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L’UDIENZA GENERALE, 11.05.2005


L’Udienza Generale di questa mattina si svolge alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre incontra gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, riprendendo il ciclo di catechesi di Giovanni Paolo II sui Salmi e i Cantici e utilizzando i testi da lui predisposti, Benedetto XVI commenta il Cantico cfr Ap 15,3-4 - Inno di adorazione e di lode - Vespri del Venerdì della 2a Settimana (Lettura: Ap 15,3-4).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre Benedetto XVI rivolge particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si conclude con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari Fratelli e Sorelle,

1. Breve e solenne, incisivo e grandioso nella sua tonalità, è il Cantico che ora abbiamo ascoltato e così fatto nostro elevandolo come inno di lode al «Signore Dio onnipotente» (Ap 15,3). Questo è uno dei tanti testi oranti incastonati nell’Apocalisse, l’ultimo libro della Sacra Scrittura, libro di giudizio, di salvezza e soprattutto libro di speranza.

La storia, infatti, non è in mano a potenze oscure, al caso o alle sole scelte umane. Sullo scatenarsi di energie malvagie che vediamo, sull’irrompere veemente di Satana, sull’emergere di tanti flagelli e mali, si eleva il Signore, arbitro supremo della vicenda storica. Egli la conduce sapientemente verso l’alba dei nuovi cieli e della nuova terra, cantati nella parte finale del libro sotto l’immagine della nuova Gerusalemme (cfr Ap 21-22).

A intonare questo Cantico che ora vogliamo meditare sono i giusti della storia, i vincitori della Bestia satanica, coloro che attraverso l’apparente sconfitta del martirio sono in realtà i veri costruttori del mondo nuovo, con Dio artefice supremo.

2. Essi iniziano esaltando le «opere grandi e mirabili» e le «vie giuste e veraci» del Signore (cfr v. 3). Il linguaggio usato in questo Cantico è quello caratteristico dell’esodo di Israele dalla schiavitù egiziana. Il primo cantico di Mosè - pronunciato dopo il passaggio del mar Rosso - celebra il Signore «tremendo nelle imprese, operatore di prodigi» (Es 15,11). Il secondo cantico - riferito dal Deuteronomio al termine della vita del grande legislatore - ribadisce che «perfetta è l’opera sua; tutte le sue vie sono giustizia» (Dt 32,4).

Si vuole, quindi, riaffermare che Dio non è indifferente alle vicende umane, ma in esse penetra realizzando le sue «vie», ossia i suoi progetti e le sue «opere» efficaci.

3. Secondo il nostro inno, questo intervento divino ha uno scopo ben preciso: essere un segno che invita tutti i popoli della terra alla conversione. L’inno quindi invita tutti noi sempre di nuovo alla conversione. Le nazioni devono imparare a «leggere» nella storia un messaggio di Dio. L’avventura dell’umanità non è confusa e senza significato, né è votata senza appello alla prevaricazione dei prepotenti e dei perversi.

Esiste la possibilità di riconoscere l’agire divino nascosto nella storia. Anche il Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Costituzione pastorale Gaudium et spes, invita il credente a scrutare, alla luce del Vangelo, i segni dei tempi per trovare in essi la manifestazione dell’agire stesso di Dio (cfr nn. 4 e 11). Questo atteggiamento di fede porta l’uomo a ravvisare la potenza di Dio operante nella storia, e ad aprirsi così al timore del nome del Signore. Nel linguaggio biblico, infatti, questo «timore» di Dio non è paura, non coincide con la paura; ma il timor di Dio è tutt’altra cosa: è il riconoscimento del mistero della trascendenza divina. Esso perciò è alla base della fede e si intreccia con l’amore. Dice la Sacra Scrittura nel Deuteronomio: «Il Signore tuo Dio ti chiede che tu lo tema e che tu l’ami con tutto il cuore e con tutta l’anima» (cfr Dt 10,12). E Sant’Ilario, Vescovo del IV secolo, ha detto: "Tutto il nostro timore è nell’amore".

In questa linea, nel nostro breve inno, tratto dall’Apocalisse, si uniscono timore e glorificazione di Dio. L’inno dice: «Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome?» (15,4). Grazie al timore del Signore non si ha paura del male che imperversa nella storia e si riprende con vigore il cammino della vita. Proprio grazie al timore di Dio non abbiamo paura del mondo e di tutti questi problemi, non abbiamo paura degli uomini, perché Dio è più forte. Papa Giovanni XXIII una volta ha detto: "Chi crede non trema, perché avendo timore di Dio che è buono, non ha paura del mondo e del futuro". Così dice il profeta Isaia: «Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: "Coraggio! Non temete!"» (Is 35,3-4).

4. L’inno finisce con la previsione di una processione universale di popoli che si presenteranno davanti al Signore della storia, svelato attraverso i suoi «giusti giudizi» (cfr Ap 15,4). Essi si prostreranno in adorazione. E l’unico Signore e Salvatore sembra loro ripetere le parole pronunziate l’ultima sera della sua vita terrena quando ha detto ai suoi apostoli: «Abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).

E noi vogliamo concludere la nostra breve riflessione sul cantico dell’«Agnello vittorioso» (cfr Ap 15,3), intonato dai giusti dell’Apocalisse, con un antico inno del lucernario, ossia della preghiera vespertina, già noto a san Basilio di Cesarea. Questo inno dice: «Giunti al tramonto del sole, nel vedere la luce della sera, cantiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo di Dio. Sei degno di essere cantato in ogni momento con voci sante, Figlio di Dio, tu che dai la vita. Per questo il mondo ti glorifica» (S. Pricoco-M. Simonetti, La preghiera dei cristiani, Milano 2000, p. 97).

Grazie!

[00552-01.02] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Sintesi della catechesi in lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

Ce Cantique bref et solennel est une hymne de louange au «Seigneur, Dieu de l’univers» ; il fait partie des nombreux textes de prière regroupés dans l’Apocalypse, livre de justice, de salut et, par-dessus tout, d’espérance. Devant le déchaînement des forces du Mal, devant l’émergence des fléaux, le Seigneur se dresse en arbitre suprême des tribulations de l’histoire, qu’il conduit avec sagesse vers l’aube des cieux nouveaux et de la nouvelle terre. Selon cette hymne, l’intervention divine a un but bien précis : être un signe qui invite tous les peuples de la terre à la conversion. L’histoire humaine n’est pas désordonnée ni sans signification. L’homme peut reconnaître Dieu agissant au cœur même de l’histoire et, à partir de là, s’ouvrir à la crainte du nom de Dieu. Dans le langage biblique, la «crainte» ne désigne pas la peur ; elle est la reconnaissance du mystère de la transcendance divine, qui permet d’accueillir la parole du Sauveur : «Ayez confiance ; j’ai vaincu le monde !» (Jn 16, 33).

Je suis heureux d’accueillir les pèlerins francophones présents ce matin, notamment les jeunes du Foyer de Charité, de Châteauneuf-de-Galaure et les jeunes du Collège du Tampon, de l’Ile de la Réunion. Puisse votre séjour à Rome affermir votre foi et faire de vous des témoins de l’Évangile ! Je vous confie tous à la Bienheureuse Vierge Marie.

[00553-03.02] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters in Christ,

Today I would like to reflect with you on the Canticle found in Chapter Fifteen of the Book of Revelation. It is a song which proclaims the victory of Christ, the Lamb who was slain for our salvation. The language of the hymn reminds us of the song which Moses and the people of Israel sang after their deliverance from slavery in Egypt.

The Canticle celebrates God’s saving work, which reaches out to all the peoples of the earth. It invites all nations to come and worship the "Lord, God, the Almighty" and to fear and glorify his holy name.

Let us take part in that great procession of all the nations, who "come and worship" the Lord. Let us fall down before the victorious Lamb of God and listen to him as he repeats to us the words he said on the night before he died: "Take courage; I have overcome the world!" (Jn 16:33).

In the name of Christ, I greet all the English-speaking visitors present at this Audience, including pilgrims from England, Ireland and the United States of America. I warmly welcome you to Rome, the city of the Apostles Peter and Paul, and I pray that the time you spend here may be a source of spiritual refreshment. Upon you and all your loved ones I invoke God’s blessings of joy and peace.

[00554-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Das Lied aus der Geheimen Offenbarung, das uns soeben zu Gehör gebracht wurde (vgl. Off 15, 3-4), preist Gottes Wirken in der Geschichte. Die Ereignisse sind kein Spiel des Zufalls. Dem Zwang irdischer Mächte zum Trotz bleibt der Allmächtige Gott der Herr der Geschichte. Seine auserwählten Werkzeuge sind die Gerechten, die oft genug im Leiden geprüft und geläutert werden.

Alle Menschen sind eingeladen, die Handschrift des Schöpfers auf ihrem Lebensweg zu erkennen. Im göttlichen Walten offenbart sich das Geheimnis seiner Weisheit und Güte. Menschliches Treiben verstummt davor in staunender Ehrfurcht: „Alle Völker kommen und beten dich an; denn deine gerechten Taten sind offenbar geworden" (V. 4).

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle deutschsprachigen Pilger und Besucher, besonders an die vielen Jugendlichen! In einigen Tagen feiern wir Pfingsten, die Herabkunft des Heiligen Geistes auf die betende Gemeinschaft der Kirche. Der Schöpfer Geist erfülle auch eure Herzen mit dem Licht seiner Liebe. Der Friede Christi begleite euch allezeit! Euch allen eine gute Zeit in Rom!

[00555-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos Hermanos y Hermanas:

El himno del Apocalipsis, en el cual nos hemos centrado hoy, es un canto de los justos que, mediante la aparente derrota del martirio, son en realidad los vencedores, los constructores del mundo nuevo, cuyo artífice supremo es Dios. Porque, a pesar de tantas desdichas y maldades, el Señor es el árbitro supremo de toda la historia. No permanece indiferente ante la aventura humana, sino que interviene eficazmente para hacer presente su proyecto de salvación. De este modo, la existencia adquiere significado y no está sometida a los desmanes de los prepotentes.

Al recordar las grandes gestas del pasado, el justo aprende a temer a Dios, es decir, a reconocer su trascendencia divina y, por tanto, a fiarse de él y amarlo. El himno concluye con la visión de un universo en que todos se presentarán ante el supremo Señor y lo adorarán, constatando la gran verdad de aquellas palabras de Jesús: "Tened confianza. Yo he vencido al mundo".

Saludo al grupo del Hogar de los niños que quieren sonreír, de Puerto Rico, a las quinceañeras de México, así como a los demás grupos de peregrinos de España y Latinoamérica. Invito a todos vivir como enviados por Cristo al mundo, con la fuerza del Espíritu Santo.

[00556-04.01] [Texto original: Español]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua portoghese

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua slovena

Saluto in lingua lituana

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua italiana

○ Saluto in lingua portoghese

Saúdo com afeto os peregrinos de língua portuguesa, especialmente alguns visitantes brasileiros. A todos convido para que se prepararem à Festividade de Pentecostes, evocando as luzes do Espírito Santo a fim de caminhar com otimismo e fé nas batalhas da vida, até ao encontro com o Senhor no seu Reino. Com a minha Bênção Apostólica.

[00557-06.01] [Texto original: Português]

Saluto in lingua croata

Od srca pozdravljam hrvatske hodočasnike iz Zadra! Budite blagoslovljeni i postojani u vjeri!
Hvaljen Isus i Marija!

[Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini croati di Zadar. Siate benedetti e saldi nella fede.
Siano lodati Gesù e Maria!]

[00558-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua slovena

Z veseljem pozdravljam romarje iz Slovenije! Naj vas romanje na grobove apostolov Petra in Pavla utrdi v veri!

[Con piacere saluto i pellegrini dalla Slovenia. Il pellegrinaggio sulle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo rafforzi la vostra fede!]

[00559-AA.01] [Testo originale: Sloveno]

Saluto in lingua lituana

Sveikinu lietuvius maldininkus!
Tegul Mergelė Marija, kuriai skirtas šis mėnuo, jus visada lydi ištikimybės ir šventumo keliu.
Laiminu jus ir jūsų šeimas.

[Saluto i pellegrini lituani!
Vi auguro che la Vergine Maria, in questo mese a Lei dedicato, vi accompagni sempre sul cammino della fedeltà e della santità.
Benedico voi e le vostre famiglie.]

[00560-AA.01] [Testo originale: Lituano]

Saluto in lingua polacca

Pozdrawiam obecnych tu Polaków. W tych dniach razem z wami oddaję cześć świętemu Stanisławowi i polecam jego opiece cały Kościół w Polsce. Z serca wam błogosławię. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

[Saluto tutti i polacchi qui presenti. In questi giorni insieme a voi rendo gloria a San Stanislao e affido alla sua protezione la Chiesa in Polonia. Vi benedico di cuore. Sia lodato Gesù Cristo!]

[00561-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua italiana

Grazie, ancora una parola agli italiani. Un cordiale benvenuto ai vari pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i Padri Giuseppini del Murialdo e i partecipanti all’incontro promosso dal Movimento dei Focolari. Saluto inoltre i fedeli di Ischia, accompagnati dal loro Pastore Monsignor Filippo Strofaldi, i Seminaristi dello studio teologico interdiocesano delle diocesi di Cuneo, Fossano, Mondovì e Saluzzo, come pure i rappresentanti della Guardia di Finanza, provenienti da L’Aquila e la delegazione del Corpo nazionale del Soccorso Alpino del Trentino.

Tutti incoraggio a operare, nei rispettivi ambiti di impegno ecclesiale e civile, per la costruzione di una civiltà ispirata ai valori cristiani.

Mi rivolgo, infine, a voi giovani, a voi malati e a voi sposi novelli. Dopo domani ricorre la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima. Carissimi, vi esorto a rivolgervi incessantemente e con fiducia alla Madonna, affidando a Lei ogni vostra necessità.

[00562-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0268-XX.03]