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L’UDIENZA GENERALE, 02.05.2001


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

L’Udienza Generale di questa mattina si svolge alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre incontra gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa tratta il tema: "Ogni creatura lodi il Signore" (Lettura: Cantico: Dn 3,57-88.56 - Lodi Domenica I settimana).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, Giovanni Paolo II rivolge particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si conclude con il canto del Regina Cæli e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

1. "Benedite, opere tutte del Signore, il Signore" (Dn 3,57). Un respiro cosmico pervade questo Cantico tratto dal libro di Daniele, che la Liturgia delle Ore propone per le Lodi della Domenica nella prima e nella terza settimana. E ben s’addice questa stupenda preghiera litanica al Dies Domini, al Giorno del Signore, che in Cristo risorto ci fa contemplare il culmine del disegno di Dio sul cosmo e sulla storia. In Lui, infatti, alfa ed omega, principio e fine della storia (cfr Ap 22,13), prende senso compiuto la creazione stessa, poiché, come ricorda Giovanni nel prologo del vangelo, "tutto è stato fatto per mezzo di lui" (Gv 1,3). Nella risurrezione di Cristo culmina la storia della salvezza, aprendo la vicenda umana al dono dello Spirito e dell’adozione filiale, in attesa del ritorno dello Sposo divino, che consegnerà il mondo a Dio Padre (cfr 1Cor 15,24).

2. In questo brano litanico, sono come chiamate in rassegna tutte le cose. Lo sguardo punta al sole, alla luna, agli astri; si adagia sull’immensa distesa delle acque, si leva verso i monti, indugia sulle più diverse situazioni atmosferiche; passa dal caldo al freddo, dalla luce alle tenebre; considera il mondo minerale e quello vegetale, si sofferma sulle diverse specie di animali. L’appello poi si fa universale: chiama in causa gli angeli di Dio, raggiunge tutti i "figli dell’uomo", ma coinvolge in modo particolare il popolo di Dio, Israele, i suoi sacerdoti, i giusti. È un immenso coro, una sinfonia in cui le varie voci elevano il loro canto a Dio, Creatore dell’universo e Signore della storia. Recitato alla luce della rivelazione cristiana, esso si rivolge al Dio trinitario, come la liturgia ci invita a fare, aggiungendo al Cantico una formula trinitaria: "Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo".

3. Nel Cantico in certo senso si riflette l’anima religiosa universale, che percepisce nel mondo l’orma di Dio, e si innalza alla contemplazione del Creatore. Ma nel contesto del libro di Daniele, l’inno si presenta come ringraziamento elevato da tre giovani israeliti - Anania, Azaria e Misaele - condannati a morire bruciati in una fornace, per aver rifiutato di adorare la statua d’oro di Nabucodonosor, ma miracolosamente preservati dalle fiamme. Sullo sfondo di questo evento c’è quella speciale storia di salvezza in cui Dio sceglie Israele come suo popolo e stabilisce con esso un’alleanza. Appunto a tale alleanza i tre giovani israeliti vogliono restare fedeli, a costo di andare incontro al martirio nella fornace ardente. La loro fedeltà si incontra con la fedeltà di Dio, che invia un angelo ad allontanare da loro le fiamme (cfr Dn 3,49).

In tal modo il Cantico si pone nella linea dei canti di lode per un pericolo scampato, presenti nell’Antico Testamento. Tra essi è famoso il canto di vittoria riportato nel capitolo 15 dell’Esodo, dove gli antichi ebrei esprimono la loro riconoscenza al Signore per quella notte in cui sarebbero stati inevitabilmente travolti dall’esercito del faraone, se il Signore non avesse aperto loro una strada tra le acque, gettando "in mare cavallo e cavaliere" (Es 15,1).

4. Non a caso, nella solenne veglia pasquale, la liturgia ci fa ogni anno ripetere l’inno cantato dagli israeliti nell’Esodo. Quella strada aperta per loro annunziava profeticamente la nuova via che Cristo risorto ha inaugurato per l’umanità nella notte santa della sua resurrezione dai morti. Il nostro passaggio simbolico attraverso le acque battesimali ci permette di rivivere un’analoga esperienza di passaggio dalla morte alla vita, grazie alla vittoria sulla morte riportata da Gesù a vantaggio di tutti noi.

Ripetendo nella liturgia domenicale delle Lodi il Cantico dei tre giovani israeliti, noi discepoli di Cristo vogliamo metterci sulla stessa onda di gratitudine per le grandi opere compiute da Dio, sia nella creazione, sia soprattutto nel mistero pasquale.

Il cristiano, infatti, scorge un rapporto tra la liberazione dei tre fanciulli, dei quali si parla nel Cantico, e la resurrezione di Gesù. In quest’ultima, gli Atti degli Apostoli vedono esaudita la preghiera del credente che, come il Salmista, canta fiducioso: "Tu non abbandonerai l’anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione" (At 2, 27; Sal 15,10).

L’accostamento di questo Cantico alla Resurrezione è molto tradizionale. Vi sono antichissime testimonianze della presenza di questo inno nella preghiera del Giorno del Signore, Pasqua settimanale dei cristiani. Le catacombe romane poi conservano reperti iconografici nei quali si notano i tre fanciulli che pregano indenni tra le fiamme, testimoniando così l’efficacia della preghiera e la certezza dell’intervento del Signore.

5. "Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli" (Dn 3,56). Cantando questo inno al mattino della Domenica, il cristiano si sente grato non solo per il dono della creazione, ma anche perché destinatario della premura paterna di Dio, che in Cristo lo ha elevato alla dignità di figlio.

Una premura paterna che fa guardare con occhi nuovi allo stesso creato e ne fa gustare la bellezza, nella quale si intravede, come in filigrana, l’amore di Dio. È con questi sentimenti che Francesco d’Assisi contemplava il creato ed elevava la sua lode a Dio, sorgente ultima di ogni bellezza. È spontaneo immaginare che le elevazioni di questo testo biblico gli echeggiassero nell’animo quando, a San Damiano, dopo aver toccato i vertici della sofferenza nel corpo e nello spirito, compose il "Cantico di frate sole" (cfr Fonti Francescane, 263).

[00681-01.02] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers Frères et Sœurs,

«Toutes les œuvres du Seigneur, bénissez le Seigneur» (Dn 3, 57). Tiré du livre de Daniel, le Cantique des trois enfants nous invite, avec toute la création, à rendre grâce à Dieu, Créateur de l’univers et Seigneur de l’histoire. Dans la fournaise, les trois jeunes israélites sont prêts à rester fidèles à Dieu, jusqu’au martyre, répondant ainsi à la fidélité du Seigneur. L’Église met traditionnellement en relation la libération des trois enfants et la Résurrection du Christ. Dans la Liturgie des Heures qui propose ce Cantique le dimanche matin, Jour du Seigneur, le fidèle est invité à chanter la grandeur de Dieu, qui culmine dans le mystère pascal où nous passons de la mort à la vie, et à rendre grâce pour le salut apporté par le Christ, qui fait de nous des fils.

Je salue cordialement les pèlerins francophones présents à cette audience, en particulier les membres de la Faculté de Droit canonique de l’Institut catholique de Paris, et tous les jeunes. Que ce temps de Pâques vous permette de passer avec le Christ de la mort à la vie, afin que vous soyez d’ardents témoins de l’espérance qu’il a déposée en vous au jour de votre baptême!

[00682-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

The Canticle which we have just heard is a cosmic hymn of praise to God, the Creator and Lord of history. Inanimate beings, plants, animals, angels and the people of Israel join to form an immense choir, which sings God’s praises. The Canticle is in fact the hymn of thanksgiving of the Three Young Men in the Book of Daniel whom God preserved from harm when they were cast into the fiery furnace for refusing to worship the idol of the Babylonian king. It speaks of the presence of God in the natural world, and emphasizes God’s loving care for Israel, his fidelity to his people and the protection he gives them. Christians have traditionally associated this Canticle with the Resurrection of Christ, who overcame death once and for all. When we sing this Canticle we give thanks for the gift of creation and for the wonders that God has done for us, especially through the Death and Resurrection of Christ.

I warmly greet the English-speaking pilgrims and visitors present, especially those from England, Canada and the United States of America. As we give thanks to God in this Easter season for his saving deeds, I invoke his abundant blessings upon you and your families.

[00683-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Schwestern und Brüder!

Heute haben wir einen Text gehört, der dem Buch Daniel entnommen ist: ein Loblied auf Sonne und Mond, auf alles, was Gott geschaffen hat. Doch dieser Hymnus ist mehr als ein Gesang auf den Urheber der Schöpfung. Er ist ein Lied auf den Herrn, der das Los der Geschichte in seinen Händen hält.

Das trifft zunächst auf die drei Jünglinge im Feuerofen zu, die trotz des Todesurteils nicht klagen, sondern singen. Einen Götzen aus Gold wollten sie nicht anbeten, dafür setzten sie ihr ganzes Leben auf Jahwe. Deshalb sollten sie den Feuertod sterben. Doch die Flammen konnten ihnen nichts anhaben.

Der Gesang der Jünglinge bleibt kein Trio; er weitet sich zu einem großen Chor. Es ist der österliche Chor, in dem seit fast zweitausend Jahren die Stimmen der Christen zusammenklingen, um aus voller Kehle das "Halleluja" zu singen: Der Tod hat den Kürzeren gezogen. Jesus lebt, mit ihm auch ich! Tod, wo sind nun deine Schrecken?

Von Herzen grüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders heiße ich den Behindertenclub aus Ergoldsbach und die Ehejubilare aus dem Bistum Speyer willkommen. Ich freue mich, daß so viele Jugend- und Schülergruppen heute auf den Petersplatz gekommen sind. Danke dem Jugendorchester der Paul-Winter-Realschule aus Neuburg an der Donau! Die drei jungen Männer im Feuerofen seien für euch ein Vorbild, um der Feuerprobe des Glaubens in der heutigen Zeit standzuhalten. Gern erteile ich euch, euren Lieben daheim und allen, die mit uns über Radio Vatikan und das Fernsehen verbunden sind, den Apostolischen Segen.

[00684-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

El Cántico del libro de Daniel, que la Liturgia de las Horas propone en los Laudes del Día del Señor, día en el que Cristo resucitado nos hace contemplar el culmen del designio de Dios sobre el cosmos y la historia, nos ofrece una mirada a la creación.

Se trata de una llamada universal que, además del sol, la luna, las estrellas, las aguas, los montes, el frío y el calor, la luz y las tinieblas, alcanza desde los ángeles de Dios a todos los "hijos del hombre" e implica de manera especial al pueblo de Dios, Israel y sus sacerdotes y justos. Es una sinfonía en la cual las distintas voces elevan su canto a Dios, Creador del universo y Señor de la historia y que, recitado a la luz de la revelación cristiana, se dirige al Dios trinitario.

Cantando esto himno en la mañana del Domingo, el cristiano se siente agradecido no solamente por el don de la creación, sino también porque es el destinatario de la solicitud paterna de Dios, que le hace deleitarse de la belleza, en la cual se entrevé, como una filigrana, el amor de Dios.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. De modo especial a la Peregrinación de la Diócesis de Valle de Pascua, Venezuela, presidida por su Obispo Monseñor Joaquín Morón Hidalgo. Asimismo al Coro de la Catedral de Tarragona. Os invito a ser siempre fieles al Señor, como los tres jóvenes del Salmo que hemos proclamado.

[00685-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Queridos irmãos e irmãs,

Os três jovens, lançados pelo rei Nabucodonosor na fornalha ardente, viram a sua fé premiada por Deus, que miraculosamente os salvou das chamas. Sentem então necessidade de erguer um cântico de gratidão ao seu Deus e Salvador, que tem o domínio de toda a criação, cujos elementos se vêem chamados, um por um, a louvar o Senhor. Ao repetirmos o «cântico dos três jovens» na liturgia dominical de Laudes, nós, discípulos de Cristo, queremos sintonizar com esta mesma onda de gratidão a Deus pelas suas grandes obras na criação, e sobretudo no mistério pascal de Jesus, que foi preservado da corrupção da morte, tornando-Se para nós esperança de ressurreição.

Amados peregrinos de língua portuguesa, dou as boas vindas a todos os presentes, de modo particular aos brasileiros do Círculo italiano do Espírito Santo, de Vitória, lembrando a cada um que foi criado para o louvor de Deus. Por isso, em tudo e sempre aprendei a dizer, como a Virgem Mãe, «a minha alma glorifica o Senhor e o meu espírito se alegra em Deus meu Salvador». Sobre vós e os vossos, desça a minha Bênção.

[00686-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua neerlandese

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua ceca

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua neerlandese  

Van harte groet ik de Belgische en Nederlandse pelgrims. Moge uw bedevaart naar de graven van de Apostelen uw liefde en inzet voor de Kerk versterken.Van harte verleen ik daartoe de Apostolische Zegen.

Geloofd zij Jezus Christus!

[Di cuore saluto i pellegrini belgi e neerlandesi. Auguro che il vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli rafforzi il vostro amore ed il vostro impegno per la Chiesa.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[00687-AA.01] [Testo originale: Neerlandese]

Saluto in lingua croata

Srdačno pozdravljam sve nazočne hrvatske hodočasnike te vrlo rado njima i članovima njihovih obitelji udjeljujem apostolski blagoslov.

Predragi, neka slavlje Vazmenoga otajstva ojača u vama kršćansku nadu te učvrsti vašu ljubav prema Bogu i bliznjemu.

Hvaljen Isus i Marija!

[Saluto cordialmente i pellegrini croati qui presenti, e volentieri imparto la Benedizione Apostolica a ciascuno di essi ed ai loro familiari.

Carissimi, la celebrazione del Mistero pasquale rafforzi in voi la speranza cristiana e corrobori la vostra carità verso Dio e verso il prossimo.

Siano lodati Gesù e Maria!]

[00688-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua ceca

Zdravím poutníky z farnosti Ostrava-Poruba.

V měsíci květnu, zasvěcenému Panně Marii, vás všechny vyzývám, abyste zesílili modlitbu a úctu k Matce Bozí. Svěrte se do její materské péče. Ze srdce vám zehnám!

Chvála Kristu!

[Saluto i pellegrini della Parrocchia di Ostrava-Poruba.

Nel mese di maggio, dedicato alla Vergine Maria, invito tutti voi ad intensificare la preghiera e la devozione alla Madre di Dio. Affidatevi alle sue cure materne. Vi benedico di cuore!

Sia lodato Gesù Cristo!]

[00689-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua italiana

Come è noto, fra due giorni intraprenderò l'ultima parte del mio Pellegrinaggio giubilare ai luoghi della storia della salvezza. Giunge così a compimento il desiderio, da me espresso nella prospettiva del Grande Giubileo del Duemila, di andare personalmente a pregare là dove si è concretamente manifestata l'iniziativa di Dio per la salvezza dell'uomo. Dopo essere stato sul Sinai, ove Dio si rivelò a Mosè, e in Terra Santa, mi appresto ora a recarmi in alcune città legate in modo speciale alla vicenda di san Paolo. Il mio Pellegrinaggio sulle orme del grande Apostolo sarà un ritornare alle radici della Chiesa, perché ad esse occorre continuamente riferirsi per rimanere totalmente fedeli al disegno di Dio. Questo viaggio mi porterà ad Atene, nel cui Areopago egli pronunciò un discorso molto illuminante circa l'incontro del messaggio evangelico con una cultura importante come quella greca. Proseguirò poi verso Damasco, luogo che evoca la conversione di Saulo, infine toccherò Malta dove l'Apostolo delle genti naufragò mentre veniva portato prigioniero a Roma.

Vi invito, carissimi Fratelli e Sorelle, ad accompagnare con la preghiera questo viaggio per me tanto significativo. Possa esso costituire una felice occasione per incrementare l'intesa con i fratelli ortodossi, favorendo un ulteriore avanzamento nel cammino verso la piena unità dei cristiani. Spero pure che la mia visita in Siria e, in particolare, alla grande Moschea di Damasco valga a rafforzare il dialogo interreligioso con i seguaci dell'Islam, promuovendo l'impegno di una convivenza operosa e pacifica.

Saluto ora i pellegrini di lingua italiana. In particolare, rivolgo un saluto ai giovani della diocesi di Ischia, guidati dal loro Vescovo Mons. Filippo Strofaldi ed auspico che la loro visita a Roma sia ricca di frutti spirituali.

Saluto poi i fedeli della parrocchia dei santi Pietro e Paolo di Brinzio, gli alunni dell'Istituto professionale "Benelli" di Pesaro, accompagnati dai docenti e dai familiari, i partecipanti al Congresso internazionale promosso dal Terz'Ordine Carmelitano ed il gruppo di devoti del Beato Padre Pio, proveniente da Pofi. Su tutti invoco copiose benedizioni celesti.

Desidero, infine rivolgermi, come di consueto, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli.

Cari giovani, è iniziato ieri il mese di maggio, che il popolo di Dio dedica a Maria Santissima. Vi esorto a mettervi ogni giorno alla sua scuola per imparare da Lei a compiere la volontà di Dio. Contemplando la Madre di Cristo crocifisso, voi, cari malati, sappiate cogliere il valore salvifico di ogni croce, anche di quelle più pesanti. Affido voi, cari sposi novelli, alla protezione materna della Santa Vergine, perché possiate vivere nella vostra famiglia il clima di preghiera e di amore della casa di Nazareth.

[00690-01.01] [Testo originale: Italiano]