Sala Stampa

www.vatican.va

Sala Stampa Back Top Print Pdf
Sala Stampa


L’UDIENZA GENERALE, 10.10.2001


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

L’Udienza Generale di questa mattina si svolge alle ore 10 in Piazza S. Pietro dove il Santo Padre incontra gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa riprendendo il ciclo di catechesi sul Salterio, tratta il tema: "Cantico: Ger 31,10-14 (Dio libera e raduna il suo popolo nella gioia) - Lodi Giovedì 1ª Settimana".

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, Giovanni Paolo II rivolge particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si conclude con la recita del Pater Noster e la Benedizionr Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

1. "Ascoltate, popoli, la parola del Signore, annunziatela alle isole più lontane" (Ger 31,10). Quale notizia sta per essere data con queste solenni parole di Geremia, che abbiamo ascoltato nel Cantico or ora proclamato? Si tratta di una notizia consolante, e non a caso i capitoli che la contengono (cfr 30-31), sono qualificati come "Libro della consolazione". L’annuncio riguarda direttamente l’antico Israele, ma fa già in qualche modo intravedere il messaggio evangelico.

Ecco il cuore di questo annuncio: "Il Signore ha redento Giacobbe, lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui" (Ger 31,11). Lo sfondo storico di queste parole è costituito da un momento di speranza sperimentato dal popolo di Dio, a circa un secolo da quando il Nord del Paese, nel 722, era stato occupato dalla potenza assira. Ora, al tempo del profeta, la riforma religiosa del re Giosia esprime un ritorno del popolo all’alleanza con Dio e accende la speranza che il tempo del castigo sia finito. Prende corpo la prospettiva che il Nord possa tornare alla libertà e Israele e Giuda si ricompongano in unità. Tutti, anche le "isole più lontane", dovranno essere testimoni di questo evento meraviglioso: Dio, pastore di Israele, sta per intervenire. Lui che ha permesso la dispersione del suo popolo, ora viene a radunarlo.

2. L'invito alla gioia è sviluppato con immagini che coinvolgono profondamente. È un oracolo che fa sognare! Delinea un futuro in cui gli esiliati "verranno e canteranno", e ritroveranno non soltanto il tempio del Signore, ma anche tutti i beni: il grano, il mosto, l’olio, i nati dei greggi e degli armenti. La Bibbia non conosce un astratto spiritualismo. La gioia promessa non riguarda soltanto l’intimo dell’uomo, giacché il Signore si prende cura della vita umana in tutte le sue dimensioni. Gesù stesso non mancherà di sottolineare questo aspetto, invitando i suoi discepoli a fidarsi della Provvidenza anche per le necessità materiali (cfr Mt 6,25-34). Il nostro Cantico insiste su questa prospettiva: Dio vuole rendere felice l’uomo intero. La condizione che egli prepara per i suoi figli è espressa dal simbolo del "giardino irrigato" (Ger 31,12), immagine di freschezza e fecondità. Il lutto si converte in festa, si è saziati di delizie (cfr v. 14) e colmati di beni, tanto che viene spontaneo danzare e cantare. Sarà una gioia incontenibile, una letizia di popolo.

3. La storia ci dice che questo sogno non si è avverato allora. Ma non certo perché Dio sia venuto meno alla sua promessa: di questa delusione è stato responsabile ancora una volta il popolo, con la sua infedeltà. Lo stesso libro di Geremia si incarica di dimostrarlo con lo sviluppo di una profezia che si fa sofferta e dura, e conduce progressivamente ad alcune delle fasi più tristi della storia di Israele. Non solo gli esiliati del Nord non ritorneranno, ma la stessa Giudea sarà occupata da Nabucodonosor nel 587 a. C. Cominceranno allora giorni amari, quando, sulle rive di Babilonia, si dovrà appendere la cetra ai salici (cfr Sal 136,2). Non potrà esserci nell’animo una disposizione a cantare per la soddisfazione degli aguzzini; non si può gioire, se si è strappati a forza dalla patria, la terra dove Dio ha posto la sua dimora.

4. E tuttavia l’invito alla gioia che caratterizza questo oracolo non perde di significato. Resta salda, infatti, la motivazione ultima su cui esso poggia, e che è espressa soprattutto da alcuni intensi versetti, che precedono quelli proposti nella Liturgia delle Ore. Occorre averli ben presenti, mentre si leggono le espressioni di gioia del nostro Cantico. Essi descrivono in termini vibranti l’amore di Dio per il suo popolo. Additano un patto irrevocabile: "Ti ho amato di amore eterno" (Ger 31,3). Cantano l’effusione paterna di un Dio che chiama Efraim suo primogenito e lo copre di tenerezza: "Essi erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li condurrò a fiumi d’acqua per una strada diritta in cui non inciamperanno; perché io sono un padre per Israele" (Ger 31,9). Anche se la promessa non ha potuto per allora essere realizzata a causa dell’incorrispondenza dei figli, l’amore del Padre resta in tutta la sua toccante tenerezza.

5. Questo amore costituisce il filo d’oro che unisce le fasi della storia di Israele, nelle sue gioie e nelle sue tristezze, nei suoi successi e nei suoi fallimenti. Dio non viene meno al suo amore, e lo stesso castigo ne è espressione, assumendo un significato pedagogico e salvifico.

Sulla roccia salda di questo amore, l’invito alla gioia del nostro Cantico evoca un futuro di Dio che, pur differito, prima o poi verrà, nonostante tutte le fragilità degli uomini. Questo futuro si è realizzato nella nuova alleanza con la morte e risurrezione di Cristo e con il dono dello Spirito. Esso, tuttavia, avrà il suo pieno compimento al ritorno escatologico del Signore. Alla luce di tali certezze, il "sogno" di Geremia rimane una reale opportunità storica, condizionata alla fedeltà degli uomini, e soprattutto una meta finale, garantita dalla fedeltà di Dio e già inaugurata dal suo amore in Cristo.

Leggendo dunque questo oracolo di Geremia, dobbiamo lasciar riecheggiare in noi l’evangelo, la bella notizia promulgata da Cristo, nella sinagoga di Nazareth (cfr Lc 4,16-21). La vita cristiana è chiamata ad essere un vero "giubilo", che solo il nostro peccato può insidiare. Facendoci recitare queste parole di Geremia, la Liturgia delle Ore ci invita ad ancorare la nostra vita a Cristo, il nostro Redentore (cfr Ger 31,11) e a cercare in Lui il segreto della vera gioia nella nostra vita personale e comunitaria.

[01600-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers Frères et Sœurs,

Le cantique de Jérémie annonce la consolation d’Israël. Il évoque un avenir où les exilés "viennent, criant de joie, sur les hauteurs de Sion" et retrouvent non seulement le Temple du Seigneur, mais aussi "le froment, le vin nouveau et l’huile fraîche, les génisses et les brebis du troupeau". Le cantique y insiste: Dieu veut le bonheur de tout l’homme !

L’histoire nous dit que ce rêve ne s’est pas encore réalisé, à cause de l’infidélité du peuple. Non seulement les exilés ne sont pas rentrés, mais sont venus les jours amers de l’Exil, auprès des fleuves de Babylone. Pourtant, l’invitation à la joie, qui caractérise ce cantique, garde tout son sens. Sa motivation reste intacte : l’amour de Dieu pour son peuple. Sur ce roc solide, est évoqué un avenir qui s’est réalisé dans la Nouvelle Alliance, avec la mort et la résurrection du Christ, et le don de l’Esprit. Il s’accomplira définitivement avec le retour eschatologique du Seigneur.

La vie chrétienne est appelée à être une vraie jubilation que seul notre péché peut mettre en péril. C’est pourquoi nous sommes invités à enraciner notre vie personnelle et communautaire dans le Christ, et à chercher en lui le secret de la vraie joie.

Je salue avec joie les pèlerins de langue française présents à cette audience. Que votre pèlerinage vous renouvelle dans la joie d’être chrétiens pour annoncer la Bonne Nouvelle à vos frères ! À tous, j’accorde de grand cœur la Bénédiction apostolique.

[01601-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

In the Canticle of Jeremiah, the Prophet begins by summoning us to listen to the good news of consolation in the midst of every desolation. The good news is that God rescues us from every power that threatens us. He promises us a happiness which extends to every aspect of human life. Jeremiah is calling us to share a joy which nothing and no-one can take away. Clearly, God’s promise has not yet been completely fulfilled, but still we wait in faith for that fulfilment. We trust because the promise depends not upon us in our frailty, but upon the absolutely reliable love of God, which is guaranteed by an everlasting covenant. This love has already triumphed in the Easter mystery, in the Death and Resurrection of Jesus and the sending of the Holy Spirit. Now, in the midst of all our sorrows and uncertainties, we look confidently to the time when the victory of Easter will be complete. Then we shall know the fullness of joy and happiness of which the Prophet sings.

I extend a special greeting to the groups of young people from various countries present at this audience. I invite you all to pray for peace and to be committed to building a world without violence, founded on respect for the dignity of every human being. Upon all the English-speaking pilgrims and visitors I invoke the blessings of which the Canticle of Jeremiah speaks. God be with you all!

[01602-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Schwestern und Brüder!

Die trostreichen Worte des Propheten Jeremias erreichen die Herzen der Israeliten seiner Zeit in einer traurigen Situation. Das Volk Gottes soll neue Hoffnung schöpfen und sich am Herrn erfreuen, der die Geschicke der einzelnen Menschen und die Geschichte der Gemeinschaft lenkt.

Überschwenglich sind die Worte und blumenreich die Bilder, die zur Zuversicht und Freude führen sollen. Die Not der Verbannten wendet sich, sie haben Teil am Reichtum des Landes und am Ertrag des Bodens. Gott will, daß der Mensch Sinn und Glück findet, ganz und gar, mit Leib und Seele.

Diese Vision des Jeremias wird sich freilich erst in der Endzeit einstellen. Seit dem Tod und der Auferstehung Jesu Christi sind wir unter der Führung des Heiligen Geistes unterwegs: zum Ziel der ewigen Freude in Gott.

Herzlich begrüße ich alle Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders willkommen heiße ich die Teilnehmer an den Wallfahrten der Kirchenchöre des Erzbistums Köln und Paderborn. Wer singt, der betet zweifach! Euer Singen sei stets Gebet aus dem Innersten des Herzens. Gerne erteile ich euch allen und euren Lieben daheim den Apostolischen Segen.

[01603-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

El anuncio que todos han de escuchar, hasta en "las islas más remotas", es que Dios viene para reunir al pueblo, hacer feliz al hombre y cuidar de la vida humana en todas sus dimensiones. Por eso la palabra del Profeta hace soñar y suscita una alegría incontenible ante una profecía que se hace realidad en la nueva alianza establecida en Cristo y, de manera definitiva, en el momento de su retorno glorioso. Así pues, al recitar estas palabras en la oración litúrgica, se nos recuerda que la vida cristiana es una llamada a un júbilo que sólo nuestro pecado puede entorpecer, y a fundar el sentido de la existencia en la firme voluntad divina de transformar el luto alegría, colmando sin límites las más profundas aspiraciones de toda persona humana.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, especialmente a los miembros de la Fundación Calderón de la Barca, de Argentina, así como a los grupos venidos de España, México, Uruguay y otros Países latinoamericanos. Doy una bienvenida particular a las Hermanas Agustinas Misioneras, que celebran estos días su Capítulo General. Os invito a ser fieles a vuestra vocación primera de "anunciar a las islas lejanas" la Buena Noticia del Evangelio. Exhorto a todos a acoger este incomparable anuncio de salvación, para caminar con gozo y esperanza hacia el encuentro definitivo con Cristo glorioso. Muchas gracias.

[01604-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Queridos irmãos e irmãs,

Durante a reforma religiosa promovida pelo rei Josias, o profeta Jeremias vê o povo converter-se à aliança do Senhor e, no coração dele, acende-se a esperança de que o tempo do castigo terminou. Proclama então, aos quatro ventos, a intervenção divina: «O Senhor resgatou Jacob e libertou-o das mãos do seu dominador. Regressarão entre gritos de alegria às alturas de Sião. (...) A sua alma será como um jardim bem irrigado» (Jer 31,11.12). Mas a história seguinte veio desmentir este sonho do Profeta; não foi por Deus ter faltado à sua promessa, mas porque o povo voltou a ser-Lhe infiel.

Uma saudação afectuosa aos vários grupos vindos do Brasil e de Portugal e aos demais peregrinos de língua portuguesa aqui presentes, a todos recordando a ternura com que Deus segreda a cada um: «Amei-te com um amor eterno». Agarra-te a este Amor eterno; o resto, fora d'Ele, é instável, precário e provisório. Penhor de paz e alegria, desça sobre vós e vossos familiares a minha Bênção.

[01605-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua neerlandese

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua ceca

Saluto in lingua slovacca

Saluto in lingua ungherese

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua neerlandese  

Een hartelijke groet aan alle Nederlandse en Belgische pelgrims !

Beste pelgrims, bidt voor allen die lijden, bidt om vrede en rechtvaardigheid, in de overtuiging dat God in Jezus Christus het kwaad, de zonde en de dood heeft overwonnen.

Van harte verleen ik u de Apostolische Zegen.

Geloofd zij Jezus Christus!

[Un cordiale saluto a tutti i pellegrini neerlandesi e belgi !

Carissimi pellegrini, pregate per quanti soffrono, invocate la pace e la giustizia, nella sicurezza che Dio in Gesù Cristo ha vinto il male, il peccato e la morte.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[01606-AA.01] [Testo originale: Neerlandese]

Saluto in lingua croata

Draga braćo i sestre, sam je Krist Gospodin ishodište i temelj sakramentalnih znakova kojima se Crkva sluzi u Bogosluzju. Vođena Duhom Svetim na izvore svetosti i milosti, Crkva po tim znakovima ostaje ujedinjena s Kristovim zivotom i poslanjem te sudjeluje u Otajstvu spasenja.

Srdačno pozdravljam sve skupine hrvatskih hodočasnika koje su došle na ovaj susret te im vrlo rado udjeljujem apostolski blagoslov.

Hvaljen Isus i Marija!

[Cari Fratelli e Sorelle, è Cristo Signore stesso origine e fondamento dei segni sacramentali, che la Chiesa adopera nella Liturgia. Condotta dallo Spirito Santo alle sorgenti della santità e della grazia, essa, per mezzo di tali segni, rimane unita alla vita e alla missione di Cristo e partecipa al Mistero di salvezza.

Saluto cordialmente tutti i gruppi di pellegrini croati venuti a questo incontro e volentieri imparto loro la Benedizione Apostolica.

Siano lodati Gesù e Maria!]

[01607-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua ceca

Srdečně vítám poutníky z farnosti Budyně a okolí!

Zbozná tradice zasvěcuje měsíc ríjen svatému ruzenci. Proto vás chci vybídnout k návratu a k novému ocenění společenství s Pannou Marií, právě prostednictvím této vznešené modlitby.

K tomu vám rád uděluji své apoštolské pozehnání!

Chvála Kristu!

[Do il mio cordiale benvenuto ai pellegrini della Parrocchia di Budyně, e dei dintorni.

La pia tradizione dedica il mese di ottobre al Santo Rosario. Perciò vi esorto a riscoprire la comunione con la Vergine Maria, per mezzo di questa nobile preghiera.

Con questi voti, volentieri vi imparto l'Apostolica Benedizione.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[01608-AA.01] [Testo originale: Ceco]

Saluto in lingua slovacca

Srdečne pozdravujem pútnikov zo Slovenska: z Bratislavy a okolia, zo Spiša a z Ludaníc, z Vekých Kapušian a Michaloviec.

Bratia a sestry, október je ruzencový mesiac. Panna Mária, Král'ovná posvätného ruzenca, nech vedie vaše kroky, aby ste mohli verne nasledovat' Krista Spasitel'a a byt' jeho svedkami vo svojom prostredí.

S týmto zelaním vás ochotne zehnám.

Pochválený buď Jeziš Kristus!

[Saluto cordialmente i pellegrini della Slovacchia, provenienti da Bratislava e dintorni, da Spiš e Ludanice, da Vel'ké Kapušany e Michalovce.

Fratelli e Sorelle, il mese di ottobre è il mese del Rosario. La Madonna, Regina del Santo Rosario, guidi i vostri passi, perché possiate seguire fedelmente Cristo Salvatore ed essere così i suoi testimoni nel vostro ambiente.

Con questi voti, volentieri vi benedico.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[01609-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua ungherese

Szeretettel köszöntöm a magyar híveket, elsô helyen Paskai László bíboros prímás urat, akinek vezetése alatt népes delegáció van itt jelen, a "Hungariae Christianae Millennium" kiállítás megnyitása alkalmából. Isten hozott Benneteket!

Köszöntöm a Kodály Zoltán Kórusiskola "Jubilate" kórusát és vezetôjét.

A Magyarok Nagyasszonya közbenjárását kérve szeretettel adom Rátok apostoli áldásomat.

Dicsértessék a Jézus Krisztus!

[Saluto cordialmente i fedeli ungheresi. Prima di tutti saluto l’Em.mo Primate d’Ungheria, il Cardinale László Paskai, che accompagna una delegazione numerosa, giunta a Roma in occasione dell’apertura della Mostra "Hungariae Christianae Millennium".

Saluto il dirigente e il coro "Jubilate" della Scuola Musicale Zoltán Kodály.

Per l’intercessione della Magna Domina Hungarorum imparto volentieri a voi tutti la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[01610-AA.01] [Testo originale: Ungherese]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo ora un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli della diocesi di Verona, che recano con loro l'artistico portale in bronzo, destinato ad essere collocato nella chiesa di Santa Caterina, in Betlemme. Nel ringraziare lo scultore, i realizzatori e i donatori di quest'opera, che tra poco benedirò, auspico che essa sia ulteriore messaggio di pace per la terra di Palestina.

Il mio pensiero va, poi, ai rappresentanti del Centro di accoglienza «Regina pacis» di Lecce, accompagnati dal loro Arcivescovo Mons. Cosmo Francesco Ruppi. Carissimi, ricordo sempre con piacere la mia visita di sette anni fa alla vostra Chiesa e mi rallegro per la felice conclusione del Sinodo diocesano, che ha varato il nuovo Progetto pastorale. Desidero manifestarvi il mio apprezzamento per quanto fate in favore dei profughi e, nel benedire il Direttore e i volontari del Centro «Regina pacis» e tutti voi, vi esorto a non stancarvi di lavorare per i poveri e i bisognosi, nei quali voi accogliete e servite lo stesso Gesù.

Saluto anche gli appartenenti al «Gruppo Apostolato della Preghiera» di Livorno e li ringrazio per la loro presenza, esortandoli a fare della lode a Dio la prima e la più importante azione della giornata.

Indirizzo, infine, un affettuoso pensiero ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Ottobre è il mese del Santo Rosario, che ci invita a valorizzare questa preghiera così cara alla tradizione del popolo cristiano.

Invito voi, cari giovani, a recitare ogni giorno il santo Rosario. Incoraggio voi, cari malati, ad abbandonarvi fiduciosi nella mani premurose di Maria, invocandola incessantemente. Esorto voi, cari sposi novelli, a fare del Rosario un'orante meditazione dei misteri di Cristo.

[01611-01.01] [Testo originale: Italiano]