notare solo tre cose. La prima: «siamo stati battezzati» è un passivo. Nessun può battezzare se stesso, ha bisogno dell'altro. Nessuno può farsi cristiano da se stesso. Divenire cristiani è un processo passivo. Solo da un altro possiamo essere fatti cristiani. E questo "altro" che ci fa cristiani, ci dà il dono della fede, è in prima istanza la comunità dei credenti, la Chiesa. Dalla Chiesa riceviamo la fede, il Battesimo. Senza lasciarci formare da questa comunità non diventiamo cristiani. Un cristianesimo autonomo, autoprodotto, è una contraddizione in sé. In prima istanza, questo altro è la comunità dei credenti, la Chiesa, ma in seconda istanza anche questa comunità non agisce da sé, secondo le proprie idee e desideri. Anche la comunità vive nello stesso processo passivo: solo Cristo può costituire la Chiesa. Cristo è il vero donatore dei Sacramenti. Questo è il primo punto: nessuno battezza se stesso, nessuno fa se stesso cristiano. Cristiani lo diventiamo.

La seconda cosa è questa: il Battesimo è più che un lavaggio. È morte e risurrezione. Paolo stesso parlando nella Lettera ai Galati della svolta della sua vita realizzatasi nell'incontro con Cristo risorto, la descrive con la parola: sono morto. Comincia in quel momento realmente una nuova vita. Divenire cristiani è più che un’operazione cosmetica, che aggiungerebbe qualche cosa di bello a un’esistenza già più o meno completa. È un nuovo inizio, è rinascita: morte e risurrezione. Ovviamente nella risurrezione riemerge quanto era buono nell'esistenza precedente.

La terza cosa è: la materia fa parte del Sacramento. Il cristianesimo non è una realtà puramente spirituale. Implica il corpo. Implica il cosmo. Si estende verso la nuova terra e i nuovi cieli. Ritorniamo all'ultima parola del testo di san Paolo: così - dice - possiamo "camminare in una nuova vita". Elemento di un esame di coscienza per noi tutti: camminare in una nuova vita. Questo per il Battesimo.

Veniamo adesso al Sacramento dell'Eucaristia. Ho già mostrato in altre catechesi con quale profondo rispetto san Paolo trasmetta verbalmente la tradizione sull'Eucaristia che ha ricevuto dagli stessi testimoni dell'ultima notte. Trasmette queste parole come un prezioso tesoro affidato alla sua fedeltà. E così sentiamo in queste parole realmente i testimoni dell'ultima notte. Sentiamo le parole dell'Apostolo: «Io infatti ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso. Il Signore Gesù nella notte in cui veniva tradito prese del pane e dopo aver reso grazie lo spezzò e disse: questo è il mio Corpo che è per voi, fate questo in memoria di me. Allo stesso modo dopo aver cenato prese anche il calice dicendo: questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me» (1 Cor 11,23-25). È un testo inesauribile. Anche qui, in questa catechesi, solo due brevi osservazioni. Paolo trasmette le parole del Signore sul calice così: questo calice è «la nuova alleanza nel mio sangue». In queste parole si nasconde un accenno a due testi fondamentali dell'Antico Testamento. Il primo accenno è alla promessa di una nuova alleanza nel Libro del profeta Geremia. Gesù dice ai discepoli e dice a noi: adesso, in questa ora, con me e con la mia morte si realizza la nuova alleanza; dal mio sangue comincia nel mondo questa nuova storia dell'umanità. Ma è presente, in queste parole, anche un accenno al momento dell'alleanza del Sinai, dove Mosè aveva detto: "Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di queste parole" (Es 24,8). Là si trattava di sangue di animali. Il sangue degli animali poteva essere solo espressione di un desiderio, attesa del vero sacrificio, del vero culto. Col dono del calice il Signore ci dona il vero sacrificio. L'unico vero sacrificio è l'amore del Figlio. Col dono di questo amore, amore eterno, il mondo entra nella nuova alleanza. Celebrare l'Eucaristia significa che Cristo ci dà se stesso, il suo amore, per conformarci a se stesso e per creare così il mondo nuovo.

Il secondo importante aspetto della dottrina sull'Eucaristia appare nella stessa prima Lettera ai Corinzi dove san Paolo dice: «Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il Corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un corpo solo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane» (10, 16-17). In queste parole appare ugualmente il carattere personale e il carattere sociale del Sacramento dell'Eucaristia. Cristo si unisce personalmente ad ognuno di noi, ma lo stesso Cristo si unisce anche con l'uomo e con la donna accanto a me. E il pane è per me e anche per l'altro. Così Cristo ci unisce tutti a sé e unisce tutti noi, l’uno con l'altro. Riceviamo nella comunione Cristo. Ma Cristo si unisce ugualmente con il mio prossimo: Cristo e il prossimo sono inseparabili nell'Eucaristia. E così noi tutti siamo un solo pane, un solo corpo. Un’Eucaristia senza solidarietà con gli altri è un’Eucaristia abusata. E qui siamo anche alla radice e nello stesso tempo al centro della dottrina sulla Chiesa come Corpo di Cristo, del Cristo risorto.

Vediamo anche tutto il realismo di questa dottrina. Cristo ci dà nell'Eucaristia il suo corpo, dà se stesso nel suo corpo e così ci fa suo corpo, ci unisce al suo corpo risorto. Se l'uomo mangia pane normale, questo pane nel processo della digestione diventa parte del suo corpo, trasformato in sostanza di vita umana. Ma nella santa Comunione si realizza il processo inverso. Cristo, il Signore, ci assimila a sé, ci introduce nel suo Corpo glorioso e così noi tutti insieme diventiamo Corpo suo. Chi legge solo il cap. 12 della prima Lettera ai Corinzi e il cap. 12 della Lettera ai Romani potrebbe pensare che la parola sul Corpo di Cristo come organismo dei carismi sia solo una specie di parabola sociologico-teologica. Realmente nella politologia romana questa parabola del corpo con diverse membra che formano una unità era usata per lo Stato stesso, per dire che lo Stato è un organismo nel quale ognuno ha la sua funzione, la molteplicità e diversità delle funzioni formano un corpo e ognuno ha il suo posto. Leggendo solo il cap. 12 della prima Lettera ai Corinzi si potrebbe pensare che Paolo si limiti a trasferire soltanto questo alla Chiesa, che anche qui si tratti solo di una sociologia della Chiesa. Ma tenendo presente questo capitolo decimo vediamo che il realismo della Chiesa è ben altro, molto più profondo e vero di quello di uno Stato-organismo. Perché realmente Cristo dà il suo corpo e ci fa suo corpo. Diventiamo realmente uniti col corpo risorto di Cristo, e così uniti l'uno con l'altro. La Chiesa non è solo una corporazione come lo Stato, è un corpo. Non è semplicemente un’organizzazione, ma un vero organismo.

Alla fine, solo una brevissima parola sul Sacramento del matrimonio. Nella Lettera ai Corinzi si trovano solo alcuni accenni, mentre la Lettera agli Efesini ha realmente sviluppato una profonda teologia del Matrimonio. Paolo definisce qui il Matrimonio «mistero grande». Lo dice «in riferimento a Cristo e alla sua Chiesa» (5, 32). Va rilevata in questo passo una reciprocità che si configura in una dimensione verticale. La sottomissione vicendevole deve adottare il linguaggio dell'amore, che ha il suo modello nell'amore di Cristo verso la Chiesa. Questo rapporto Cristo-Chiesa rende primario l'aspetto teologale dell'amore matrimoniale, esalta la relazione affettiva tra gli sposi. Un autentico matrimonio sarà ben vissuto se nella costante crescita umana e affettiva si sforzerà di restare sempre legato all'efficacia della Parola e al significato del Battesimo. Cristo ha santificato la Chiesa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua, accompagnato dalla Parola. La partecipazione al corpo e sangue del Signore non fa altro che cementare, oltre che visibilizzare, una unione resa per grazia indissolubile.

E alla fine sentiamo la parola di san Paolo ai Filippesi: "Il Signore è vicino" (Fil 4,5). Mi sembra che abbiamo capito che, mediante la Parola e mediante i Sacramenti, in tutta la nostra vita il Signore è vicino. Preghiamolo affinché possiamo sempre più essere toccati nell'intimo del nostro essere da questa sua vicinanza, affinché nasca la gioia – quella gioia che nasce quando Gesù è realmente vicino.

[01902-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers Frères et Sœurs,

L’enseignement de saint Paul nous présente une riche doctrine sur la ‘nouvelle créature’ et ‘l’homme nouveau’ que nous sommes appelés à devenir, notamment par les sacrements. Ainsi, le baptême est-il sacrement de la participation à la mort et à la résurrection du Christ. Il est commencement et germe de vie nouvelle. Il nous insère dans le Corps mystique du Christ. Dans le lien qu’il reconnaît entre le Baptême et l’Esprit, Paul laisse entrevoir le sens de ce qui sera ensuite le sacrement de Confirmation. L’homme nouveau, le baptisé, vit de l’Esprit.

Rappelant aux Corinthiens la dernière Cène, Paul souligne que le baptisé est appelé à vivre la communion avec le Christ et à travers lui, avec son corps qui est l’Église, dans le sacrement de l’Eucharistie. La doctrine de Paul concerne aussi le sacrement du mariage qu’il considère à travers l’image de la communion entre le Christ et son Église. Pour l’Apôtre, l’acte conjugal exprime le fait que l’homme et la femme s’appartiennent l’un à l’autre. Le mariage est un don de Dieu. Il a son modèle dans l’amour du Christ envers l’Église.

Je suis heureux d’accueillir les pèlerins francophones, en particulier les religieuses du cours de formation de formatrices à la vie consacrée et le groupe de la République du Congo. Que l’enseignement de saint Paul vous aide à approfondir votre communion au Christ et à l’Église, notamment par la vie sacramentelle. Avec ma Bénédiction apostolique !

[01903-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

As we continue our catechesis on the writings of Saint Paul, I wish today to consider some of the ways in which this great Apostle contributes to our understanding of the Church’s sacramental life. Baptism, he explains, is a sharing in the death and resurrection of Christ. We die to sin, and we rise with Christ to a new life of mystical union with him. Washed clean in the purifying waters, we emerge sanctified and justified, and we "put on" Christ. Through Baptism, the believer becomes a "new creature", renewed in the Holy Spirit, and incorporated through the same Spirit into the one body of Christ. In the sacrament of the Eucharist, the life of the Church is nourished and built up. Following the teaching handed down by the Apostles, the Christian community does what Jesus did at the Last Supper, when he took bread and wine, blessed them, and gave them to his disciples to eat and drink. In this way, the memory of the Passion is recalled and a foretaste of the heavenly banquet is given to God’s people as they await his coming again. The Eucharist seals the union between Christ and his bride, the Church – and in the course of a reflection on this mystical relationship, Saint Paul develops his understanding of Christian marriage. By pondering the teaching of this great Apostle, may we grow daily in our love for the Church and draw deeply from the wells of living water that she opens up for us.

I am pleased to welcome the English-speaking pilgrims and visitors here today, including groups from Australia and the United States. I greet especially the newly professed Missionaries of Charity from various countries. Upon all of you, and upon your families and loved ones, I invoke God’s blessings of joy and peace.

[01904-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Die Lehre des heiligen Paulus über Christus als unseren Erlöser führt uns zur Frage, wie die Erlösung zu uns gelangt. Das Heil ist Ergebnis des Zusammenwirkens der Gnade Gottes und unserer freien Zustimmung zu ihr durch unseren Glauben. Der Glaube, der in der Verkündigung des Wortes Christi gründet, bewirkt eine „neue Schöpfung". Diese nimmt in der Gemeinschaft der Gläubigen Gestalt an. Paulus entfaltet hier eine sakramentale Sicht der Heilsordnung. In den Sakramenten kommt die grundlegende Dynamik der Wirksamkeit des Wortes Gottes zur Ausführung. Am Anfang steht die Taufe, die den glaubenden Menschen in die Kirche als den mystischen Leib Christi eingliedert und am Tod und an der Auferstehung des Herrn teilhaben läßt. So ist sie Beginn und Keim des neuen Lebens in Christus: Die Gläubigen haben gleichsam Christus angezogen, werden in Ihm zu einer „neuen Schöpfung" und erneuert durch den Heiligen Geist. Der Getaufte ist dann gerufen, die Gemeinschaft mit Christus – und durch Ihn mit seinem Leib, der Kirche – im Sakrament der Eucharistie zu leben. Jesus Christus hat die Eucharistie am Vorabend seines Leidens und Sterbens eingesetzt zum Zeichen seiner Hingabe für uns. Er gibt sich selbst, damit wir zu einem einzigen Leib werden, indem wir an dem einen Brot teilhaben. Schließlich entwickelt Paulus die christliche Ehe als lebendiges Bild der Gemeinschaft zwischen Christus und seiner Kirche. Zum einen ist die Ehe ein Geschenk und Ausdruck, das Mann und Frau einander gehören. Zum anderen ist sie ein tiefes Geheimnis in bezug auf die Liebe Christi zur Kirche. Die Ehe gelingt, wenn sie mit dem wirksamen Wort Gottes und der Bedeutung der Taufe verbunden bleibt und wenn ihr Bund durch die Teilhabe am Leib und am Blut des Herrn gefestigt wird.

Gerne grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher. Gottes Wort ist wirkmächtig. Wir wollen seine Botschaft in unsere Herzen aufnehmen und als Kinder Gottes mitwirken, daß sein Heil zu den Menschen gelangt. Gottes Segen begleite euch durch diese Zeit des Advents.

[01905-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Para San Pablo, la predicación de la Palabra de Cristo es eficaz, provoca la fe y convierte a los creyentes en miembros de un único cuerpo. Los sacramentos son una actuación diferenciada de este dinamismo fundamental. Así, por el Bautismo, el creyente participa de la muerte y resurrección de Cristo y, por tanto, lleva en sí el germen de una vida nueva, recibe la gracia que lo libera del pecado, se reviste de Cristo y se hace hijo de Dios por adopción. Después, por el sacramento de la Confirmación, los bautizados se configuran más plenamente con Cristo como nuevas criaturas puestas bajo la ley del Espíritu. Además, están llamados a vivir el mismo sentido de comunión con Cristo y, a través de Él, con su cuerpo, que es la Iglesia, en el sacramento de la Eucaristía, al participar como hermanos de un único Pan. Desde esta misma perspectiva de la comunión, el Apóstol explica también el sacramento del matrimonio, que no ha de entenderse sólo como un remedio de la concupiscencia, sino como la expresión de la mutua pertenencia de los esposos, iluminada por el misterio del gran amor entre Cristo y su Iglesia.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en particular a los fieles de la Parroquia de San Benito, de Gondomar, Pontevedra, y a los demás grupos venidos de España, México y otros países latinoamericanos. Que la doctrina del Apóstol Pablo renueve en vosotros la gracia recibida en los sacramentos y os ayude a tomar conciencia de vuestra condición de discípulos de Cristo y miembros vivos de la Iglesia. Muchas gracias.

[01906-04.01] [Texto original: Español]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua portoghese  

Saluto in lingua polacca  

Saluto in lingua slovacca  

Saluto in lingua croata  

Saluto in lingua slovena  

Saluto in lingua italiana  

Saluto in lingua portoghese  

Amados peregrinos de língua portuguesa, as minhas boas-vindas a todos, com uma saudação deferente e amiga aos Presidentes das Câmaras e respectivos munícipes do Alto Tâmega. Imploro as bênçãos de Deus sobre os respectivos compromissos institucionais para que, inspirados pela solidariedade cristã, possam servir e promover o bem comum da sociedade. Com estes votos e a certeza da minha oração pelas intenções que vos trouxeram a Roma, vos abençoo a vós, aos vossos familiares e comunidades cristãs.

[01907-06.01][Texto original: Português]

Saluto in lingua polacca

Pozdrawiam serdecznie obecnych tu Polaków. Zachęceni nauczaniem świętego Pawła korzystajmy często z sakramentów świętych. Ich owocem jest nasza szczególna więź z Chrystusem, duch wzajemnej miłości i odwaga w dawaniu świadectwa. Czas Adwentu niech będzie dla nas okazją do pogłębienia życia sakramentalnego. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[Saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Incoraggiati dell’insegnamento di San Paolo, accostiamoci spesso ai Sacramenti della Chiesa. I loro frutti sono il nostro particolare legame con Cristo, lo spirito d’amore vicendevole e il coraggio nel rendere testimonianza. Il tempo d’Avvento sia un’occasione concreta per l’approfondimento della nostra vita sacramentale. Sia lodato Gesù Cristo.]

[01908-09.01] [Testo originale: polacco]

Saluto in lingua slovacca

S láskou ozdravujem slovenských pútnikov zBratislavy ako aj študentov Grécko-katolíckeho gymnázia svätého Jána Krstiteľa z Trebišova.

Bratia a sestry, milí mladí, prajem vám, aby ste prežívali tento Advent podľa vzoru Panny Márie vradostnom očakávaní Spasiteľa. Zo srdca vás žehnám.

Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Saluto con affetto i pellegrini slovacchi provenienti da Bratislava come pure gli studenti del Ginnasio greco-cattolico San Giovanni Battista di Trebišov.

Fratelli e sorelle, cari giovani, vi auguro di vivere questo tempo di Avvento come la Vergine Maria nella gioiosa attesa del Salvatore. Di cuore vi benedico.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[01909-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua croata

Srdačno pozdravljam hrvatske hodočasnike, a osobito djelatnike Ministarstva prosvjete, znanosti, kulture i športa Zapadnohercegovačke županije iz Bosne i Hercegovine. Iščekujući u nadi slavni Kristov dolazak, živimo dostojno sakramenta krštenja po kojem smo postali njegovi učenici. Hvaljen Isus i Marija!

[Saluto di cuore i pellegrini croati, particolarmente gli impiegati del Ministero dell’educazione, scienza, cultura e sport della Contea di Nord-Erzegovina della Bosnia ed Erzegovina. Aspettando nella speranza la gloriosa venuta di Cristo, viviamo in conformità al Sacramento del Battesimo per mezzo del quale siamo divenuti i suoi discepoli. Siano lodati Gesù e Maria!]

[01910-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua slovena

Lepo pozdravljam člane skupnosti Barka iz Slovenije! Naj vam to romanje ob deseti obletnici vašega druženja pomaga, da boste imeli vedno bolj radi drug drugega pa tudi Jezusa, našega Brata in Gospoda. Naj bo z vami moj blagoslov!

[Rivolgo un cordiale saluto ai membri della Comunità dell’Arca provenienti dalla Slovenia! Questo pellegrinaggio in occasione del 10° Anniversario del vostro stare insieme vi sia d’aiuto affinché possiate sempre di più volervi bene gli uni gli altri, ed amare anche Gesù, nostro Fratello e Signore. Vi accompagni la mia Benedizione!]

[01911-AA.01] [Testo originale: Sloveno]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo ora un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i rappresentanti della Federazione Italiana Gioco Calcio dell’Umbria e i fedeli della Cappellania Beato Giovanni XXIII e Beato Andrea Ferrari di Milano. Saluto inoltre la Delegazione del Comune di Mazzarrone, che ringrazio per il generoso dono dell’uva destinata ai poveri di Roma.

Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La Beata Vergine di Loreto, di cui oggi facciamo memoria, aiuti voi, cari giovani, a disporre i vostri cuori ad accogliere Gesù, che ci salva con la potenza del suo amore; conforti voi, cari malati, che nella vostra esperienza di malattia condividete con Cristo il peso della Croce, e incoraggi voi, cari sposi novelli che da poco tempo avete fondato la vostra famiglia, a crescere sempre più in quell'amore che Gesù ci ha donato nel suo Natale.

[01912-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0769-XX.01]